La bellezza da coltivare, di Rocco D’Ambrosio

Il Vangelo odierno: In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. (Lc 1, 26-38 – Immacolata Concezione di Maria – B).

Di brutture, nel mondo, non mancano mai. E volenti o nolenti ne siamo spesso spettatori, forse né più, né meno di altri periodi. La memoria li continua a conservare e noi non riusciamo a distaccarci: bambini (anziani, donne, e non solo) uccisi o violentati, in Israele come nei territori palestinesi o in Ucraina e altrove; bambini abusati ovunque; poveri e immigrati esclusi, maltrattati e umiliati; delinquenti della politica e della mafia che rubano a più non posso; la natura saccheggiata e distrutta (al di là dell’ipocrisia della Cop28) e via discorrendo. In questi giorni pensieri ed emozioni sono spesso catalizzate dalla serie dei femminicidi. Quante brutture! Come per tutte le brutture i perché spesso sono sorpassati dalla fretta di dimenticare e ipocritamente affidare a scuola, università e famiglie la responsabilità di educare. Ma funziona in questo modo? Non penso proprio. Le bruttezze che abbiamo dentro vanno estirpate e sanate con un lavoro educativo che non esclude nessuno, ma proprio nessuno: ognuno nei confronti di se stesso e degli altri, verso i quali, ha responsabilità familiari, educative, sociali e politiche.  

Oggi è la festa di Maria Immacolata, colei che noi chiamiamo Tota pulchra, Tutta bella. Cantare, di Maria, Tutta bella sembra quasi una sfida: lei veramente bella, ma noi? Che facciamo con le nostre brutture? Spesso ripetiamo la frase di Fëdor Dostoevskij: la bellezza salverà il mondo. Ma intanto il mondo continua a sfornare bruttezze. La bellezza di Maria sempre tanto lontana, quasi impossibile come modello per l’oggi. Certo non possiamo godere del privilegio di Maria: essere preservati da sempre e per sempre da ogni contaminazione di peccato e bruttezza. Ma possiamo fare un cammino di riscoperta e conferma della bellezza che è in noi. Si, perché in ogni donna e in ogni uomo, anche nei più brutti e cattivi, esistono germi di bellezza, magari soffocati o non sviluppati. E il primo passo è prendere coscienza delle bruttezze che abbiamo dentro: “Se voi dunque che siete cattivi…” dice Gesù ai suoi discepoli (Mt 7, 7). Le abbiamo: vanno chiamate per nome ed estirpate, per dare spazio alla bellezza. La domanda è come “ci voltiamo” o “coltiviamo chi ci è affidato?  Ognuno sa come e ispirandosi a cosa (fedi religiose, principi universali, culture e sensibilità diverse). E non si può scaricare tutto su famiglie, scuola e politica! 

Il brano dell’Annunciazione fa pensare a una giovanissima donna impaurita ma aperta a capire il piano di Dio per lei. Non è pronta, non sa tutto, non è sicura, ma si turba, si interroga, chiede spiegazioni. La bellezza in lei non splende immediatamente, non è un effetto cinematografico. E’ il frutto di un cammino. E’ un anelito profondo. E’ una disposizione interiore. E’ il desiderio di vivere nella bellezza, cercando di non perderla mai.  

L’ha scritto bene scritto Elisabeth Kübler-Ross: “Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate”. 

Rocco D’Ambrosio [presbitero, docente di filosofia politica, Pontificia Università Gregoriana, Roma; presidente di Cercasi un fine APS]

PRESENTANDOCI

Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


Una proposta!

Se sei una ragazza o un ragazzo tra i 18 e i 28 anni, scegli il Servizio Civile presso Cercasi un fine APS (Cassano delle Murge, Bari). Fai UNA SCELTA DI CITTADINANZA ATTIVA E DI IMPEGNO CIVILE!

 

È stato pubblicato sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale il Bando per la selezione di 52.236 operatori volontari, giovani tra i 18 e 28 anni che vogliono diventare volontari per il servizio civile.

Il 22 febbraio 2024 è il termine di presentazione delle domande di servizio civile universale 

Vedi il bando di selezione per operatori volontari dello scorso 22 dicembre(https://www.politichegiovanili.gov.it/comunicazione/news/2023/12/bando-ordinario-2023/)

 

Fino al 22 febbraio 2024 è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei 2.183 progetti che si realizzeranno tra il 2024 e il 2025 su tutto il territorio nazionale e all’estero. Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it/ Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione. E’ possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.

 

Per maggiori informazioni visita il sito politichegiovanili.gov.it (sezione “Per gli operatori volontari”) e il sito dedicato www.scelgoilserviziocivile.gov.it – Leggi il bando completo: https://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/leggi-il-bando/il-testo/

 

Il progetto di Cercasi un fine APS, in collaborazione con il CIPSI, è 

Dove? Cassano delle Murge – Bari (Puglia).

Operatori/trici Volontari/e richiesti: n. 5.

 

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