NOTTE DI SAN LORENZO, DI A. DONATELLA REGA

Da qualche tempo cercavo di scrivere un articolo ma non mi usciva dalla…penna. La “penna”, già… un momento di nostalgia…come quello di stasera mentre guardavo il cielo aspettando una stella cadente ed invariabilmente la mia mente si è spostata sul significato degli anni luce che ci separano dalle stelle, non dai meteoriti che a sciame attraversano la nostra orbita. Questo sguardo sul passato che noi gettiamo tutte le volte che guardiamo il cielo è affascinante. Potremmo osservare oggi anche stelle o pianeti che non ci sono più. Due milioni e mezzo di anni luce siamo distanti da  Andromeda, la galassia più vicina alla nostra. Eppure alla velocità della luce il tempo rallenta fin quasi a fermarsi, ci insegnava già Einstein. La luce quindi viaggia in una dimensione senza tempo, a bocce ferme? Che fantastico pensiero, mentre ero sul mio terrazzo a testa in su. E Dio dove sarebbe? Ovunque in questo immenso universo o nella luce che corre a tempo fermo? Il “Grande Spirito” della natura sottoposta a leggi immutabili e perfette quanto ancora in gran parte impenetrabili.

Noi pianeta Terra saremmo meno di un granello di sabbia in una spiaggia che rappresentasse l’universo intero, ma quanti pianeti come la Terra ci sarebbero, quindi, gettati in quell’immensa massa di sabbia? Una miriade io credo.

Eppure c’è oggi qui sulla Terra qualcuno che si considera grande inviato ed amico intimo di Dio, un Messia e, nonostante ciò, ha bisogno di radere a tappeto una intera piccola regione abitata per far fuori uno sparuto gruppo di terroristi. Un messia/dio o amico di dio che spara nel mucchio e che non sa dove sono i suoi nemici. Questo messia moderno non ha veggenza allora! Ma oggi ad essere veggenti ci pensano le schedature informatiche (chiamiamole così per intenderci). E che bisogno c’è di abbattere case, ospedali, scuole per trovare uno sparuto numero di persone? Forse questo messia moderno fa nemici dalle pietre?

Qualcosa non mi è chiaro, ma se me lo spiegate mi fate un piacere.

Guardando il cielo stasera mi chiedo anche: ma perché complichiamo così tanto le cose se siamo meno di niente nell’universo? Forse sarà proprio per questo: ci sentiamo così schiacciati dalla nostra nullità che tentiamo di sentirci onnipotenti, anche inventando grotteschi tentativi di immortalità, non importa con quali marchingegni di trapianti bionici o di pezzi meccanici.

Siamo anche ridicoli. Io me l’immagino uno di questi ricconi tecnocrati che mira ed essere eterno, con un occhio di vetro, un tubo flessibile al posto del braccio ed un cervello di primate trapiantato nel cranio. Eterno sì ma anche bello un accidenti! Una specie di Frankinstein Junior.

Sì è per questo. È perché non siamo niente che ci crediamo, e vogliamo essere, potenti,  solo per sperimentare il potere  di vita e di morte sugli altri come un Dio irraggiungibile e misterioso che ci ha fatti guarda caso mortali. Anche se “Dio non  ha creato la morte”, così c’è scritto nella Bibbia. La morte l’abbiamo creata noi.

E bravi!

Bravi esserucci umani! Bravi esseri impotenti che finiremo sotto terra oppure in un congelatore o in una officina meccanica tra i rottami.

Adesso vogliamo fare guerre, costruire bunker, vogliamo distruggere specie i poveri (fatto veramente curioso, chissà, forse perché i poveri ci fanno paura da quando tagliarono la testa al loro re e peggio ancora dopo che un film su Joker ci ha suggerito un’idea stravagante e subito il film successivo si è affrettato a carcerarlo e farlo diventare buono).

Mentre guardo le stelle temo di aver sbagliato pianeta. Forse io non sono terrestre per vocazione, ma solo per necessità.

E allora le beghe politiche, le falsità, i giochi comunicativi per far spostare l’opinione pubblica da una parte all’altra, dal mio terrazzo sembrano quello che sono: fatti miserabili, si, sono convinta che chi trama per far spostare l’opinione pubblica addirittura su posizioni che sono contro i propri interessi legittimi sia un concreto nulla alla ricerca di contare qualcosa.  Un esempio di cosa inventano? Chessò, vedi per esempio la storia assolutamente artificiosa che fa della sinistra una paladina esclusivamente delle famiglie arcobaleno e la destra invece delle famiglie tradizionali che peraltro sono la maggior parte delle famiglie italiane.  Giocare a perdere è un bluff.

E questo è solo un esempio.

Ma tornando all’osservazione del cielo: le stelle sono belle, vero? E dire che noi siamo fatti della loro stessa materia ma ce ne facciamo troppo vanto e poco realistico abbandono.

Da lassù, da Andromeda per esempio, non ci vedono ancora,  noi della nostra specie umana che siamo comparsi tra i trecentomila ed i duecentomila anni fa,  perché vedono la Terra com’era due milioni e mezzo di anni fa (motivo per cui anche noi guardando nell’universo non vediamo esseri viventi che potrebbero benissimo esserci ora come ora, ma noi quelle galassie le vediamo come erano molto, ma  molto,  ma molto tempo fa!)

Quanto siamo stupidi, litigiosi e distruttivi, proprio come chi conta meno di niente e crede di essere chissà chi.

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