Strade, di Ezia Di Monte

Nel groviglio d’acciaio e cemento
passa un tempo furioso
percorso da ragnatele senza nodi
Orme da seguire o da evitare?
S’incrocia senza sfiorarsi
chi in solitarie scalate
si illude di controllare il mondo
chi su pavimenti scricchiolanti
s’illude d’essere al sicuro
chi vola di corsa fuori scena
per non essere invischiato
chi in cerca di un senso
segue tracce stese da altri
e striscia coi ginocchi
fino a farli sanguinare
E in quest’andare veloce
nessuno avverte sulla pelle
il profumo avvolgente del vento
né il soffio di chi gli passa accanto
Fermarsi all’incrocio a respirare piano
tendersi la mano senza esitazione
regalarsi con gli occhi
con le mani
un attimo d’eterno
Di tutto questo c’è bisogno
di tutto questo “abbiamo perso la misura”

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