Senza i due Stati in Terra Santa la pace vera resta lontana, di Jorge Bergoglio

«C’era l’accordo di Oslo, tanto chiaro, con la soluzione dei due Stati. Finché non si applica quell’intesa, la pace vera resta lontana». È il giudizio su quanto sta accadendo in Terra Santa, dopo gli attentati di Hamas e la guerra che sta distruggendo le città della Striscia di Gaza, che Papa Francesco affida a Domenico Agasso, vaticanista de «La Stampa», nell’intervista sul quotidiano in edicola ieri, lunedì 29 gennaio. Francesco, parlando dei tanti conflitti in corso, invita a pregare per la pace, indica come unica via quella del dialogo e chiede di «fermare subito le bombe e i missili, mettere fine agli atteggiamenti ostili. In ogni luogo», un «cessate il fuoco globale» perché «siamo sull’orlo dell’abisso».

Speranze per la Terra Santa e l’Ucraina

Il Papa spiega la sua contrarietà a definire una guerra “giusta”, preferendo dire che è legittimo difendersi ma evitando «di giustificare le guerre, che sono sempre sbagliate». Afferma di temere l’escalation militare ma di coltivare qualche speranza «perché si stanno svolgendo riunioni riservate per tentare di arrivare a un accordo. Una tregua sarebbe già un buon risultato». Francesco definisce «una figura cruciale» quella del cardinale Pizzaballa, che «si muove bene» e prova a mediare, ricorda di video-chiamare ogni giorno la parrocchia di Gaza e afferma anche come prioritaria «la liberazione degli ostaggi israeliani». Per quanto riguarda l’Ucraina, nell’intervista il successore di Pietro ricorda l’incarico al cardinale Zuppi: «La Santa Sede sta cercando di mediare per lo scambio di prigionieri e il rientro di civili ucraini. In particolare stiamo lavorando con la signora Maria Lvova-Belova, la commissaria russa ai diritti dell’infanzia, per il rimpatrio dei bambini ucraini portati con la forza in Russia. Qualcuno è già tornato nella sua famiglia»

«Fiducia supplicans» vuole includere


Nell’intervista Francesco ricorda che «Cristo chiama tutti dentro» e riferendosi alla dichiarazione che consente le benedizioni alle coppie irregolari e dello stesso sesso spiega: «Il Vangelo è per santificare tutti. Certo, a patto che ci sia la buona volontà. E occorre dare istruzioni precise sulla vita cristiana (sottolineo che non si benedice l’unione, ma le persone). Ma peccatori siamo tutti: perché dunque stilare una lista di peccatori che possono entrare nella Chiesa e una lista di peccatori che non possono stare nella Chiesa? Questo non è Vangelo». Per quanto riguarda le critiche al documento, il Papa osserva che «chi protesta con veemenza appartiene a piccoli gruppi ideologici», mentre definisce «un caso a parte» quello degli africani dato che «per loro l’omosessualità è qualcosa di “brutto” dal punto di vista culturale, non la tollerano». Ma in generale, «confido che gradualmente tutti si rasserenino sullo spirito della dichiarazione» che «vuole includere, non dividere. Invita ad accogliere e poi affidare le persone, e affidarsi, a Dio». Francesco ammette di sentirsi talvolta solo, «ma vado comunque sempre avanti, giorno dopo giorno» e dice di non temere scismi: «Sempre nella Chiesa ci sono stati gruppetti che manifestavano riflessioni di colore scismatico… bisogna lasciarli fare e passare… e guardare avanti».

Intelligenza artificiale, opportunità e pericoli


Il Papa affronta poi il tema del suo recentissimo messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, dedicato all’intelligenza artificiale, che definisce « un bel passo in avanti che potrà risolvere molti problemi, ma potenzialmente, se gestita senza etica, potrà anche provocare tanto male all’uomo». L’obiettivo è che «sia sempre in armonia con la dignità della persona», altrimenti «sarà un suicidio».

I prossimi viaggi


Francesco dice di sentirsi bene, nonostante qualche acciacco, e di non pensare in questo momento alle dimissioni. Ricorda i prossimi viaggi in Belgio, a Timor Est, Papua Nuova Guinea e Indonesia ad agosto. Definisce «tra parentesi» l’ipotesi del viaggio in Argentina, dicendo di non essersi sentito offeso per le parole di Milei in campagna elettorale e confermando che incontrerà il nuovo presidente nei prossimi giorni, subito dopo la canonizzazione della santa argentina “Mama Antula” prevista per l’11 febbraio. Pronto a dialogare con lui.

La Chiesa che verrà e il Conclave di 11 anni fa


Dopo aver ricordato la Giornata mondiale dei Bambini, che «sono maestri di vita» e vanno ascoltati, il Papa ribadisce il suo sogno di una Chiesa in uscita» e ricorda ciò che accadde dopo le sue parole pronunciate nelle congregazioni generali che precedettero il conclave del 2013: «Dopo il mio intervento è scattato un applauso, inedito in tale contesto. Ma io assolutamente non avevo intuito ciò che molti mi avrebbero poi rivelato: quel discorso è stata la mia “condanna” (sorride, nda). Quando stavo uscendo dall’“Aula del Sinodo” c’era un cardinale di lingua inglese che mi ha visto e ha esclamato: “Bello quello che hai detto! Bello. Bello. Ci vuole un Papa come te!”. Ma io non mi ero accorto della campagna che stava nascendo per eleggermi. Fino al pranzo del 13 marzo, qui a Casa Santa Marta, alcune ore prima della votazione decisiva. Mentre stavamo mangiando mi hanno posto due o tre interrogativi “sospetti”… Allora nella mia testa cominciavo a dirmi: “Qui sta accadendo qualcosa di strano…”. Ma sono comunque riuscito a fare una siesta. E quando mi hanno eletto ho avuto una sorprendente sensazione di pace dentro di me». Infine, Francesco confida a «La Stampa» di sentirsi «un parroco. Di una parrocchia molto grande, planetaria, certo, ma mi piace mantenere lo spirito da parroco. E stare in mezzo alla gente. Dove trovo sempre Dio».

www.osservatoreromano.va/it/news/2024-01/quo-023/senza-i-due-stati-in-terra-santa-la-pace-vera-resta-lontana.html

PRESENTANDOCI

Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


Una proposta!

Se sei una ragazza o un ragazzo tra i 18 e i 28 anni, scegli il Servizio Civile presso Cercasi un fine APS (Cassano delle Murge, Bari). Fai UNA SCELTA DI CITTADINANZA ATTIVA E DI IMPEGNO CIVILE!

 

È stato pubblicato sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale il Bando per la selezione di 52.236 operatori volontari, giovani tra i 18 e 28 anni che vogliono diventare volontari per il servizio civile.

Il 22 febbraio 2024 è il termine di presentazione delle domande di servizio civile universale 

Vedi il bando di selezione per operatori volontari dello scorso 22 dicembre(https://www.politichegiovanili.gov.it/comunicazione/news/2023/12/bando-ordinario-2023/)

 

Fino al 22 febbraio 2024 è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei 2.183 progetti che si realizzeranno tra il 2024 e il 2025 su tutto il territorio nazionale e all’estero. Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it/ Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione. E’ possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.

 

Per maggiori informazioni visita il sito politichegiovanili.gov.it (sezione “Per gli operatori volontari”) e il sito dedicato www.scelgoilserviziocivile.gov.it – Leggi il bando completo: https://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/leggi-il-bando/il-testo/

 

Il progetto di Cercasi un fine APS, in collaborazione con il CIPSI, è 

Dove? Cassano delle Murge – Bari (Puglia).

Operatori/trici Volontari/e richiesti: n. 5.

 

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