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Lo scandalo della Passione, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 17/09/2015 16:32
Perché sono arrivati a tanto? Giuda vende Gesù, Pietro lo rinnega, il sinedrio e i capi dei sacerdoti non riconoscendolo si scandalizzano di lui, Pilato si lava le mani, il ladrone lo prende in giro, la folla lo condanna...

 

L’intero Vangelo odierno è quello della Passione di Gesù Mt 26,14-27,66.

Qui solo un brano: Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 

- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 

Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

- Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

 

13.4.2014. Il lungo racconto della Passione se fosse il set di un film sarebbe impossibile da visitare tutto d’un fiato. Gesti, pensieri, annunci ed emozioni si susseguono a un ritmo incalzante e in essi, e attraverso essi, Gesù si offre, ci salva. Forse non dovremmo cercare di capire ma solo entrare nelle scene, per quanto ci è permesso, e gustare il suo amore che si fa parola e gesto. Ma c’è una grande difficoltà…

Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea, dice Gesù dopo la cena. Motivo di scandalo. Si tratta di uno scandalo molteplice. Tocca molti e con motivi diversi: gli Ebrei, i Romani, le autorità, la gente semplice, i discepoli, i suoi intimi. E’ uno scandalo che si esprime spesso con quella domanda sintetica ma efficace: si può arrivare a tanto? E’ possibile che chi abbia tanto amato si ritrovi maltrattato, condannato e ucciso in questo modo ignobile? Che succede nel cuore e nella mente di chi opera queste vergogne?

Perché sono arrivati a tanto? Giuda vende Gesù, Pietro lo rinnega, il sinedrio e i capi dei sacerdoti non riconoscendolo si scandalizzano di lui, Pilato si lava le mani, il ladrone lo prende in giro, la folla lo condanna. Non solo si arriva a tanto, ma Gesù quasi precisa che non può essere diversamente: il Pastore deve essere percosso, perché muoia e risorga per precederli in Galilea. Il racconto della Passione segue quasi questa necessità.

Altrove Gesù ricorda: Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo! (Mt 18, 7). Il buon Dio scrive diritto anche sulle righe storte, ma ciò non vuol dire che chi genera scandali sia senza colpa. Anzi. Gesù ribadisce: guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!

La necessità della Passione del Signore, il suo essere scandalosa, è difficile da comprendere, ci viene da reagire. Infatti è ben comprensibile Pietro che dice: Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai. Anche qui Gesù riafferma quella necessità e invita Pietro a concentrarsi su stesso: In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. Quasi un invito a non preoccuparsi del piano di Dio ma di sé e la propria salvezza.

Lo scandalo della Passione è tutto li e deve diventare tutto nostro. Esso è via maestra per entrare nel vivo della Passione di Gesù, per gustare il suo amore e partecipare della sua salvezza. Ci aiuta molto quanto ha scritto Dietrich Bonhoeffer: E' infinitamente più facile soffrire ubbidendo a un ordine dato da un uomo, che nella libertà dell'azione responsabile personale. E' infinitamente più facile soffrire pubblicamente e ricevendone onore, che appartarti e nella vergogna. E' infinitamente più facile soffrire nel corpo che nello spirito. Cristo ha sofferto nella libertà, nella solitudine, appartato e nella vergogna, nel corpo e nello spirito, e da allora molti cristiani con lui.

Rocco D’Ambrosio

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