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Il bene non fa rumore, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 27/06/2015 18:47
Il bene non fa rumore, come nella vita di Gesù... E nella nostra?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare (Mc 5,21-43).
28 giugno 2015. Mi ha sempre molto affascinato pensare a cosa sia successo in quei pochissimi secondi: una donna, che soffre di perdite di sangue, tocca Gesù, una forza esce da Lui e ferma il flusso di sangue, guarendola, Gesù vuole incontrare colei che lo ha toccato. Un miracolo potente e rapido; nella sua prima fase anonimo e silenzioso: la donna pensa tra se e se, vuole toccarlo nel caos della folla senza presentarsi a Lui, Gesù sente di essere toccato ma non da chi.
"Il bene non fa rumore e il rumore non fa bene" ("Good does not make noise, and noise does not do good", diceva Louis Claude de Saint Martin). Il bene non fa rumore, in questo è anti politico, nel senso che la politica contemporanea fa molto rumore per quel poco di bene che realizza e ne fa ancor di più per il bene che promette e non realizza. Il bene, quel flusso vitale da Gesù alla donna, non ha fatto nessun rumore, come anche non ha fatto rumore quando Gesù ha guarito la figlia di Giairo, rimproverando i presenti per il loro agitarsi e piangere.
Noi ci agitiamo molto, facciamo molto rumore, vogliamo che i media amplifichino, da FB alla TV, quel poco di bene che realizziamo. Così non va: dobbiamo bandire i rumori, lavorare contro l'inquinamento acustico (e non solo), riscoprire il valore del bene segreto, non suonare la tromba ogni volta che operiamo il bene, amare il segreto e il silenzio. "E il Padre tuo - dice Gesù - che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Mt 5).
E il problema, qui, non è politico ma interiore. Dipende dalla personale dedizione - commitment la chiamano gli inglesi - cioè dal come rispondiamo alla domanda: ma per chi o cosa faccio il bene? Per me? Per apparire? Perché parlino di me? Per un tornaconto economico? O per gli altri? Per il loro concreto bene? Per gloria di Dio? Perché gli altri vedano questo bene e rendano gloria al Padre che è nei Cieli (Mt 5)? Senza rumore. Senza chiasso. "Good does not make noise, and noise does not do good".
Rocco D'Ambrosio

 

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Selene Teresa Coccia
Selene Teresa Coccia :
04/08/2015 16:06
..stavo rileggendo e sfogliando Non come Pilato..denso molto(una marea di roba)...il bene non fa rumore è necessario condividerlo il bene senza rumore..qualche settimana fa c' era un amico che confessava a me e ad altri amici che non c'è frustrazione più grande che vivere una gioia personale e non condividerla con nessuno.. qui credo sia nascosta la pianticella della gratuità, del dono, dell'esodo; a volte il bene può risultare rumoroso quando ci prende un pizzico d'invidia o abbiamo dentro delle ferite o quando lo percepiamo come sproporzionato (un piccolo traguardo raggiunto pare che chissà che abbiamo fatto); a livello amministrativo poi ci ritroviamo le nostre città pieni di manifesti a ribadire quello che si è fatto (e parliamo di luminarie, fuochi per tentare di comprare il consenso della gente che in questo modo dovrebbe chiudere gli occhi sulle schifezze maleodoranti emesse dai propri traffici loschi screditando e diffamando l'operato dell'altra parte politica);è necessario fare e far conoscere il bene in un mondo in cui siamo circondati da scoramenti,drammi e tragedie vicino e lontano da casa...il bene credo vada fatto conoscere..è vero forse che i social amplificano(e a volte per molti costituiscono un filtro per cui si lasciano andare i propri istinti viscerali). Come dici tu,riprendendo papa Francesco, e la trovo vera x quella che sono "l'entusiasmo quando è sano, dimostra questo:che uno ha dentro qualcosa di Dio e lo esprime gioiosamente". un caro saluto, selene.
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