Elogio dell’equità: quando la manovra finanziaria dell’Italia vale metà del compenso di Elon Musk, di Maurizio Bongioanni

28 miliardi di euro. Questo è l’ammontare dell’ultima manovra finanziaria italiana. Un esercizio di equilibrismo contabile che dovrebbe, almeno in teoria, tenere in piedi l’economia di un’intera nazione. Ma perché accontentarsi di tali cifre modeste quando si può puntare al cielo, come fa Elon Musk? L’assemblea degli azionisti di Tesla, con uno slancio di generosità senza pari, ha approvato il mese scorso un compenso per il magnate di 55,8 miliardi di dollari. Sì, avete letto bene: miliardi, non milioni. Da pagare sotto forma di stock option (il diritto di comprare o sottoscrivere azioni dell’azienda a un determinato prezzo, con la possibilità di rivenderle per ricavarne una plusvalenza).
Il 30 gennaio 2024, lo stesso bonus era stato bocciato dal tribunale del Delaware: secondo i giudici l’approvazione del compenso risultava profondamente viziata dall’influenza esercitata dall’imprenditore sul consiglio d’amministrazione. Dopo l’approvazione del bonus, gli azionisti hanno approvato anche la proposta di spostare la sede legale dell’azienda dal Delaware al Texas. È evidente che non ci sia alcuna pressione.
I conti in tasca a Elon Musk
Ma torniamo ai conti. Con un compenso di questo calibro, Musk guadagna quasi un milione di volte quello che un comune dipendente Tesla porta a casa in un anno. Un milione di volte. Forse dovremmo cominciare a suggerire ai dipendenti di Tesla di chiedere un piccolo aumento, magari giusto qualche centesimo in più, tanto per non sembrare troppo esigenti.
E così, mentre nazioni come l’Italia cercano disperatamente di far quadrare i conti con i suoi 28 miliardi, Elon Musk se ne sta comodamente seduto su una pila di denaro alta quanto uno Space X. Certo, dobbiamo riconoscergli il merito di puntare alle stelle, letteralmente. Ma forse, giusto forse, ci sarebbe da riflettere su quanto sia giusto che una singola persona accumuli così tanta ricchezza, mentre milioni di altre faticano ad arrivare a fine mese.
In un mondo perfetto, forse i 28 miliardi della manovra finanziaria italiana e i 55,8 miliardi del compenso di Musk non dovrebbero nemmeno essere paragonabili. Ma purtroppo, viviamo in un mondo dove la disuguaglianza non solo esiste, ma viene anche celebrata. E mentre noi comuni mortali ci scervelliamo su come pagare le bollette, possiamo solo sperare che Musk usi parte del suo tesoro per risolvere qualche problemino qua e là, magari comprandosi un paio di nazioni in difficoltà o finanziando qualche missione spaziale per colonizzare altri pianeti, perché uno solo sembra non bastargli.

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Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


 REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22-23 MARZO 2026

 Materiale in vista del Referendum:

 – la spiegazione del quesito con alcune domande che trovi nella SCHEDA ESPLICATIVA

 – il documento del Direttivo e della Redazione sulle ragioni del NO alla Riforma che trovi in LE RAGIONI DEL NO

  Articoli e video: 

– Referendum, riforma ed etica costituzionale, articolo di Rocco D’Ambrosio in  REFERENDUM, RIFORMA ED ETICA COSTITUZIONALE 

 – Un video di Alessandro Barbero che spiega le ragioni del NO in BARBERO SPIEGA LE RAGIONI DEL NO

 – Qualche dubbio sul SI di alcuni cattolici al prossimo referendum, articolo di Rocco D’Ambrosio in  QUALCHE DUBBIO SUL SI DEI CATTOLICI AL PROSSIMO REFERENDUM

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