Tutta la vita per lasciare ogni potere. Giovanni detto Francesco, il Santo più amato, di Enzo Quarto e Nicole Ciannamea

Tutta la vita per lasciare ogni potere. Giovanni detto Francesco, il santo più amato

di Enzo Quarto, edito da SECOP edizioni

Ci sono uomini che appartengono alla storia e altri che, nonostante il tempo, continuano a parlare al presente. San Francesco di Assisi appartiene proprio a questi ultimi. Scritto da Enzo Quarto e edito dalla SECOP edizioni, il libro ‘Tutta la vita per lasciare ogni potere –
Giovanni detto Francesco, il Santo più amato’ non è un ennesimo lavoro su S. Francesco che si inserisce in una bibliografia già molto ampia, ma piuttosto è un affresco moderno, una nuova rilettura della Sua vita.
Pur lasciando intatta l’atmosfera suggerita dal linguaggio di ottocento anni fa, le parole di Enzo Quarto, insieme alle evocative illustrazioni di Nicole Ciannamea, rivelano un meraviglioso uomo attuale che si innamora di Dio, un uomo contemporaneo che, percorrendo i vicoli della sua esistenza, riscopre la sua identità sotto il segno di una profonda conversione. La narrazione in prima persona, dallo stile tanto asciutto e diretto, quanto dolce e delicato, è intervallata dalle poesie di San Francesco in lingua originale. Il risultato è un vero e proprio incontro: non solo un racconto di un uomo lontano, ma la riscoperta di un uomo a noi molto vicino capace di toccare, con le sue parole, le corde più profonde del cuore. Sotto il segno della gentilezza smisurata e di una profonda tenerezza, sentimenti che sono colonne portanti nella vita del Santo, viene ripercorso l’incontro con quattro figure femminili fondamentali: sua madre, Madonna Pica, simbolo di libertà; Chiara, sinonimo di devozione e amore; Jacopa, emblema dell’amicizia; infine, Sorella Morte, ultimo abbraccio sereno nella consapevolezza della raggiungibile pace.
Tra gli interventi presenti nel libro, le parole dell’Arcivescovo emerito di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, che definisce il libro una splendida rappresentazione della vita di San Francesco di Assisi, in cui l’autore è riuscito a mettere in risalto gli aspetti più significativi. A tal fine, ha contribuito una pluralità di linguaggi artistici e, infatti, il libro è corredato, in maniera del tutto innovativa, dalle note di regia di Francesco Carrassi e dalle note di coreografia di Giorgia Maddamma. Il libro nasce sulle tavole di un palcoscenico, come elogio all’importanza di tendere la mano verso il prossimo, condividere la sofferenza per renderla meno pesante, spogliarsi di ogni vana ricchezza e cedere alla forma più pura di amore, che diventa assolutamente essenziale in una società che scorre rapida e che dedica il suo tempo alle frivolezze e alla superficialità. Le parole di Enzo Quarto e, attraverso queste, gli insegnamenti di San Francesco di Assisi, sono un inno alla gentilezza, alla tenerezza, all’amore smisurato, sentimenti ancora vivi e centrali nel cammino del Santo, nonostante il confine temporale e culturale che ci divide. Cercare di restituire Francesco al nostro tempo significa riscoprirne non solo la sua santità, ma anche e soprattutto la sua umanità. L’augurio è che ogni lettore, immerso in questo tempo a volte troppo buio, ferito dalle guerre e
impoverito dall’individualismo, attraverso questo libro, possa ritrovare un bagliore di luce e possa fermarsi e riscoprire ciò che è davvero essenziale nella vita.

 

Enzo Quarto. Nato a Taranto nel 1956, lavora a Bari come giornalista RAI presso la sede per la Puglia. Ha pubblicato (1994), coautrice Michela Romita, il volume “Natale è… Gesù che nasce a Bari”;, un libro denuncia sulla condizione dei bambini nei quartieri cosiddetti a rischio di devianza. Negli anni del dilettantismo ha vinto il premio di poesia S. Eligio e il premio “Il Paese che non c’è”; per la narrativa inedita. Ha debuttato nella narrativa con il romanzo “Le figlie di Federico” (inteso come Federico II di Svevia) edito da BESA (2004), e pubblicato anche in una edizione pensata per le scuole medie. Sempre per BESA ha pubblicato (2005) una ninna nanna “Il gran pranzo di Natale” con le immagini di Manuela Trimboli e la musica di Paolo Lepore. Dall’incontro artistico con il compositore Giovanni Tamborrino sono poi nate due opere liriche, che lo fanno fregiare del titolo di librettista. La prima “L’anello di Egnazia” rappresentata in forma di studio per la Fondazione Lirica Teatro Petruzzelli nel castello svevo di Bari il 17 e 18 novembre 2005 e successivamente, il 30 luglio 2006 negli scavi archeologici di Egnazia; la seconda “De sanctitate”, dalla vita e gli scritti della Beata Suor Elia di San Clemente.

Nicole Ciannamea, autrice delle illustrazioni del libro

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Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. L’associazione cura anche la Biblioteca “Bice Leddomade”, aperta al pubblico e iscritta all’Istituto Centrale per il Catalogo Unico. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


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