La bozza di riforma elettorale: democrazia ancora in pericolo, di Rocco D’Ambrosio

Non bastava il referendum costituzionale. È arrivata anche la proposta di riforma elettorale: un altro passo politico nel far degenerare la democrazia del nostro Paese. Lo ha spiegato bene il prof. Azzariti: “Chi ha proposto la nuova legge elettorale «non ha imparato la lezione della Corte costituzionale». È il giudizio di Gaetano Azzariti, costituzionalista dell’università La Sapienza.

Secondo i proponenti garantisce la stabilità, è così?

«Nella sentenza numero 1 del 2014 la Consulta ha detto che certamente la governabilità è un obiettivo legittimo. Ma la stessa Corte ha ricordato che prima della stabilità c’è un valore su cui si fondano le nostre democrazie che la rappresentanza politica. La governabilità non può comprimere eccessivamente la rappresentanza politica».

Con la nuova legge in che modo verrebbe compressa?

«Con l’abbandono di tutte le logiche di carattere proporzionale. La soglia fissata per un riparto proporzionale è del 35-40% ed è distorsiva. Perché poi tramite il ballottaggio, o peggio tramite un numero eccessivo di seggi premiali si persegue una maggioranza che può rivelarsi eccessiva».

Perché eccessiva?

«Si rischia di dare alla maggioranza la possibilità di eleggere autonomamente gli organi di garanzia, cioè il presidente della Repubblica, i giudici costituzionali e i membri del Csm. In questo modo viene escluso il ruolo delle minoranze, e ciò dimostra una fortissima disattenzione per il ruolo del Parlamento a favore di una governabilità tutta incentrata nelle mani del governo» (La Repubblica del 27.3.2026).

Così – sempre più decisamente – l’attuale maggioranza sta rendendo il nostro Paese un “mostro mite” (A. de Tocqueville), una “democrazia con svolte cesariste” (M. Weber), una “dittatura morbida” (R. Simone) … La si chiami come si vuole: la deriva antidemocratica è sempre più grave. L’indignazione e il timore del peggio appartengono a quanti? Una minoranza o una maggioranza? Non so. La vita del Paese sembra scorrere normalmente, o quasi. Forse apriremo gli occhi troppo tardi. È sempre stato così, purtroppo, nella storia di molti Paesi.

“In molte società – parole di papa Francesco ad Atene, 4.12.2021 – preoccupate per la sicurezza e anestetizzate dal consumismo, la stanchezza, il malcontento e l’incredulità nelle istituzioni, portano a una sorta di scetticismo democratico, uno scetticismo nei confronti della democrazia causato dall’allontanamento dalle istituzioni, dalla paura della perdita di identità, dalla burocrazia…. C’è una regressione della democrazia e le facili rassicurazioni offerte dai populismi sembrano allettanti. I politici populisti offrono risposte apparentemente facili alle preoccupazioni e al malcontento della società. Ma la vita insieme è complessa e richiede pazienza, partecipazione e coinvolgimento di tutti”.

Rocco D’Ambrosio [presbitero, docente PUG Roma, pres. Cercasi un fine, Cassano, Bari]

PRESENTANDOCI

Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


 REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22-23 MARZO 2026 

Come Direttivo e Redazione di CuF abbiamo deciso di prendere posizione sul Referendum, esprimendoci per un NO meditato e convinto, ribadendo il diritto/dovere di recarsi alle urne (art. 48 della Costituzione e n. 75 della Gaudium et Spes) e rispettando scelte personali diverse, fatte in coscienza.  

La nostra associazione è “apartitica, cioè rigorosamente autonoma e indipendente da partiti e movimenti politici” (art. 3 del nostro statuto). Ciò non significa che è “apolitica”, anzi! Il referendum non è una questione partitica o di coalizione, è, invece, questione meramente politica perché tocca uno dei poteri della Repubblica, cioè quello giudiziario, e apre possibili scenari che minano l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Ne abbiamo parlato diffusamente nel nuovo numero cartaceo di Cercasi un fine (che trovate anche qui ), cercando di spiegare i rischi futuri della nostra democrazia.

 Di seguito i link ad altro materiale che potrebbe essere utile, in particolare la SCHEDA ESPLICATIVA e un VIDEO ESPLICATIVO.
 

 – la spiegazione del quesito con alcune domande che trovi nella SCHEDA ESPLICATIVA e un VIDEO ESPLICATIVO

 – il documento del Direttivo e della Redazione sulle ragioni del NO alla Riforma che trovi in LE RAGIONI DEL NO

  Articoli e video: 

 – Un articolo di Rocco D’Ambrosio su  REFERENDUM, RIFORMA ED ETICA COSTITUZIONALE 

 – Un video di Alessandro Barbero in BARBERO SPIEGA LE RAGIONI DEL NO

 – Altri articoli di Rocco D’Ambrosio su:

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