L’aggressione non è legittima difesa, di Rocco D’Ambrosio

>ANSA-BOX/ Il filosofo don D’Ambrosio, ‘Roggero? Non è difesa ma vendetta’
‘L’etica cristiana dice il contrario di quanto sostengono certi leader politici’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 LUG – “Non si tratta né di legittima difesa né di eccesso di difesa ma di omicidio volontario e del resto le immagini sono chiare. Dal punto di vista della morale cristiana è una vera e propria vendetta, sono azioni ispirate non da una aspirazione alla difesa ma da un sentimento vendicativo del ‘fargliela pagare’, non quello che ha insegnato Gesù”. A dirlo all’ANSA, sul caso del gioielliere Mario Roggero, è don Rocco D’Ambrosio, professore ordinario di Filosofia politica presso la Pontificia Università Gregoriana e recente autore del saggio, “Di guerra in guerra. La debolezza della pace” edito da Studium dove analizza il concetto di legittima difesa a partire da Sant’Agostino.
Il giudizio di D’Ambrosio è negativo sulla condotta di Roggero come anche su quei leader politici che si dicono cristiani e che tuttavia stanno portando avanti le rivendicazioni di grazia al gioielliere. Ma D’Ambrosio è severo anche con la categoria di cui lui stesso fa parte, quella degli educatori: “Abbiamo sbagliato a considerare scontati alcuni punti fermi che non sono più fermi come la sacralità della vita, la solidarietà, l’accoglienza, l’ordine, la giustizia, il vivere insieme, sulla base di quei principi fondanti che sono tanto nell’insegnamento cristiano quanto nella Costituzione. Quando ci accorgiamo che non sono scontati invochiamo l’educazione civica, invochiamo le agenzie educative mentre abbiamo sbagliato nel non chiederci io, tu dove eravamo quando dovevamo esercitare certe responsabilità”.
“Per recuperare un minimo di coscienza comune – osserva D’Ambrosio – bisognerebbe ora innanzitutto fermarsi, e ragionare su quale valore abbia la Costituzione su di noi e suii principi etici inderogabili” “L’opinione pubblica – aggiunge – molte volte non è formata né civilmente né moralmente, è spesso emotivamente influenzabile. Ma sbaglia soprattutto chi per fini elettorali ha la volontà di strumentalizzare alcuni fatti. Poi qui siamo di fronte a qualcosa di ancora più grave perché c’è anche il cattivo esempio: nel momento in cui il presidente della Repubblica interviene per dire che la grazia è una prerogativa del Capo dello Stato, c’è una presidente del Consiglio che ribatte indirettamente insistendo e c’è un ministro e leader di partito come Matteo Salvini che dalla richiesta di grazia passa addirittura all’ipotesi candidatura”.
“Quando la più alta carica dello stato dà un alt – continua il filosofo politico – ma ci sono esponenti della maggioranza che si permettono di lavorare su altri temi contrapposti, alla fine l’opinione pubblica diviene la vittima di tutto questo, se non è manipolata è confusa, è bombardata, forse pensa delle cose cristiane ma poi si ritrova con chi cavalca le emozioni, con gli arruffapopolo del momento”. Alla domanda su come si concilia il fatto che leader politici che si dicono anche cristiani abbiano ‘sposato’ la battaglia di Roggero, D’Ambrosio replica: “Assistiamo a leader cristiani che sostengono pure che si possa sparare contro imbarcazioni di migranti oppure, come in questo caso, che vogliono far passare un omicidio volontario per una difesa ma si tratta essenzialmente di populisti”. Per un leader che si dice cristiano, sottolinea “il riferimento dovrebbe essere invece proprio il Vangelo dove Gesù dice che la vita va donata non tolta”. (ANSA).
NFA

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