Obbligatorio pensare, ma col cuore, di Donatella Rega

La parola cuore fa un po’ sorridere, diciamocelo. Ai più anziani fa ricordare “Dagli Appennini alle Ande” ed altri racconti del libro di De Amicis con relative lacrime versate quando si era bambini. A chi è di mezza età può far pensare alla visita cardiologica da prenotare, per i giovanissimi rischia di diventare un simbolo sulle carte da gioco, oppure un emoticon da inviare per esprimere agognata tenerezza.

Eppure ci converrebbe pensare col cuore, visto che recentemente si è scoperto che quest’organo è dotato di migliaia di neuroni in grado di elaborare emozioni e trasmettere informazioni che guidano il cervello nelle deduzioni conseguenti.

https://www.dii.unipi.it/news/news/il-mistero-della-connessione-cuore-cervello.

Dovremmo approfittarne per distinguerci dall’intelligenza artificiale che mette insieme, e con rapidità, ragionamenti logici anche basandosi sulle sensazioni emotive di cui le forniamo notizia, ma non ha il privilegio di captare prima col cuore e poi con la logica gli eventi esterni. Conviene tenerci stretto questo privilegio perché la logica comincia a scarseggiare fra gli umani.

Per esempio pur sapendo che chi possiede notevoli ricchezze ha interessi ben lontani da quelli del popolo (usiamo un termine caro a papa Francesco ma ornai quasi desueto), una discreta quantità di gente ha votato il ricco di turno per farsi governare. È successo in Italia con Berlusconi e poi negli USA con Trump. Con la ragione ciò è inspiegabile. In questi casi l’IA non lo avrebbe consigliato.

Altra dimostrazione è data dal credere in quelle assurdità negazioniste che circolano in bolle nel web, dubito per esempio che l’IA direbbe che la terra è piatta, e se proviamo ad interpellarla per clima e covid, troveremmo che anche in questi casi l’IA si è fatta un’idea chiara di come stiano le cose, ben diversa da certe rimozioni di carattere antiscientifico e, lasciatemelo dire, deliranti, ove per delirio non intendo il sospetto o la speranza che la scienza sbagli ma la certezza dell’errore scientifico mai dimostrata e mai documentata.

Che l’umanità stia andando verso la stupidità è dimostrato anche dal fatto che si stiano affermando teorie apocalittiche attraverso “filosofi” tecnocrati, come Thiel, che apertamente dichiarano di voler contribuire a determinare la fine di questo mondo per poter ricominciare guidati da una figura migliore di Cristo, mentre chi vuol salvare il mondo attuale riparando ai danni ed allo sfacelo di guerre e sfruttamento selvaggio delle risorse, viene visto come impostore, anticristo e propugnatore di un ordine mondiale, sì pacifico, ma anche totalitario.

La realtà è che se questa corrente di potere politico tecno-guidato e fautore di un controllo capillare delle comunicazioni cioè in definitiva delle persone continuerà la sua corsa indisturbato, peggioreranno le condizioni ambientali ed economiche del pianeta che saranno sempre più avverse, minacciando la nostra sopravvivenza.

E pare che noi preferiamo lasciar fare i politici sovranisti e nazionalisti vicini agli apocalittici astenendoci dal votare le brave persone (che ci sono ma che spesso riteniamo troppo deboli) e lasciando spazio ad individui di dubbia moralità e di pessima o, meglio, assente etica.

La parola etica è un po’ come la parola cuore. Ne vacilla l’uso e se ne perde il senso.

Eppure vediamo bene che marchiamo sulla fronte i prigionieri in Israele, spostiamo i migranti da una parte all’altra lasciandoli affogare a centinaia, parliamo di “remigrazione” dei nati in Italia o dei migranti regolari (per gli irregolari si parla di espulsione). Alcuni dicono che si ricorrerà alla “remigrazione solo per gli stranieri residenti in Italia che commetteranno reati”, cioè gli faremmo il piacere di liberarli e di rimandarli a casa invece che perseguirli secondo le leggi italiane come si farebbe per qualsiasi italiano che commetta un reato.

Me li vedo già i delinquenti italiani fare carte false per risultare africani o asiatici o latinoamericani per potersene andare all’estero invece di finire in galera.

Se ciò non bastasse, restiamo passivi di fronte al bombardamento di scuole, ospedali e campi profughi in Iran e a Gaza o in cis -Giordania, per non parlare di tutte le guerre in atto cui ci siamo assuefatti se pure ne sappiamo l’esistenza. Ci accontentiamo di sapere che “là sotto” c’era qualche terrorista e, pur sapendo che basterebbe un lavoro di intelligence per rintracciarli, approviamo.

Per tutto questo converrebbe ragionare col cuore, quest’organo dimenticato, e ricominciare a mettere al posto giusto ed a chiamare col nome giusto gli eventi del mondo attuale.

Cosa ci dicono quei neuroni cardiaci?

Dicono che lo spostamento di milioni di persone verso il mondo occidentale sta solo ad indicare il fallimento di politiche internazionali, il ricorso sistematico alla violenza ed alle guerre per appropriarsi in maniera sistematicamente truffaldina di materie prime.

Dicono che molta propaganda punta a dividerci parlandoci male dei disperati o di chi vive oltre i nostri confini ma stando attenta a non parlarci male di certi potenti con cui si fanno cospicui affari o ai quali “non si può dire di no”.

Dicono che anche la parola “umanità” sta perdendo senso e sta lasciando il posto al desiderio di sopraffare e di guerreggiare gli uni contro gli altri (passaggio, quest’ultimo, auspicato dalla teoria “teo-tecno-filosofica” su menzionata).

La fine preconizzata quindi è questa: la scomparsa di tre vocaboli (cuore, etica, umanità) ed il trionfo dell’odio.

Se dovessimo decidere di ripristinare l’uso di questi tre vocaboli però, facciamolo presto.

 

[medico, redazione cercasi un fine]

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