Difendere gli uomini e le donne, l’umanità, l’umano. L’imperativo della Magnifica humanitas investe anche la politica oggi attraversata da forti spinte disumanizzanti. Stiamo passando infatti dall’antipolitica all’iperpolitica. Dal tempo del disinteresse, della disaffezione e della distanza dalla politica tradizionale (partiti, sindacati, parlamenti) a quello in cui tutto è politica (nel senso di scontro morale, ideologico, mediatico) ma senza vera politica e cioè senza reale partecipazione dei cittadini alla direzione della vita pubblica. Lo abbiamo visto anche nei giovanissimi che a Milano e in altre città sono stati protagonisti di assalti violenti a obiettivi simbolici o casuali, pubblici o privati, e in una repressione anch’essa violenta, spesso addirittura “preventiva”, di dubbia costituzionalità e controproducente ai fini della “sicurezza”. In entrambi i casi, senza vera politica. È il riflesso di una società sempre più polarizzata e conflittuale, sui social e in piazza, dei cui problemi sociali, economici, culturali viene negata la complessità strutturale trasformandoli in combustibile per le contrapposizioni. Anche le elezioni – cardine di qualsiasi democrazia – sono sotto attacco. Non solo sotto quello diretto di chi non le vuole sic et simpliciter , ma anche sotto quello indiretto di chi le svuota o le snatura. Piegandole alla logica della polarizzazione anche con pesanti interferenze dall’alto – come quelle di Musk o Trump – o manipolazioni occulte da lontano – come quelle russe – sulle consultazioni europee. Dopo le recenti elezioni in Brasile si profila un conflitto assai aspro tra Lula e un Parlamento dove prevalgono i seguaci di un leader che dagli Stati Uniti annuncia una guerra senza limiti. In Serbia, la promettente vittoria degli studenti rischia di essere schiacciata dalle eredità del passato. In Israele, le spinte alla contrapposizione e la logica dei veti rendono incerta la possibilità di formare una maggioranza. Tra pochi giorni si terranno le elezioni di midterm negli Stati Uniti: se, come suggeriscono i sondaggi, prevarranno i democratici, si aprirà uno scontro durissimo con il presidente Trump. In tutti questi casi, sono in atto denunce di brogli e tentativi di invalidare le elezioni. È l’effetto del populismo, che usa le consultazioni elettorali per dividere in blocchi contrapposti, fare dei parlamentari masse di manovra dei leader, esaltare il potere esecutivo umiliando quello legislativo


