Ritornando sull’interessante formazione della città della Baraccopoli di Borgo Mezzanone non vogliamo soffermarci sulle questioni prettamente politico-amministrative come possono essere quelle legate ai fondi per gli insediamenti informali del PNRR o altri fondi statali, rimasti su carta, per contrastare l’emergenza abitativa delle persone migranti. Intendiamo, invece, soffermarci sui servizi offerti alla Baraccopoli più grande d’Europa. Nell’articolo de Il Post https://www.ilpost.it/2025/11/10/borgo-mezzanone-citta/ possiamo leggere come le reti idriche e fognarie sono, ovviamente, assenti all’interno della città-baraccopoli. Case in muratura che iniziano ad essere costruite, ma senza servizi. Il che non è una novità neanche negli insediamenti urbani programmati, dal momento che si costruisce prima l’abitazione privata e poi arrivano i servizi pubblici. Tuttavia, nella Baraccopoli i servizi sono garantiti dal vicino Centro di Accoglienza a cui si accede tramite una rete metallica divelta, mentre l’acqua è portata dalle autobotti provenienti dagli enti locali che ne hanno fatto insistentemente richiesta. Di conseguenza è questo ciò che vorremmo approfondire: l’importanza delle organizzazioni intermedie. La Baraccopoli di Borgo Mezzanone è una delle tante occasioni in cui le organizzazioni intermedie hanno svolto e continuano a svolgere la loro parte, offrendo un essenziale contributo alla vita sociale, politica e comunitaria. Organizzazioni intermedie che vanno dagli enti locali alle amministrazioni comunali, dalle associazioni alle parrocchie, dai centri sociali alle organizzazioni umanitarie, dai sindacati ai collettivi. Tante piccole esperienze, disseminate sul territorio, molto differenti e differenziate fra di loro che, tuttavia, offrono una risposta comune o cercando di offrire una risposta comune ad un bisogno o ad una problematica o, semplicemente, alla gestione di situazioni del territorio. Sono questi organismi intermedi che tutelano non solo la democrazia ma la partecipazione reale alle situazioni e alle questioni politiche che riguardano tutte le persone. In una tendenza continua alla delega delle responsabilità e, quindi, della libertà, le organizzazioni intermedie sono un laboratorio sociale e politico che risponde a delle esigenze concrete del territorio, che spingono a porre attenzione a delle questioni ed esigono delle risposte complesse e partecipative. Non si tratta, insomma, di incolpare qualcuno giustificando il proprio disimpegno o la propria indifferenza, ma riconoscere che la città e le città che nascono non sono mai dei nuclei a se stanti o delle fortezze, ma un complesso sistema partecipativo che funziona come un organismo per cui nessuna parte può sussistere senza le altre. Se questo lo vive la Baraccopoli di Borgo Mezzanone in cui molti volontari si applicano nelle scuole di italiano alla ciclofficina, passando per la costruzione e distribuzione di aiuti, è un monito anche per le nostre città, in cui nessuno può vivere senza le altre persone.


