Cito spesso una frase di Duke Ellington: “Anche io sono stato un negro, quando ero povero.” L’ossequio per il denaro e per chi ne ha, colpisce tanta gente comune, forse troppa. Ma chi ne possiede a iosa sta in un giro altolocato e, facendo anche rete con i propri simili, può crearsi l’idea di una sorta di onnipotenza. I ricchi non sono onnipotenti, almeno non lo sono dalla Rivoluzione Francese in poi, da quando le monarchie hanno cominciato a cadere e c’è stato l’avvento delle repubbliche o al più delle monarchie costituzionali. Inoltre ad un certo punto sono arrivati quei guastafeste di Marx e di Papa Leone XIII. Il comunismo sembra aver dato molta difficoltà ai ricchi. Intendiamoci, non tanto il comunismo reale, ma piuttosto quello ideale che, come tutte le utopie, è stato il motore di molte conquiste sociali, paradossalmente specie nei Paesi democratici in cui è stato all’opposizione. L’altro motore dell’equità sociale è stato il cristianesimo della Rerum Novarum non quindi quello clericale, bigotto, perbenista, ma quello basato su principi evangelici.
Benone.
Qualcosa è andato storto però ai beneficiari di quei principi universali di uguaglianza cristiana e marxista perché molto presto i potenti, anche non necessariamente ricchi, si sono fatti falsi interpreti di quei fondamenti ideali, generando varie storture dittatoriali o semplicemente democraturali o demo-caricaturali. A Bari si direbbe “come la giri e la volti, sempre sotto resti”.
Faccio solo degli esempi: democratura è fare campagna elettorale sui diritti dei lavoratori e poi abolire l’articolo 18 del loro statuto. Altro esempio: autorizzare le manifestazioni di piazza e poi lasciarle liberamente infiltrare da prezzolati (con idioti al seguito) che fanno battaglia incendiaria sempre a volto coperto e mai che li si arresti, se non qualcuno nella parte degli idioti. Ultimo esempio: il terrorismo che compare guarda caso sempre nel momento in cui da un lato si vuol dar vita a conquiste sociali, salariali, equità e giustizia su larga scala, cure sanitarie gratuite, e dall’altro invece si vuole dar vita a repressione, privatizzazione e campagne, salutate da grandi applausi, di estromissione degli stranieri dal nostro mondo che in realtà non ne può fare a meno. E l’elettorato si sposta a destra. Una destra specializzata da anni nell’enfatizzare falsi bisogni e proporne soluzioni all’apparenza decisive ma nella sostanza inesistenti se non per una fetta di popolazione che ne subirà le conseguenze, i famosi “poveri” poveri.
Quando c’era la guerra fredda il potere aveva una tenace, quanto in buona parte ingiustificata ed esagerata, scusante, ma ora che non c’è più, perché non creare un mondo pacifico e prospero?
Per vendere armi e ricostruzione? Ma non si potrebbe vivere invece tutti bene e tutti insieme?
Ora c’è un’altra novità, i ricchi si sono anche stancati di tramare e vengono allo scoperto, entrando direttamente in politica (si fa per dire politica) o per esempio nel Board of Peace, ed i potenti meno ricchi che spesso sono burattini nelle mani dei ricchi, si danno alle cosiddette operazioni di pace che in realtà sono guerre. Per non parlare delle loro dichiarazioni paradossali come: “io sono cristiano”. Alla faccia del cristianesimo! E dove sono la misericordia, l’amore per il prossimo e per il nemico, l’umiltà, il servire i fratelli?
Non lo so.
Invece a queste strane affermazioni stanno evidentemente ben attenti in India, Iraq, Iran, Siria, Nigeria e diversi altri Paesi, se ne contano almeno 64 (vedere il più recente rapporto di Open Doors), in cui se dici che sei cristiano, se ti va bene ti discriminano, se ti va male ti cacciano, se ti va peggio ti massacrano.
Intolleranza? Vendetta? Problematiche economiche irrisolte? Tutto questo insieme ma, queste violenze, aumentano in coincidenza di atti politici discriminatori o criminali o imperialisti da parte di quei capi di governo che si proclamano cristiani.
Magari saranno pretesti, ma che ne sanno quelli che ti stanno incendiando la casa in India che i capi di governo dell’occidente si dichiarano cristiani ma non lo sono affatto quando schiacciano, fanno morire di fame interi popoli, fanno morire in mare o deportano i disperati, i poveri, i migranti?
Che ne sa l’islamico, non dico dell’ISIS che è creatura di dubbia origine, ma comunque quell’islamico che da certi assiomi fondamentalisti si è lasciato intrappolare e ti sta tagliando la testa in Iraq, per fare un esempio, a Mossul, che quei suoi fratelli uccisi senza processo nel mondo occidentale che si proclama cristiano da mane a sera, in realtà subiscono violenza da chi cristiano non è affatto in quanto “cristiano violento” è un ossimoro?
Estremo paradosso, i cristiani, milioni di cristiani, fuggono da quei Paesi dove sono perseguitati, ma quando arrivano qui, nel Paese “cristiano” per dichiarate scelte politiche, li rimandiamo al mittente perché abbiamo dichiarato su un pezzo di carta, concordato ad un tavolo Europeo e benedetto dagli Stati Uniti, che il loro Paese è sicuro.
Ma devo concludere e concludo considerando che se sei ricco e potente decidi tutto: a che fede appartieni, quali leggi dovrai rispettare (praticamente nessuna), dove e come devono patire o finire i poveri.
E se sei un “povero” povero? Non puoi fare niente e devi rispettare tutte le leggi anche mille nuove leggi al giorno inventate dai ricchi e dai potenti per far stare sicuri, chi? Nessuno in realtà.
Chi può essere al sicuro in un mondo in cui i giochi di potere decidono guerre e stragi che vengono giustificate come atti indispensabili e sommamente giusti?
Almeno cerchiamo di non dare ai ricchi e potenti una mano eludendo il voto (qualche giusto o qualche pacifista ancora c’è che faccia politica e lo dobbiamo scegliere se non vogliamo sacrificarci a partecipare direttamente all’agone politico) e magari stiamo attenti a non votare quelli che si proclamano cristiani senza esserlo nei fatti. Se vogliamo aderire a principi cristiani cerchiamo di eleggere chi è cristiano nei fatti e non a parole, anzi che quelle parole non le dica mai, ma sia un cristiano nell’anima (per parafrasare Canfora). Lo stesso dovremmo fare per una sinistra che altrettanto dovrebbe difendere i poveri. Che ci siano persone di sinistra ed antifasciste, che siano attente alla giustizia sociale ed alla libertà di parola e di opinione è certo. Ma si facciano avanti senza paura prima che tutta la società e tutto il pensiero umano siano risucchiati da uno smartphone o dalla televisione programmati dalla controparte dei poveri poveri.


