Non tutte le stelle portano a Betlemme, di Rocco D’Ambrosio

Il Vangelo odierno: Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. (Mt 2, 1-12 – Epifania)

“I cattolici vanno dalla fede all’intelligenza, il mondo si muove piuttosto dall’intelligenza alla fede”, lo affermava Paolo VI in un dialogo con Jean Guitton. Papa Montini, autentico papa conciliare, ha penetrato, più di altri pontefici, lo spirito di questo mondo, con molta umiltà e profondità, lontanissimo da qualsiasi atteggiamento professorale o di chiusura agli altri, perché magari considerati inferiori intellettualmente o ostili al cristianesimo o figli di altre Chiese cristiane o religioni ritenute “minori”. I percorsi dei cattolici e del “mondo” sono tanti, tantissimi: tutti degni di rispetto e di essere conosciuti e approfonditi, purché non offendano la dignità umana e non ledano l’integrità fisica e intellettuale di piccoli e grandi, senza appoggiare i populisti di turno, atei devoti o falsi cristiani che siano. 

I Magi, che l’Epifania ci riporta in primo piano, sono, a un tempo, persone di fede e di ragione, in ricerca della “novità” ma anche paghi della loro scoperta. Non ci sono dati di sapere i loro percorsi geografici: il Vangelo annota solamente “vennero da oriente a Gerusalemme” (Mt 2,1). Ne tantomeno sappiamo dei loro percorsi intellettuali; anche qui il testo è sobrio: “Dov’è – affermano i Magi – colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo” (Mt 2,2).

E’ la stella a guidarli. E’ una “stella” a guidare ogni persona in ricerca. E la “stella” può essere il buon Dio, una persona autorevole, un principio etico fondante, un riferimento più grande dell’umanità e del mondo. Mounier direbbe ciò che “guarda al di sopra dell’uomo, della sensazione di piacere, dell’utilità, della funzione sociale”. Quindi, certamente, la “stella” non può essere piacere, utilità e funzione sociale. Sembrerebbe banale ricordarlo, ma non lo è affatto. Piacere, utilità economiche e potere corrotto portano solo alle guerre e non alla grotta di Betlemme.

E cosi la nostra “stella” ci indica il percorso. Guai a dimenticare che il mio percorso può essere simile a quello dell’altro, ma mai identico; guai a dimenticare che le vie del Signore sono infinite e si incontrano in terra, oltre che nel suo infinito. La mia personale via si incontra spesso con quella del mio vicino – amico, parente, collega, conoscente che sia – perché la fratellanza, di cui ci ricorda spesso papa Francesco, è condivisione onesta, costante e benefica.

Nessuno ha diritto di presentare la sua “stella” come l’unica o la vera o l’eccelsa. Le stelle non sono sole, abitano un firmamento. Brillano di luce propria, mentre i pianeti di luce riflessa. C’è posto per tutti; purché tutti si impegnino a far più bello il pianeta e il suo cielo, le sue città; evitando guerre (stellari e terrestri), competizioni e mercati vari.

C’è posto per tutti; o meglio: quasi tutti. Per Erode no. Lui non ricerca, mente solamente, agisce nell’ombra. “Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo»” (Mt 2,7-8). Erode non è molto diverso da tutti quelli che detengono un potere, nel mondo come nelle comunità di fede religiosa, solo per interessi propri o di gruppo, invidia, autoreferenzialità, guerre e violenze. Non a caso, di li a poco, ordinerà una strage di bambini, col solo intento di uccidere il “concorrente” re Gesù. “Niente di nuovo sotto il sole” (Sir 1,10).

Non dei diversi Erodi abbiamo bisogno. Ma di una vera stella. Continua l’impegno nel cercarla, e, una volta trovata, a tenerla stretta per non perderla. Forse può aiutare il vademecum di Carlo Betocchi:

Ciò che occorre è un uomo, 

non occorre la saggezza, 

ciò che occorre è un uomo 

in ispirito e verità; 

non un paese, non le cose, 

ciò che occorre è un uomo, 

un passo sicuro, e tanto salda 

la mano che porge che tutti 

possano afferrarla, e camminare 

liberi, e salvarsi.

Rocco D’Ambrosio

[presbitero, docente di filosofia politica, Pontificia Università Gregoriana, Roma; presidente di Cercasi un fine APS]

PRESENTANDOCI

Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


 Carissime/i soci,

 

 venerdi 15 maggio alle ore 22, in prima convocazione, e in seconda convocazione sabato 16 maggio 2026, alle ore 17, presso la sede associativa, è convocata   ufficialmente l’Assemblea ordinaria annuale dei soci (artt. 16-21 dello Statuto) dell’associazione Cercasi un fine APS, anche in via telematica su piattaforma web. 

 

 OdG dell’Assemblea:

 

1.       Approvazione bilancio 2025;

2.       Informazione sullo stato patrimoniale;

3.       Resoconto su attività scuole di politica, gruppo I Care, giornale on line e cartaceo, biblioteca Bice Leddomade, incontri/convegni e presentazioni;

4.       Proposte di attività per l’anno 2026-2027;

5.       Varie ed eventuali.

 

 Per coloro che non possono intervenire in presenza 

 

       –          sarà inviato il link su richiesta degli interessati;

      –       farsi rappresentare dai soci presenti. Ciascun socio, esclusi i componenti del Direttivo, non può essere portatore di più di tre deleghe (art. 19; si allega modulo di delega). 

  

  Sperando di incontrarvi in Assemblea, vi saluto cordialmente e vi ringrazio per quanto fate per la nostra associazione, anche a nome del Direttivo e della Redazione. 

 

  Cassano delle Murge, 9 aprile 2026

 

  Il Presidente

  Rocco D’Ambrosio

 

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