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Viaggi etici, di Paolo Iacovelli

creato da webmaster ultima modifica 17/09/2015 11:17
Il n. 91 di Cercasi un Fine dedicato a Tiziano Terzani sul tema del viaggio, per ragioni di spazio, non ha potuto ospitare il seguente contributo, che siamo lieti di pubblicare online.

 

"Non mi dire quanto sei istruito e colto. Dimmi quanto hai viaggiato".

È da queste parole di Maometto che prende le mosse il lavoro di Ethical Traveler, un'organizzazione non-profit statunitense che si occupa di promuovere il turismo etico ed ecosolidale in tutto il mondo.
"Mentre esploriamo il nostro pianeta con più facilità, ma a una distanza mai vista prima – sui nostri computer, tablet e smartphone – non dimentichiamoci il potenziale di trasformazione che risiede nel viaggio reale, fisico.
In qualunque modo vi giungiate, non c'è niente come arrivare in una terra straniera per la prima volta e imbarcarsi in un personale viaggio fatto di scoperte. La possibilità di viaggiare in maniera tranquilla e sicura tra i Paesi e le culture è recente come lo sviluppo dei social network, ed è uno strumento altrettanto importante per capire questo pianeta e i suoi abitanti" si legge nel comunicato ufficiale. "Il turismo è recentemente divenuto la più grande industria del mondo, con un'impronta da un trilione di dollari all'anno. Ciò significa che i viaggiatori hanno un potere reale.
C'è un reale significato politico ed economico nel luogo dove decidiamo di mettere i nostri piedi. Ethical Traveler crede che un viaggio ragionato offra molte ricompense, sia personali che globali.
'Votando con le nostre ali', cioè scegliendo bene le nostre destinazioni e ricordando il nostro ruolo di diplomatici civili, creiamo positività internazionale e aiutiamo a cambiare il mondo in meglio".

Dal 2006, Ethical Traveler stila questa classifica sulle "World's 10 Best Ethical Destinations", ovvero sulle 10 nazioni del mondo da visitare per un turismo etico in grado di sostenere l'economia di Paesi in via di sviluppo.
Le 10 migliori destinazioni per il turismo ecosolidale nel 2014 sono Barbados, Capo Verde, Costa Rica, Ghana, Lettonia, Lituania, Mauritius, Palau, Samoa e Uruguay. Tra queste, le più meritevoli sono Lettonia, Lituania, Costa Rica e Uruguay.
Enormi i progressi di Capo Verde nel campo dell’energia rinnovabile a scapito dei carburanti fossili, ed encomiabile l’impegno del Costa Rica che, dal 2012, vieta lo spinnamento degli squali.
Riflettori puntati anche sulle isole Samoa che interpellano le comunità indigene per la creazione di Parchi Naturali, mentre la Lettonia si distingue per la promozione delle pari opportunità.
Nella valutazione del benessere sociale vengono considerati vari elementi come l’accesso all’acqua potabile, l’osservanza di norme igienico-sanitarie e la gestione agricola. E, per stimare realmente il rispetto dei diritti umani, Ethical Traveler ha consultato fonti autorevoli come Amnesty International o Human Rights Watch: difatti, i temi più delicati sono il trattamento delle popolazioni autoctone e quello che riguarda la mancanza di libertà nell’orientamento sessuale.
Hanno ricevuto il punteggio più alto per diritti politici e libertà civili: Cile, Barbados, Lituania, Uruguay, Palau e Capo Verde.

Visitare i paesi che cercano di migliorare, tutelando l’ambiente, i diritti umani e valorizzando il turismo eco-sostenibile, fa bene alla tua anima di viaggiatore e fa bene a quella del Pianeta Terra. Com’è possibile quindi capire quali sono i paesi che vanno sostenuti attraverso il turismo? Questa è il nodo cruciale che affronta un recente report sul tema del Turismo Responsabile, il movimento che incoraggia i viaggiatori a tenere in considerazione l’impatto che può avere la decisione di andare in vacanza in un posto piuttosto che in un altro.

Per incoraggiare il turismo responsabile l’associazione no profit “Ethical Traveler” (con sede in California) dal 2006 pubblica annualmente una lista, ecco quella con le destinazioni 2014.
Quest’anno c’è una grande novità, perché sono riuscite a conquistare un posto nella lista nuove destinazioni: Bahamas, Cile e Dominica. Rispetto alla classifica dello scorso anno ci sono tre nuovi paesi, però altrettanti sono retrocessi: Costa Rica, Ghana e Samoa.
Cosa hanno sbagliato quest’ultime destinazioni? Cosa rende una vacanza alle Bahamas più etica di una in Costa Rica?
La risposta ovviamente si cela nei criteri con cui “Ethical Traveler” valuta i paesi e ogni anno decide la classifica.

Oltre ai parametri più prevedibili, come la presenza di vaste aree di natura incontaminata e la possibilità di fare esperienze culturali autentiche, i responsabili assegnano dei punteggi ad ogni destinazione valutando 35 parametri, divisi in quattro categorie: tutela ambientale, benessere sociale, diritti umani e, per la prima volta, tutela degli animali.

Per quanto riguarda la categoria della tutela dell’ambiente i dati analizzati sono quelli forniti da una iniziativa congiunta tra il Centro di Ricerca di Leggi e Politiche Ambientali di Yale e il centro Internazionale di Scienze Terrestri della Columbia University.
Quest’anno è stato aggiunto un altro indicatore ambientale molto determinante: la percentuale delle aree protette, terrestri e marine. 
La categoria del benessere dei cittadini (e dei turisti) è una delle più complesse da analizzare. Tra gli indicatori del benessere sociale, ad esempio, ci sono i punteggi raccolti dall’UNICEF sui tassi di mortalità infantile. Per assegnare i punteggi nella categoria del rispetto dei diritti umani vengono consultate molte fonti autorevoli. Amnesty International, Human Rights Watch, Reporters Sans Frontières e Freedom House, sono associazioni che raccolgono dati importanti e pubblicano relazioni che aiutano a comprendere le sfide che ogni nazione deve superare e come le sta affrontando.

Questo è il primo anno che ”Ethical Traveler” ha preso in considerazione il benessere degli animali.
Alcuni dei paesi nella lista (in particolare Dominica, Palau e Lituania) hanno ottenuto punteggi molti alti, altri due, Mauritius e le Bahamas, devono ancora lavorare molto.
Mauritius è il secondo fornitore mondiale di scimmie, allevate in cattività oppure catturate in natura. Questi animali vengono utilizzati per sperimentazioni animali in laboratorio e proprio gli USA, terra natale dell’associazione “Ethical Traveler”, sono uno dei maggiori clienti di Mauritius.
Uno dei motivi per cui le Bahamas si sono guadagnate un posto nella classifica è perché stanno lavorando duramente per contrastare il traffico di organi umani ed per ampliare i parchi nazionali e le aree protette, come ad esempio il Andros West Side National Park che da 3569km² è passato a 5261km².
Il Cile ha migliorato il punteggio sull’eguaglianza di genere ed ha lanciato alcune iniziative a tema ambientale molto ambiziose da ottenere entro il 2020 (tra cui un programma per il ricollocamento dei taglialegna nel settore turistico -prima erano impiegati nel disboscamento- e un programma per azzerare le emissioni di carbonio).
Il fondatore dell’associazione, Jeff Greenwald, ha dichiarato che “cerchiamo di fare la differenza in quei paesi che provano a fare la cosa giusta. Se possiamo mandare più viaggiatori in un paese che sta adottando politiche virtuose, crediamo che i governi che se ne accorgeranno e continueranno a migliorare“.


I PAESI CHE SONO RETROCESSI

I tre paesi che sono usciti dalla classifica sono retrocessi a causa di punteggi inferiori su metriche fondamentali come protezione ambientale e tutela dei diritti umani.
Il Costa Rica, ad esempio, è uno snodo fondamentale per il traffico di essere umani e il suo governo permette la persecuzione degli attivisti che stanno lottando per bloccare il traffico illegale di pinne di squalo e delle tartarughe di mare.
Il Ghana è retrocesso dalla lista a causa della persecuzione e la discriminazione degli omosessuali. Infatti in Ghana è stata approvata la legge che inquadra l’omosessualità come reato penale e ovviamente turisti e cittadini non vengono protetti dalle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.
Le Samoa sono retrocesse a causa del disboscamento selvaggio, la mancata garanzia dei diritti della comunità LGBT e delle donne più povere.
Nonostante tutto, questi paesi continuano ad avere un punteggio alto rispetto a molti altri paesi e rimangono tra le destinazione più etiche.

”Vuoi portare i tuoi soldi dove vengono rispettati certi valori fondamentali“, dice Greenwald. “Tutti amano l’idea di un viaggio in Thailandia o in Cambogia e in Birmania, ma questi luoghi in realtà non hanno grande rispetto per i diritti umani.
Perché non usare i soldi che spendete nei viaggi per mostrare sostegno e solidarietà nei confronti dei paesi che stanno lottando per costruire una società sana in grado di attirare i viaggiatori?
Perché non ricompensarli?
Questi tentativi possono creare degli incentivi economici per far sì che certe destinazioni continuino a fare la cosa giusta.“
"Nessun Paese è perfetto" affermano da Ethical Traveler. "Tuttavia ciascuno dei nostri vincitori ha compiuto uno sforzo concreto per 'fare la cosa giusta' nei contesti che abbiamo esaminato.

[Paolo Iacovelli, Roma]

Cercasi un fine n.91: Tiziano Terzani sul tema Il viaggio


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