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Usa, il presidente dei vescovi scrive a Trump: le nuove norme anti-migranti “fuorvianti e insostenibili”, di Salvatore Cernuzio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 18/07/2019 08:56
Lettera del cardinale Di Nardo al presidente degli Stati Uniti per invitarlo a riconsiderare le azioni del Dipartimento per la Sicurezza, che stanno causando «un’inaccettabile sofferenza in migliaia di bambini al confine separati dalle famiglie»…

Finora c’erano state solo pubbliche denunce, ma l’azione anti-immigrazione negli Usa è divenuta così «fuorviante e insostenibile» da costringere il presidente dei vescovi statunitensi, il cardinale Daniel Di Nardo, a prendere carta e penna e scrivere direttamente a Donald Trump. 

In una lettera di suo pugno il porporato invita il presidente a riconsiderare il metodo utilizzato dal Dipartimento per la Sicurezza che, nella pretesa di dissuadere gli abitanti del Centroamerica dalla fuga dai loro Paesi, da settimane ha generato un panico diffuso nelle comunità degli Stati Uniti.

«Condanno questo approccio perché ha creato un clima di paura nelle nostre parrocchie e sta causando un’inaccettabile sofferenza in migliaia di bambini al confine, poiché le autorità doganali separano le famiglie», si legge nella missiva di Di Nardo - riportata dal Sir - che riecheggia la dura accusa di un anno fa dell’arcivescovo di New York, Timothy Dolan: «Portare via i bambini dalle famiglie è contro la Bibbia e antiamericano».

La denuncia dei vescovi riguarda ora la nuova legge approvata ieri dall’Amministrazione Usa per cui le persone che arrivano in territorio statunitense dal confine sud-occidentale non saranno ritenuti idonei a presentare domanda di asilo se non presenteranno richiesta per un rifugio sicuro in un Paese terzo, per raggiungere il quale è d’obbligo viaggiare per gli Usa. 

Ulteriori ostacoli e barriere, quindi. Tutto questo «è contrario ai valori americani e cristiani cercare di impedire alle persone di emigrare qui quando fuggono per salvare le loro vite e trovare sicurezza per le loro famiglie», afferma il cardinale. E aggiunge: «Questo ci sottrae a un dovere morale e impedisce agli Stati Uniti di assumere un ruolo guida nella comunità internazionale come garante del diritto di asilo».

La lettera di Di Nardo è un tentativo in extremis perché si possa ripensare la decisione che dovrebbe entrare in vigore oggi. La sua voce si aggiunge a quella di diversi giuristi che hanno posto non pochi dubbi sulla legittimità e legalità della nuova legge.

In particolare il porporato esorta quindi a non seguire la via di ordini esecutivi, norme e minacce, ma ad affrontare la questione immigrazione ricercando le cause e le giuste soluzioni a tale crisi umanitaria: «La più grave dopo la seconda guerra», come ha detto in più di un’occasione Papa Francesco. Al centro non ci sono numeri ma uomini, donne, famiglie, bambini che fuggono dalle loro terre pur di salvarsi la vita. Bisognerebbe pertanto, afferma il presidente della Conferenza episcopale Usa, attuare una riforma umana del sistema dell’immigrazione dove anche la compassione e la dignità non vengano meno.

Un simile appello era stato lanciato neppure un mese fa, il 26 giugno, quando il mondo aveva sbarrato gli occhi di fronte alla diffusione della foto scioccante di un padre e una figlia di origine salvadoregna annegati nel Rio Grande, mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e il Texas evitando il muro che indigna tutta l’America. 

«Odio quella foto», aveva detto lo stesso Trump, sottolineando: «Vengono qui perché la nostra economia va forte, ma noi stiamo mettendo le cose a posto, compresa la costruzione del muro!». La responsabilità di tale dramma per il presidente è dei «democratici» poco intenzionati, a suo dire, a voler riformare il sistema di immigrazione: se volessero avviare tale riforma non ci sarebbe più gente che cerca di entrare attraverso il Rio Grande, diceva. Accusa restituita al mittente dagli avversari politici: «La ragione di questo caos è sua», affermava il leader della minoranza in Senato Cuck Schumer, «Trump guardi questa foto, come fa a non capire che sono esseri umani che fuggivano dalla fame e dalla violenza?».  

E gli stessi vescovi, sempre attraverso il cardinale Daniel Di Nardo, facendo propria l’«immensa tristezza» espressa dal Papa dopo aver visionato la foto, denunciavano in una nota che quella immagine di un genitore con la sua bambina, a pancia in giù dentro l’acqua, ancora abbracciati, era un grido che gridava al cielo. «Questa indicibile conseguenza di un sistema di immigrazione fallito, insieme alle crescenti segnalazioni delle condizioni disumane in cui versano i bambini sotto la custodia del governo federale alla frontiera statunitense, scuotono la coscienza e richiedono un’azione immediata», affermava la Conferenza episcopale. 

«Questa immagine grida giustizia al cielo e mette a tacere la politica», aggiungeva. «Chi può guardare questa immagine e non vedere i risultati dei fallimenti di tutti noi nel trovare una soluzione umana e giusta alla crisi dell'immigrazione? Purtroppo – proseguiva la dichiarazione - questa immagine mostra la situazione quotidiana dei nostri fratelli e sorelle. Non solo il loro grido raggiunge il cielo. Raggiunge tutti noi e ora deve raggiungere il nostro governo federale. Tutte le persone, indipendentemente dal loro Paese d’origine o dal loro status giuridico, sono fatte a immagine di Dio e devono essere trattate con dignità e rispetto».

Appello che, come si evince dalle recenti notizie, sembra essere rimasto inascoltato. In particolare a preoccupare la Chiesa in Usa sono le condizioni di numerosi bambini che, tra malasanità e sovraffollamento, risultano «spaventose e inaccettabili per qualsiasi persona sotto custodia negli Stati Uniti». «Tali condizioni non possono essere utilizzate come strumenti di dissuasione», dicono i vescovi, «possiamo e dobbiamo rimanere un Paese che offre rifugio ai bambini e alle famiglie in fuga dalla violenza, dalle persecuzioni e dalla povertà estrema». 

Ad essere chiamato in causa è in particolare il Congresso, il quale «ha il dovere di fornire finanziamenti aggiuntivi per rispondere alle esigenze dei bambini sotto custodia federale. Il loro disegno di legge supplementare dovrebbe anche aumentare le protezioni per i bambini immigrati, compresi gli standard più elevati e il controllo delle strutture di frontiera. È possibile e necessario prendersi cura della sicurezza dei bambini migranti e della sicurezza dei nostri cittadini. Mettendo da parte gli interessi di parte».

 

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/07/17/news/usa-il-presidente-dei-vescovi-scrive-a-trump-le-nuove-norme-anti-migranti-fuorvianti-e-insostenibili-1.37082914

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