Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Un battito d’ali, di Giovanna Stefanelli

Un battito d’ali, di Giovanna Stefanelli

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/10/2021 12:59
L’emergenza sanitaria ancora in corso, l’elevato numero di morti, la drammatica crisi sociale ed economica che ne sono derivate stanno inducendo gli Stati ad emanare programmi di sviluppo sostenibile che puntano a proteggere l’integrità dell’habitat naturale…

30 dicembre 2019: l’organizzazione per il monitoraggio delle malattie emergenti comunica al mondo il verificarsi, in Whuan, di sporadici casi di polmonite di origine sconosciuta.

9 gennaio 2020 il China CDC ne identifica l’agente causale, un Coronavirus (provvisoriamente chiamato 2019-nCoV), e ne conferma la trasmissione interumana.

11 febbraio 2020: l’OMS denomina Covid-19 (Corona virus disease) la malattia respiratoria causata dal nuovo Coronavirus. Esso viene, quindi, formalmente associato alla sindrome respiratoria acuta grave con esito letale che, in analogia alla polmonite epidemica del 2003, viene denominata SARS-CoV-2.

30 gennaio 2020 l’OMS identifica un focolaio internazionale di SARS-COV-2 ed il direttore generale dichiara lo “stato di emergenza di sanità pubblica con rilevanza internazionale”.

20 febbraio 2020 si identifica il primo paziente italiano affetto da SARS-CoV-2.

11 marzo 2020 l’OMS, valutati i livelli di gravità e di diffusione globale dell’infezione, dichiara la pandemia.

Questo, in breve, l’incipit della storia, in cui il genere umano è ancora coinvolto. Evento catastrofico non solo devastante per i sistemi sanitari, anche i più evoluti, ma anche elemento deflagrante capace di disintegrare lo status quo ante di stati, economie e società.

Ma come è potuto accadere tutto ciò? Cosa ha dato origine all’attacco all’uomo da parte del virus?

Dal maggio dello scorso anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è assunta il compito di coordinare le indagini scientifiche sulle origini del virus SARS-CoV-2 essendo questo il tema cruciale per pianificare strategie di intervento e contenere il rischio di future epidemie.

Evento naturale, cioè malattia di origine zoonotica con salto di specie all’uomo? Oppure virus studiato in laboratorio a Whuan e incidentalmente “sfuggito”? O piuttosto virus creato artificialmente dall’uomo?

Nel novembre 2020 si è conclusa la prima fase delle indagini interne, condotte dagli stessi scienziati cinesi che, in base alla mancanza di dati supportanti chiaramente un’ipotesi o l’altra, ha dichiarato “da probabile a molto probabile” l’origine naturale zoonotica ed “estremamente improbabile” l’ipotesi incidente di laboratorio.

Alcune settimane fa un gruppo di scienziati di diversa nazionalità, in accordo con il direttore generale dell’OMS, in una lettera pubblicata da Science, ha chiesto che ulteriori indagini vengano condotte da un’assise internazionale di scienziati senza conflitto di interesse, con maggiore condivisione dei dati e maggiore trasparenza.

SARS-Cov-2 è la terza epidemia da Coronavirus verificatasi nelle ultime due decadi (SARS-CoV-1 nel 2003 e MERS CoV nel 2012 sono le prime due) tutte caratterizzate da infezioni polmonari acute e gravi. Al pari dei due precedenti anche SARS-Cov-2 appartiene al genere Beta-CoronaVirus. Il ciclo vitale di questi virus è stato tracciato grazie a studi genomici. È stato documentato che essi originano nei pipistrelli dai quali, quando le condizioni ambientali lo permettono, passano ad un mammifero che fa da ospite intermedio e da quest’ultimo possono, in opportune condizioni, contagiare l’uomo. La loro struttura è molto semplice, è costituita da un filamento di RNA che trasmette le informazioni genetiche necessarie alla riproduzione e da un involucro superficiale che permette l’adesione alle membrane cellulari dell’organismo infettato, la fusione con le stesse ed il passaggio del materiale genetico (RNA) all’interno delle cellule ospiti dove il virus si riprodurrà. Proprio il filamento di RNA conferisce al virus una grande capacità di adattamento alle altre specie permettendo variazioni strutturali per meglio adattarsi alla specie animale ospite garantendosi, così, la riproduzione e la sopravvivenza. 

Tutti i coronavirus posseggono la tipica struttura di superficie (spike) capace di legare i recettori (ACE 2) presenti sulle cellule di vari organi dell’uomo e dei mammiferi dotati di un recettore omologo. È stato dimostrato che la specificità di questa struttura per il recettore umano, soprattutto polmonare, viene acquisita grazie a variazioni strutturali che il virus compie proprio nell’ospite intermedio, quasi modellandosi su di esso. Grazie a questa selezione evolutiva naturale si attua la trasformazione del virus primario (del pipistrello) in una forma adatta ad infettare una specie differente. Questo processo di adattamento rende possibile il salto di specie dal pipistrello ad altri mammiferi ed infine all’uomo. Per il coronavirus del 2003 l’ospite intermedio fu la civetta delle palme da cui l’uomo si contagiò consumandone le carni mentre per il coronavirus della MERS fu il cammello. Per l’attuale CoV-2 è stata subito ipotizzata la medesima catena di trasmissione: pipistrello e successivamente piccoli mammiferi capaci di entrare in contatto con l’uomo (pangolino in Asia, visoni).

In realtà, sebbene sia stato possibile tracciare geneticamente l’origine primaria di CoV-2 dal pipistrello, esistono incertezze sul suo ospite intermedio all’interno del quale avrebbe compiuto il salto di specie. Infatti la sequenza di geni codificanti la particolare proteina spike dell’attuale coronavirus non è stata individuata in alcun ospite intermedio poichè quella rinvenuta nel pangolino presenta solo una similitudine approssimativa. L’elevata aggressività di questo nuovo coronavirus, collegata proprio alla sua particolare affinità per il recettore ACE 2 dell’uomo e la mancata individuazione certa di un ospite intermedio hanno alimentato i dubbi sulla origine naturale dell’attuale virus pandemico.

Sin dal Febbraio 2020, circolavano rumors, speculazioni e teorie complottistiche per le quali SARS-CoV-2 sarebbe stato un virus artificiale oppure di origine naturale sfuggito al controllo del laboratorio che lo studiava.

Nell’Aprile 2020 un gruppo internazionale di ricercatori, in una lettera all’editore pubblicata dalla rivista Nature Medicine, ha reso pubblici i propri dati di analisi e di comparazione del genoma del virus basando su essi le ipotesi sulla genesi del nuovo coronavirus. Il team di genetisti ha dimostrato che il genoma del nuovo coronavirus possiede una sequenza di amminoacidi codificanti la proteina di superficie spike non riscontrabile in altri. Infatti ben 5 dei 6 amminoacidi della sequenza sono tipici ed esclusivi del CoV 2. Esso ha quindi una proteina superficiale strutturalmente esclusiva. Inoltre, la superficie di questo virus è dotata di un sito specifico capace di attivare l’enzima umano furina che serve a scindere la proteina spike dello stesso virus facilitandogli la fusione e l’ingresso nelle cellule umane. Inoltre proprio questo sito attivante l’enzima umano, presenta una composizione molecolare che, nelle cellule dell’organismo infettato, viene glicosilato e quindi protetto dalla reazione immunitaria dell’ospite. Secondo lo studio di Nature Medicine proprio la complessità e la super-specializzazione della struttura di superficie fornisce l’evidenza a supporto dell’origine naturale del virus. Infatti l’insieme delle caratteristiche descritte (il sito per l’attivazione dell’enzima umano furina e la sua protezione dalla risposta immunitaria dell’ospite) conferiscono a COV 2 una affinità di legame al recettore umano funzionalmente ideale e rendono il virus molto aggressivo e infettivo per l’uomo. Quando, invece, la stessa affinità per il recettore umano, viene testata paragonandola con modelli matematici teorici, essa risulta essere addirittura piuttosto scarsa. Secondo il gruppo di genetisti un coronavirus, progenitore poco aggressivo dell’attuale CoV-2, passato dal pipistrello al pangolino, avrebbe infine contagiato l’uomo circolando per lungo tempo non diagnosticato (forse confondendosi con banali raffreddori o gastroenteriti) e grazie ai ripetuti passaggi inter-umani si sarebbe adattato all’uomo selezionando un virus altamente patogeno capace di far decollare l’attuale pandemia. Anche l’ipotesi incidente di laboratorio è esclusa dagli stessi studiosi in base alle descritte caratteristiche genetiche del virus.

La similitudine della sequenza genica di CoV-2 con quella riscontrata nel pangolino confermerebbe il passaggio. Il particolare sito enzimatico per la furina documenterebbe l’adattamento evolutivo compiuto nell’uomo avvalorato dall’esistenza della struttura molecolare atta a difendersi dal sistema immunitario umano.

Più del 60% delle malattie infettive oggi emergenti sono zoonosi, derivano cioè dal mondo animale e in genere dalla fauna selvatica. Da più parti è stata ipotizzata una connessione tra alterazione della biosfera e l’aumento di nuove malattie infettive di origine zoonotica compresa l’emergenza dal mondo animale dei due coronavirus responsabili della SARS e di COVID-19. Sin dal secolo scorso sia l’antropizzazione di territori selvatici causata da agricoltura e allevamenti intensivi sia il cambiamento climatico hanno sconvolto l’habitat naturale della fauna selvatica e di specie ancestrali come i pipistrelli che,  rappresentano la riserva naturale di numerosi virus potenzialmente patogeni per l’uomo, in particolare dei coronavirus. I progenitori di COV 1 e COV 2 sono stati rinvenuti nei pipistrelli dello Yunnan a sud della Cina e delle regioni confinanti di Laos e  Myanmar, proprio lì dove si trova l’habitat nativo della civetta palmata e del pangolino, ipotetici ospiti intermedi per il  rispettivo salto di specie.

In queste regioni così come in alcune aree dell’Africa centrale e in numerose territori dell’America Centrale e del Sud si è verificata la migrazione e la conseguente concentrazione di una gran numero di specie diverse di pipistrelli e il relativo incremento del numero di coronavirus ad essi strettamente correlato. Si stima, infatti, che per un incremento di 40 specie di pipistrello si verifichi localmente un incremento di 100 varietà di Coronavirus potendo ciascuna specie ospitare tre diverse varietà di coronavirus. Dalla confluenza di diverse specie di pipistrelli in un’unica area geografica deriva non solo una diversa distribuzione geografica delle zoonosi ma anche il potenziamento delle stesse. Infatti, la confluenza di nuove specie e la conseguente alta densità di pipistrelli per area creano significative opportunità per la trasmissione e lo scambio di virus tra specie diverse, nuove interazioni tra patogeni e specie ospiti che possono generare nuove catene di trasmissione o favorire l’evoluzione di varianti virali più pericolose. Tutto questo potrebbe aver facilitato e facilitare ancora, l’insorgere di nuovi virus capaci di contagiare l’uomo. Numerosi studi, inoltre, documentano il ruolo diretto del riscaldamento climatico nell’alterare ulteriormente l’equilibrio biologico tra animali ospiti, uomo e patogeni come ad esempio l’adattamento delle specie microbiche alle alte temperature che potrebbe alterare la barriera termica dell’uomo.

Le dinamiche ecologiche quindi sottendono ampiamente all’ emergenza di nuove malattie infettive dal mondo animale.

L’emergenza sanitaria ancora in corso, l’elevato numero di morti, la drammatica crisi sociale ed economica che ne sono derivate stanno inducendo gli Stati ad emanare programmi di sviluppo sostenibile che puntano a proteggere l’integrità dell’habitat naturale.

Ma forse serve qualcosa di più, serve un cambiamento delle singole coscienze affinchè l’uomo torni a sentirsi parte integrante del mondo che lo circonda, in relazione stretta con l’insieme di tutte le creature, non più privato di questa appartenenza dalle logiche consumistiche di profitto e sfruttamento dei beni. La conversione ecologica delle coscienze, indicata da papa Francesco per contemplare la bellezza del creato e prendersene cura con “generosità e tenerezza”.

 

[medico, specialista in endocrinologia, Bari]

 

 

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 127
(2022- Anno XVIII)

quadratino rosso Tema: La vita quotidiana

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). In preparazione.

 

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.