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Ucraina: il Sinodo greco-cattolico chiede aiuto contro l’invasione, di Marco Tosatti

creato da webmaster ultima modifica 14/09/2015 13:37
I vescovi denunciano rapimenti, torture e finte esecuzioni contro sacerdoti della Chiesa greco-cattolica ad opera dei filo-russi
Ucraina: il Sinodo greco-cattolico chiede aiuto contro l’invasione, di Marco Tosatti

(©LAPRESSE) ALCUNI CRISTIANI IN UNA CHIESA DI KIEV

 

I vescovi della Chiesa greco-cattolica, riuniti in sinodo a Leopoli, hanno chiesto alla comunità internazionale di riportare la pace in Ucraina come risposta alle azioni militari compiute “da un vicino del Nord”, un chiaro riferimento alla Russia. “Questa pacifica nazione sovrana ha sofferto un intervento militare diretto da parte di un vicino del Nord” sostengono i vescovi, citati dal Religious Information Service for Ukraine (RISU). “Centinaia di armi pesanti e tecnologia bellica, migliaia di mercenari e di soldati dell’esercito regolare stanno attraversando i confini dell’Ucraina, seminando morte e distruzione, e questo a dispetto dei negoziati di armistizio e dei recenti sforzi diplomatici”.

 

La dichiarazione continua citando “un livello di odio senza precedenti e di propaganda, che distorce la realtà della situazione e che è non meno distruttivo delle armi di distruzione di massa”. I vescovi poi denunciano che “migliaia di persone sono state rapite e sottoposte a tortura e umiliazioni e la loro dignità è stata pubblicamente violata. Centinaia di migliaia di profughi sono stati costretti a abbandonare le loro case temendo per la loro vita, in pericolo di morte. Se questi crimini non sono fermati immediatamente, con l’arrivo dell’inverno la mortalità si decuplicherà”. E lanciano un allarme: “Chi uccide oggi la gente in Ucraina non esiterà a puntare le sue armi per attaccare qualsiasi Paese domani”. L’appello a intervenire è rivolto a tutti e soprattutto a coloro che hanno una responsabilità politica affinché “prendano le decisioni necessarie per ristabilire ordine e pace in Europa”.

 

Particolarmente difficile è la situazione per i greco-cattolici in Crimea, occupata dalle truppe russe, e nelle zone di Donetsk e Luhansk in mano ai separatisti filo-russi. “Aiuto alla Chiesa che soffre” ha raccolto le testimonianze di alcuni preti rapiti. “Credo che i miei rapitori mi controllassero già da tempo, perché possedevano molte informazioni sia su di me che sui miei parrocchiani” ha detto padre Sergej, uno dei tre sacerdoti sequestrati in Ucraina tra luglio e agosto. E’ stato rapito mentre guidava. “Da una vettura accanto alla mia sono scesi tre uomini dell'esercito della Nuova Russia. Ho capito subito che volevano me. Mi hanno obbligato a salire sulla loro auto e poi mi hanno addormentato con una spugna imbevuta di cloroformio”.  Padre Sergej  era accusato di essere tra i promotori di una giornata di preghiera per la pace e l’unità dell’Ucraina. Più volte i sequestratori hanno minacciato di fucilare il sacerdote. “Mi dicevano di pregare perché quelli sarebbero stati i miei ultimi momenti – racconta – poi sparavano in aria”. Padre Sergej non ha subito torture, ma è stato privato dell’insulina necessaria a tenere sotto controllo il suo diabete. “Con il passare dei giorni le mie condizioni peggioravano e li ho supplicati di darmi le medicine, ma le mie suppliche non hanno avuto ascolto”. Dopo una settimana di prigionia, ai sequestratori si è unito un uomo dallo spiccato accento moscovita - a differenza degli altri rapitori chiaramente di Donetsk – che ha interrogato il sacerdote per quattro giorni consecutivi. “L’uomo aveva moltissime informazioni sul mio conto e conosceva perfino i nomi dei miei parrocchiani”.

 

Don Victor, sacerdote cattolico della diocesi di Charkiv-Zaporižžja, è stato rapito in circostanze simili. Anche lui ha sopportato numerosi interrogatori e più di una finta fucilazione. Inizialmente i separatisti credevano che don Victor fosse una spia, perché proveniva dall’Ucraina centrale. Nella piccola stanza in cui era prigioniero, meno di dodici metri quadrati, si sono alternati oltre 50 ostaggi, ai quali il sacerdote ha potuto fornire assistenza spirituale. Il terzo sacerdote rapito, don Pavel, è polacco e operava in Kazakistan. Si trovava in Ucraina per partecipare alla giornata di preghiera per la pace. Mentre un sacerdote della Crimea, padre Bohdan Kostetsky  è stato rapito insieme a un gruppo di quindici parrocchiani.

15/09/2014

Fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/ucraina-ukraine-ucrania-36319/

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