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Senza trivelle di Silvia Russo

creato da admin ultima modifica 28/08/2012 15:02
La Puglia non è territorio da trivellare! Il nostro petrolio è di pessima qualità ma costa poco. Il Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, impegnato da quasi tre anni in una battaglia costante, giorno per giorno, istanza dopo istanza, continua a lavorare...

La Puglia non è territorio da trivellare! Il nostro petrolio è di pessima qualità ma costa poco.
Il Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, impegnato da quasi tre anni in una battaglia costante, giorno per giorno, istanza dopo istanza, continua a lavorare energicamente ribadendo ancora una volta e con forza il suo parere negativo verso ogni progetto di richiesta, da parte delle società petrolifere, ad effettuare prospezioni geo-sismiche tramite air-gun e successive installazioni di piattaforme petrolifere.
A livello nazionale, le regioni più interessate che vedono piovere dal cielo tali richieste sono quelle delle fascia Adriatica e soprattutto il Sud, Sicilia in testa.
Anche la situazione pugliese è sempre più critica e delicata. La nostra amata Regione è nel mirino di diverse società petrolifere per lo più straniere.
Sono numerose le società che hanno presentato al MSE istanze di permesso di ricerca in mare: la Petroceltic in zona Tremiti, la Northern Petroleum nel tratto di mare antistante le coste che vanno da Bari a Leuca, l’Eni su Brindisi, la Spectrum Geo e la Petroleum Geo-Services Asia Pacific per tutta la costa pugliese.
Numerose le Osservazioni presentate dalle Istituzioni e da noi del Comitato al Ministero dell’Ambiente e al MSE e diversi i ricorsi al Tar, alcuni dei quali ancora in corso.
È dunque in atto, come da noi preannunciato da diverso tempo, una strategia di aggressione di tutto l’Adriatico meridionale, da parte delle multinazionali del petrolio. Per scongiurare tale rischio è inevitabile, oltre al contrastare istanza per istanza, una modifica sostanziale degli attuali regolamenti e leggi, in questo momento fortemente favorevoli alle attività delle compagnie petrolifere. Non facciamo in tempo a presentare delle osservazioni, che bisogna cominciare a prepararne delle altre.
Diverse le manifestazioni di piazza negli ultimi anni: Monopoli, Ostuni, Fasano, Termoli e ultimamente la grande manifestazione regionale dello scorso 21 Gennaio, nuovamente a Monopoli, dove l’intera popolazione pugliese è scesa in piazza a ribadire per l'ennesima volta il proprio ‘no' fermo e risoluto a prospezioni e coltivazioni di idrocarburi nei fondali dei suoi mari, con tutto ciò che ne consegue, a qualsiasi distanza dalla costa.
La Regione Puglia ha già scelto da anni in che direzione puntare per il proprio sviluppo economico ed energetico, sostenendo e promuovendo le fonti di energia rinnovabili rispetto a quelle fossili per una crescita economica sostenibile ed ecocompatibile con le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del proprio territorio.
Ma è inevitabile sottolineare che il coinvolgimento politico, cercato e ottenuto il 21 gennaio scorso, con la manifestazione di Monopoli, oltre ai risultati già prodotti, quali l’attenzione istituzionale dell’Europa, debba produrre il pronunciamento ufficiale dei partiti politici a livello nazionale, senza il quale il cosiddetto governo tecnico, fin troppo schierato a favore delle compagnie petrolifere, continuerà a far avanzare richieste e permessi.
Ricordiamo, infatti, che il parere degli enti locali e dei cittadini non è vincolante, pur avendo un valore decisamente significativo qualora un’intera comunità si esprima in maniera fortemente negativa.
Il fronte del No al Petrolio non è circoscritto alla sola Puglia ma riguarda anche le altre Regioni, coinvolgendo ovunque il mondo dell’associazionismo e quello politico-istituzionale in maniera trasversale.
L’invito pressante del Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, dunque, è che si accordi l’attuale legislazione nazionale con quanto chiesto da società civile e istituzioni regionali. Si renda il parere delle Regioni obbligatorio e vincolante, anche relativamente ad autorizzazioni già rilasciate.
Si blocchino gli iter autorizzativi in corso e vengano abrogati i permessi già concessi, consentendo esclusivamente l’esaurimento degli impianti di estrazione funzionanti. Al fine di contenere i danni di tali impianti, ma più in generale a difesa di tutte le aree inquinate del Paese, si abbassino i limiti minimi sullo sversamento di sostanze inquinanti nell’ambiente per adeguarli agli standard europei e dell’OMS, spesso centinaia di volte inferiori. Si aumentino le cosiddette royalties sulle estrazioni in corso, adeguando anch’esse alle medie europee. L’intera popolazione pugliese, dalle istituzioni alle associazioni, ai comitati, ai singoli cittadini, ribadisce il suo fermo e deciso No alle piattaforme petrolifere in Puglia non per pura ideologia ma per un calcolo palese dei benefici collettivi irrisori rispetto ai danni sull’intero ecosistema. Prioritario è il dovere di tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente che li circonda.
[portavoce Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, Monopoli, Bari]
Info: nopetroliopuglia@gmail.comwww.nopetroliopuglia.it

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