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Teologo Piana: in testo Ratzinger manovra contro Papa, intervista all'Ansa

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 19/04/2019 09:51
Il teologo Giannino Piana considera il testo "superficiale su abusi e '68, ingiusto su teologia morale"...

"Intanto, non soltanto dal punto di vista del linguaggio, ma anche riguardo all'uso di certe esemplificazioni, è un testo un po' fuori dall'ordine di riflessione del Papa emerito: e ci si chiede se questo è dovuto all'invecchiamento, o al fatto che Benedetto XVI sia circondato da persone che lo sfruttano per sostenere una posizione anti Papa Francesco". 

E' molto critica la lettura di un autorevole teologo, Giannino Piana, già docente di Etica cristiana all'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Urbino e di Etica ed economia a Scienze politiche a Torino, ex presidente dell'Associazione italiana dei Teologi moralisti, del documento di papa Ratzinger sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa.

"Mi suona come un tentativo di ridimensionare l'azione pastorale e dottrinale dell'attuale Papa - dice in un colloquio con l'Ansa -. Si ha l'impressione che dietro ci sia una manovra che va al di là del Papa emerito, che nasconda una serie di riferimenti, anche nel linguaggio, non appartenenti alla riflessione di Benedetto XVI come si è presentata in passato, qui in certi tratti anche banale e persino un po' volgare".

Piana si riferisce all'esempio della chierichetta violentata dal sacerdote che le diceva "questo è il mio corpo che è dato per te": "un riferimento volgare anche se tratta un aspetto gravissimo", osserva arrivando a chiedersi "quanto il Papa emerito è in grado di esercitare la responsabilità in senso pieno, o quanto ha lasciato fare, condividendo comunque la linea di chi usa tutto questo contro l'attuale Papa".

Piana rileva anche che "non si può collegare la pedofilia al '68" e che "un giudizio interamente in negativo di quel periodo è inaccettabile", non considerando aspetti come "la centralità della coscienza" o "l'attenzione alla liberazione della donna". "C'è una serie di fattori che vanno in direzioni diverse - osserva - e che portano ambivalenze: ci sono sia elementi negativi sia positivi, che sono però la maggioranza.

Nella stessa crisi dell'autorità, c'è l'aspetto positivo che va contro il potere incondizionato, e le ricadute negative nel caso di un'autorità legittima. E' molto superficiale un giudizio tutto in negativo, non in grado di cogliere la complessità".

Anche il verdetto ratzingeriano sul "collasso della teologia morale cattolica" nell'epoca del post-Concilio è, secondo Piana "immotivato, ingiustificato. Anche per gli esempi usati, i due teologi morali Bruno Schueller e Franz Boeckle". 

"Un giudizio complessivo apocalittico ingiusto", lo definisce, dato "mettendo in evidenza alcuni aspetti e radicalizzandoli". "Un giudizio implacabile, esagerato - rimarca ancora Piana a proposito della posizione di Ratzinger sulla teologia morale dell'epoca -, che non tiene conto della complessità delle situazioni. Dire che c'è un rifiuto morale dell'autorità delle gerarchie è gratuito: la teologia è sempre libera di fare riflessioni, che poi fanno anche da supporto alle decisioni. E che le norme non esistano più non è sostenibile, si veda ad esempio il caso della bioetica. 

E' tutto molto unilaterale, superficiale. Soprattutto l'accusa di fondo, che quella teologia morale abbia portato a una mancata condanna della pedofilia, è inaccettabile".

"La pedofilia è stata sempre duramente contestata dalla teologia morale - insiste Piana su uno dei punti che hanno fatto più discutere del testo di Benedetto XVI -. Nessun teologo moralista ha mai accettato la pedofilia: anzi, questo anche di fronte a un atteggiamento del Vaticano che era di non attenzione al problema, o quanto meno di non intervento".

Sempre più problematico diventa infine l'aspetto della "coabitazione" dei due Papi. "Avrei auspicato - afferma Piana - che date le dimissioni, atto di coraggio e serietà, Benedetto si allontanasse dal Vaticano. E' pericoloso per il governo della Chiesa diventare una possibile alternativa

Lui poi aveva promesso di ritirarsi nel silenzio e nella preghiera: e il silenzio si è rotto, soprattutto in questa circostanza, più pesante rispetto alle precedenti e in qualche modo occasionali, vedi il caso Viganò. Qui c'è anche uno spalleggiare la teologia pre-conciliare, che diventa anche una critica allo stesso Concilio. E' ormai una situazione abbastanza compromessa - conclude il teologo - quella che emerge da questa coabitazione". 

http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2019/04/16/in-testo-benedetto-xvi-manovra-contro-francesco_67e15137-4691-4ada-9b62-904515ffe827.html

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