Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Sul lettino dello psichiatra, di Gerhard Mumelter

Sul lettino dello psichiatra, di Gerhard Mumelter

creato da D. — ultima modifica 29/09/2015 11:59
Forse quello psichiatrico è l'unico approccio possibile per analizzare il preoccupante caos politico nel quale sta precipitando l'Italia dopo la condanna di Berlusconi...

Forse quello psichiatrico è l’unico approccio possibile per analizzare il preoccupante caos politico nel quale sta precipitando l’Italia dopo la condanna di Silvio Berlusconi. Ci prova il noto psichiatra Vittorino Andreoli che sull’Huffington Post mette sul lettino il paese, arrivando a una diagnosi impietosa: “L’Italia è un paziente malato di mente. Malato grave. Dal punto di vista psichiatrico, direi che è da ricovero. Però non ci sono più i manicomi”.

Per il professor Andreoli i sintomi della malattia mentale dell’Italia sono quattro. Il primo è il masochismo nascosto: “Il piacere di trattarsi male e quasi goderne”. Il secondo è “l’individualismo spietato”, che il famoso psichiatra illustra con un esempio: “Immagini dieci persone su una scialuppa con il il rischio di andare sotto. Invece di dire ‘cosa possiamo fare insieme noi dieci per salvarci?’, scatta l’io. Io faccio così, io posso nuotare, io me la cavo in questo modo… individualismo spietato, che al massimo si estende a un piccolissimo clan. Magari alla ragazza che sta insieme a te sulla scialuppa”.

Terzo sintomo: la recita. “Noi esistiamo per quello che diciamo, non per quello che abbiamo fatto. La patologia della recita: l’italiano indossa la maschera e non sa più qual è il suo volto. Sta bene solo se recita, se diventa lui l’attore. Ah, che meraviglia: sto parlando. Tutti mi dovete ascoltare”. Quarto punto della diagnosi: la fede.”Noi viviamo in un disastro, in una cloaca, ma crediamo che domattina alle otto ci sarà il miracolo che ci cambia la vita. Chi se ne importa se ci governa uno o l’altro, se viene il padre eterno o Berlusconi, chi se ne importa dei conti, tanto domattina c’è il miracolo”.

Penso che quella di Andreoli, pur usando toni ironici, sia un’analisi molto lucida e azzeccata. Ed è preoccupante che uno dei massimi rappresentanti della psichiatria italiana non veda una terapia possibile: “Nessuno psichiatra può salvare questo paziente che è l’Italia. Non posso nemmeno toglierti questi sintomi, perché senza ti sentiresti morto. Se ti togliessi la maschera ti vergogneresti, perché abbiamo perso la faccia dappertutto. Se ti togliessi la fede, ti vedresti meschino. Insomma, se trattassimo questo paziente secondo la ragione, secondo la psichiatria, lo metteremmo in una condizione che lo aggraverebbe. In conclusione, senza questi sintomi il popolo italiano non potrebbe che andare verso un suicidio di massa”.

Analisi poco rassicurante. Forse la distanza tra l’Italia e il resto del mondo non è stata mai così siderale. Basta sfogliare un giornale o guardare una tv qualsiasi. Non importa se spagnola, coreana o inglese. Ininfluente se progressista o conservatrice. Per il prestigioso settimanale tedesco Die Zeit Berlusconi è “il peggior ciarlatano politico del dopoguerra in Europa”, per il Financial Times semplicemente “il buffone di Roma”. Nessuno capisce il fiume di esternazioni, i lamenti, l’isterismo dilagante, le scene di vittimismo. Lo sguardo sull’Italia è ormai infastidito, non c’è più voglia di scusare l’anomalia infinita del paese.

Anche perché nessuno riuscirebbe a capire perché Daniela Santanchè, che pochi anni fa aveva invitato a “non votare per Berlusconi, perché vede le donne orizzontali”, oggi lo osanna. O perché Paolo Guzzanti, che lo aveva definito “un gran porco”, oggi spera nella sua rivoluzione liberale. Stanno bene solo se recitano, proprio come dice lo psichiatra. La solitudine dell’Italia abbracciata al Cavaliere è totale. Un paese malato e incurabile, secondo Andreoli. Che per definire la situazione precaria del paziente Italia usa un verso di Giuseppe Ungaretti sull’uomo “attaccato sul vuoto al suo filo di ragno”. Che potrebbe anche spezzarsi.

 

fonte: http://www.internazionale.it/opinioni/gerhard-mumelter/2013/08/07/sul-lettino-dello-psichiatra/, 7 agosto 2013

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.