Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Sinodo, dopo le aperture ora prevale la prudenza, di Aldo Maria Valli

Sinodo, dopo le aperture ora prevale la prudenza, di Aldo Maria Valli

creato da webmaster ultima modifica 15/09/2015 09:43
Padre Lombardi dice che la natura della relatio proposta dal cardinale Erdö era solo un documento di lavoro, non un testo conclusivo. Fra un anno, ci sarà la seconda tappa. La domanda è: riuscirà Francesco a gestire la polveriera?

 

Due passi avanti e uno indietro. Dopo i titoli dei giornali sulle aperture del sinodo su coppie gay e divorziati risposati, il portavoce vaticano, padre Lombardi, si presenta in sala e stampa e legge una nota.Dice che la natura della relatio proposta ieri dal cardinale Erdö non è stata interpretata correttamente: era solo un documento di lavoro, non un testo conclusivo.

E accanto a Lombardi, due cardinali, l’italiano Fernando Filoni e il sudafricano Wilfrid Napier, rafforzano il concetto: il sinodo non ha deciso, i giornalisti aiutino i lettori a capire che la ricchezza del dibattito è più ampia e che c’è ancora tanto lavoro da fare.

In realtà nessuno fra i giornalisti ha detto che quelle erano le conclusioni del sinodo. Ciò che è stato scritto è che l’atmosfera è decisamente nuova e che lo spirito di misericordia, tanto caro a papa Francesco, sta determinando una svolta nei toni, ma che ci fossero problemi lo ha lasciato capire lo stesso Erdö quando (con la vecchia tecnica dello scaricabarile) ha attribuito all’arcivescovo Bruno Forte la parte del testo riguardante l’omosessualità, ed evidentemente nei circoli minori, ovvero ristretti, in cui i padri sinodali si stanno riunendo in questa ultima settimana di lavori, sono volati gli stracci tra aperturisti e conservatori, così da costringere il Vaticano alla precisazione. Un anonimo padre sinodale lo dice chiaramente: la relatio ha scatenato tra i vescovi «una vera tempesta», ma “il diavolo fa le pentole, non i coperchi”.

E così adesso è tutto un distinguo. «In relazione agli omosessuali – si legge nella sintesi fornita sugli interventi nei circoli ristretti – è stata evidenziata la necessità di accoglienza, ma con la giusta prudenza, affinché non si crei l’impressione di una valutazione positiva di tale orientamento da parte della Chiesa. La stessa attenzione è stata auspicata nei riguardi delle convivenze». Anche il tema della “gradualità”, emerso a proposito dell’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati, «può essere all’origine di una serie di confusioni», perché «è difficile accogliere delle eccezioni senza che in realtà diventino una regola comune».

Inoltre, «fermo restando che la Chiesa deve accogliere chi si trova in difficoltà, sarebbe bene parlare più diffusamente anche delle famiglie che restano fedeli agli insegnamenti del Vangelo, ringraziandole e incoraggiandole per la testimonianza che offrono. Dovrebbe emergere con più chiarezza che il matrimonio indissolubile, felice, fedele per sempre, è bello, è possibile ed è presente nella società, evitando quindi di focalizzarsi principalmente sulle situazioni familiari imperfette».

Il cardinale Leo Burke dalle colonne del Foglio, esprime tutta la sua preoccupazione per le “pericolose aperture” sulla questione della comunione ai divorziati risposati e perché «alcuni sostengono una prassi che si discosta dalla verità della fede». Stessa linea quella del polacco Gadecki, che alla Radio Vaticana giudica la relatio «inaccettabile per molti vescovi» in quanto «si distanzia dall’insegnamento dei papi precedenti, contiene tracce di ideologia antimatrimoniale e mostra una mancanza di visione chiara da parte dell’assemblea sinodale».

In questo piccolo concilio che è il sinodo sulla famiglia si stanno riproponendo alcuni meccanismi, anche mediatici, che caratterizzarono il concilio vero, mezzo secolo fa. C’è chi spinge in una direzione e chi nell’altra, con alcuni giornali utilizzati per dare man forte a una visione o all’altra. E l’istituzione in mezzo, a cercare di sopire e distinguere. Tutto normale, tutto legittimo.

Analogie con il concilio le vede anche monsignor Bruno Forte, che incontriamo dopo i circoli del mattino: «L’entusiasmo e la freschezza, così come l’atteggiamento di simpatia verso il mondo, ricordano in effetti quel tempo, e soprattutto la Gaudium et spes (la costituzione apostolica considerata la magna charta del concilio, ndr). Una Chiesa vicina alla gente e in ascolto della realtà, per annunciare la misericordia di Dio».

Il sinodo finisce domenica, poi, fra un anno, ci sarà la seconda tappa. La domanda è: riuscirà Francesco a gestire la polveriera?

Fonte: Europa, del 1

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.