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Sei mesi di Legislatura: cos’hanno fatto parlamento e governo per i diritti umani? Di Riccardo Noury

creato da D. — ultima modifica 17/09/2015 12:03
Amnesty International Italia ha presentato il suo bilancio sui primi sei mesi di attività sui diritti umani della XVII Legislatura...

A gennaio, in vista delle elezioni politiche, l’organizzazione aveva lanciato la campagna , sottoponendo ai leader delle coalizioni in lizza e a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia. Questi erano i 10 punti dell’Agenda: garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura; fermare il femminicidio e la violenza contro le donne; proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell’immigrazione; assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri; combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate); fermare la discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom; creare un’istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani; imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani; lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri stati; garantire il controllo sul commercio delle armi favorendo l’adozione di un trattato internazionale.

L’Agenda è stata sottoscritta, integralmente o quasi, da 117 parlamentari e datutti i leader delle forze politiche che compongono l’attuale governo.

Il giudizio dato oggi da Amnesty International Italia è che per la prima volta questioni importanti relative ai diritti umani sono state al centro del dibattito elettorale e poi dell’azione del parlamento e del governo. Di diritti umani si è discusso, in questi primi sei mesi, in modo quantitativamente e qualitativamente migliore rispetto al passato. Dall’analisi del lavoro della XVII Legislatura nei primi sei mesi di attività, risulta che sulla maggior parte dei 10 punti dell’Agenda è stato almeno presentato un disegno di legge.

A questo nuovo dinamismo ha però fatto da contraltare un conservatorismo trasversale che ha riprodotto alcuni antichi vizi, come quelli che da 25 anni impediscono l’introduzione del se non addirittura veri e propri tabù, come nel caso degli , tanto assenti dal dibattito parlamentare quanto ampiamente presenti invece nell’agenda governativa.

Sul piano internazionale, di positivo c’è la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (la ) e quella, oggi, del Trattato Onu sul commercio di armi. Resta tuttavia una grave macchia il comportamento delle autorità italiane nella Mukhtar Ablyazov, espulse illegalmente verso il paese di origine nonostante i rischi di persecuzione.

In tema di violenza contro le donne, oltre alla ratifica della Convenzione di Istanbul, pur apprezzando il fatto che ad agosto sia stato presentato un testo specifico, Amnesty International Italia continua a chiedere misure concrete di sostegno alle vittime della violenza, adeguatamente finanziate, e azioni di prevenzione efficaci.

In materia di omofobia e transfobia, la recente approvazione del disegno di legge è un fatto positivo anche se occorrerà capire quali effetti pratici sulla lotta alle discriminazioni potrebbe avere la clausola di salvaguardia introdotta dagli emendamenti relativi alla libertà d’espressione.

Da oggi, Amnesty International Italia riprende a lavorare sui 10 punti della sua Agenda. Un ottavo del parlamento ha risposto. Ora, devono rispondere gli altri 830 deputati e senatori. E tutti, darsi da fare per il rispetto dei diritti umani, nel nostro paese e nel mondo.

 

fonte: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/09/25/sei-mesi-di-legislatura-coshanno-fatto-parlamento-e-governo-per-i-diritti-umani/, 25.09.2013

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