Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Salari minimi: dare dignità al lavoro, di Esther Lynch e Bruno Bobone

Salari minimi: dare dignità al lavoro, di Esther Lynch e Bruno Bobone

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 11/08/2021 08:15
Esther Lynch è vicesegretaria generale Confederazione europea dei sindacati (CES); Bruno Bobone è presidente Camera di commercio e industria portoghese e presidente del Consiglio internazionale dell’Unione cristiana internazionale dei dirigenti d’impresa (UNIAPAC). Il loro appello congiunto è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia SIR lo scorso 6 agosto 2021…

Abbiamo imparato molto dalla pandemia da coronavirus. Una delle cose più importanti che ci ha insegnato è che la collaborazione comporta molti vantaggi: la cooperazione è stata fondamentale per la tutela dei lavoratori e del lavoro, per la sopravvivenza delle imprese e per il benessere delle persone e della società.

Dobbiamo pensare alle persone, prima che all’economia. Tuttavia, riflettendo sulla ripresa al termine della pandemia, in che modo possiamo assicurarci che in futuro i luoghi di lavoro migliorino la qualità di vita dei lavoratori, garantendo che percepiscano una retribuzione equa, che assicuri un livello di vita dignitoso e che ne promuovano la motivazione?

In passato le cose sono andate in modo diverso. Negli ultimi decenni, retribuzioni basse, posti di lavoro precari, condizioni di lavoro inadeguate e falsi contratti di lavoro autonomo sono diventati un modello di crescita per alcune parti dell’economia dell’UE. Le retribuzioni sono rimaste ferme e un numero crescente di famiglie non è riuscito a riscaldare la propria casa, a mettere il cibo in tavola o a pagare le bollette.

Tra il 2010 e il 2019, il numero di “lavoratori poveri”, ovvero i lavoratori a rischio di povertà, è aumentato nella maggior parte degli Stati membri dell’UE, nonostante il miglioramento dell’economia; ciò significa che circa un lavoratore europeo su dieci è al di sotto della soglia di rischio di povertà.

Un appello comune

Questa situazione è inaccettabile, non solo per la Conferenza europea dei sindacati e per i sindacati aderenti, che rappresentano gli interessi dei lavoratori, ma anche per i numerosi datori di lavoro lungimiranti dell’Uniapac, imprenditori cristiani che comprendono che una retribuzione equa è socialmente giusta e positiva per la crescita, la domanda, la produttività e la società in generale.

Ventuno Paesi dell’UE hanno stabilito retribuzioni minime obbligatorie a livello nazionale, ma nella maggior parte dei casi, tali retribuzioni minime sono molto basse, al di sotto della soglia di povertà. L’Unione Europea deve promuovere un’azione efficace volta a porre termine a questa situazione e a garantire che, laddove esistano retribuzioni minime obbligatorie, queste non lascino i lavoratori e le rispettive famiglie in uno stato di povertà. Chi lavora a tempo pieno non dovrebbe scegliere tra pagare le bollette o mangiare. Tutti meritano di avere una vita dignitosa.

In tutta Europa, la pandemia ha costretto i cittadini a riconsiderare il valore del lavoro e il contributo fondamentale dei caregiver, degli operatori sanitari, dei lavoratori dei trasporti e del commercio al dettaglio e di molte altre persone la cui sicurezza è stata a rischio negli ultimi mesi. Una retribuzione equa dovrebbe riconoscere la dignità del lavoro, la dignità dei lavoratori e il diritto di ciascun lavoratore a una vita appagante.

La ripresa dalla pandemia non dovrebbe comportare solo un ritorno alla “normalità”, ma anche un cambiamento dell’economia europea.

Verso una società più umana

Nel maggio 2019, Papa Francesco ha invitato al cambiamento e ha chiesto di immaginare un’economia diversa, che “includa e non escluda, umanizzi e non disumanizzi, si prenda cura del creato e non lo devasti”. L’ingiustizia del sistema esistente sta minando la stabilità della società e sta dando vita a pericolosi movimenti populisti. Papa Francesco ha proposto una trasformazione rivoluzionaria verso una società più umana, che metta al centro il benessere e la felicità delle persone.

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo indossato la mascherina e ci siamo vaccinati anche per proteggere gli altri. Le persone hanno accettato delle limitazioni alla propria libertà in nome del bene comune. Ora dobbiamo agire sulla base di ciò che abbiamo imparato. Se tutti vivono meglio, la società sarà più produttiva e genererà benessere e ricchezza. Tale ricchezza deve essere equamente distribuita, in modo giusto e dignitoso. Ora sarebbe il momento giusto affinché gli imprenditori e i politici pensassero a come creare posti di lavoro di alta qualità, buoni prodotti e aziende di successo.

Ci vuole coraggio nel prendere delle decisioni, ci vuole coraggio a cooperare e servirà coraggio per garantire che l’Ue faccia quanto necessario per andare avanti e diventare un luogo più giusto e civile, in cui tutte le retribuzioni rispettino una soglia di decenza.

Datori di lavoro

Uno dei modi più efficaci per garantire ai lavoratori una partecipazione equa alla ricchezza che creano è la collaborazione tra sindacati e datori di lavoro per la negoziazione delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro. I Paesi con un’elevata copertura della contrattazione collettiva presentano anche percentuali inferiori di lavoratori a basso reddito, eppure in molti Stati membri dell’Ue le strutture negoziali sono peggiorate negli ultimi anni.

I datori di lavoro che intendono collaborare con i propri lavoratori si riprenderanno più rapidamente dalla pandemia e saranno più forti; la parità di condizioni, che impedisca la concorrenza su retribuzioni che non offrono dignità, impedirà alle aziende poco etiche di sfruttare la domanda di posti di lavoro e di creare una spirale discendente di retribuzioni sotto la soglia di povertà. Nessuno dovrebbe essere escluso dal diritto a una retribuzione dignitosa e una retribuzione equa crea una forza lavoro più leale e produttiva.

Sindacati

Allo stesso modo, il ruolo e l’impegno dei sindacati sono fondamentali per garantire la sostenibilità a lungo termine e il successo delle rispettive aziende. I sindacati dovranno inoltre essere coinvolti nella creazione di sistemi che garantiscano una retribuzione equa dei lavoratori e la partecipazione dei lavoratori alla crescita della produttività. Le aziende dovrebbero basarsi su uno spirito di squadra, con interessi comuni e benefici condivisi definiti attraverso una negoziazione efficace. Gli interessi comuni dovrebbero persino contribuire a facilitare i negoziati.

I governi e i datori di lavoro europei devono cogliere l’opportunità di agire in modo responsabile per migliorare la vita delle persone in modo che tutti i lavoratori possano arrivare a fine mese, pagare l’affitto e provvedere al sostentamento di sé stessi e delle loro famiglie. Una retribuzione minima adeguata è molto importante per garantire un lavoro dignitoso e una vita dignitosa a tutti i lavoratori, ma non è sufficiente. Una retribuzione dignitosa deve consentire di sostenere il costo della vita, l’istruzione dei figli, la piena partecipazione alla società e lo sviluppo personale. La retribuzione deve essere equa e deve riflettere il contributo dei lavoratori ai profitti dell’azienda.

http://www.settimananews.it/societa/salari-minimi-dare-dignita-al-lavoro/

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
La Vignetta, di Martina Losito

"La disoccupazione"

La vignetta, di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 123
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Rinascita

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?); in preparazione. 

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.