Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Ricordare, ricordare, ricordare!

Ricordare, ricordare, ricordare!

creato da gabriella.pitarra@hotmail.it — ultima modifica 30/09/2015 12:48
I giorni della memoria dovrebbero occupare l’intero calendario, perché se esiste un dopoguerra, non esiste un dopo-shoah...

I giorni della memoria dovrebbero occupare l’intero calendario, perché se esiste un dopoguerra, non esiste un dopo-shoah, giacché proprio un paese di questa nuova Europa, uno stato membro, l’Ungheria, ha presentato in questi giorni al suo Parlamento le sue prime leggi antisemite. L’istituzione del “Giorno della memoria”, il 27 gennaio in Italia, non ha corrisposto a un dopo-shoah, perché il nostro Paese non ha riconosciuto la sua parte di colpa: quei tremendi delitti sono stati responsabilità di altri, nazisti e tedeschi. E l’Italia? Non ne è stata forse complice con il suo governo di allora, con le leggi ignobili approvate all’unanimità, con l’immenso silenzio, di quella tragedia delittuosa? Solo riconoscendo questo delitto, con responsabilità etica, si può diminuire il senso della vergogna, come per quel “Manifesto scientifico sulla difesa della razza”, uno dei momenti più bassi e vili della vita pubblica italiana, da sempre e per sempre. Nella prima stesura del testo per indire il Giorno della Memoria si era indicato il 16 ottobre, a ricordo di quella notte del 1943 durante la quale erano stati strappati, a meno di 500 metri da San Pietro e dal Vaticano, millediciassette cittadini ebrei italiani, deportati nel silenzio di tutti e mai più ritornati nelle loro case. La scelta infine è però ricaduta sul 27 gennaio, che ha incluso nella celebrazione anche i prigionieri politici, i deportati, i rom, gli omosessuali. Questa data non deve appannare la nostra vista, non deve indurire i nostri cuori, non deve anestetizzare le nostre intelligenze: ripetiamo che la globalizzazione rende impossibile la vergogna dell’Olocausto, affermiamo “mai più” ma la storia si è già ripetuta. Ricordare, ricordare, ricordare! Cosa? Le bombe di Hiroshima e Nagasaki, la diossina in Vietnam, le bombe al fosforo a Fallujad, il gas nervino contro i Curdi, la pulizia etnica a Srebrenica, i desaparecidos dell’oligarchia militare argentina, il massacro in Cambogia, le guerre in Siria, in Libia, in Tunisia, in Marocco, in Mali. Ormai i governi ci vogliono spettatori informati sui massacri quotidiani, spettatori sì, ma senza volontà. Come nel mezzo della commemorazione del 27 gennaio di quest’anno, durante la quale abbiamo dovuto assistere allo show e ai commenti al Fascismo buono da parte dell’uomo che sbeffeggia gli italiani da 20 anni. Certo, come dimenticare che con lui “i treni arrivavano in orario”? Vabbé, disse Massimo Troisi, ma per questo bastava che lo nominassero capostazione, non capo del governo!

Gabriella Pitarra

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito da qualche giorno; il PDF lo si trova a destra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 marzo 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.