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Referendum, il costituzionalista Plutino: "Il taglio dei parlamentari? Inutile senza riforma delle competenze”, di Laura Mari

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 20/08/2020 09:53
Il professore dell'università di Cassino fa parte del Comitato dei democratici per il No. "Senato e Camera svolgono lo stesso ruolo. Ma riducendo di un terzo i componenti si rischiano Regioni con pochissimi rappresentanti e il caos nelle commissioni”…

"Il taglio dei parlamentari? Se vincesse il Sì sarebbe un cedimento al populismo. La battaglia è in salita, ma è una battaglia in difesa della dignità della politica". Lo dice Marco Plutino, professore di Diritto costituzionale all'università di Cassino e componente del Comitato dei democratici per il No al referendum sul taglio dei parlamentari che si terrà il prossimo 20-21 settembre in concomitanza con le elezioni regionali di Valle d'Aosta, Campania, Marche, Veneto, Toscana e Puglia e le elezioni amministrative in alcune città italiane. Il referendum (che essendo costituzionale non richiede il quorum) prevede la riduzione dei senatori da 315 a 200 e dei deputati da 630 a 400.

Plutino, perché ha scelto di aderire al Comitato dei democratici per il No?

"Innanzitutto vorrei chiarire che non è un comitato di aderenti al Pd. La parola 'democratici' sta a indicare un comitato riformista, di persone che non considerano la Costituzione come un insieme di articoli da non toccare né modificare per migliorare il Paese. Rispetto alla mia adesione al No, considero l'eventuale taglio dei parlamentari come una riforma inutile e dannosa". 

Inutile perchè?

"Sarebbe un taglio dal sapore antipolitico e che non intende in alcun modo migliorare la qualità del Parlamento. Il nostro sistema prevede attualmente un Senato e una Camera che, di fatto, sono l'una il doppione dell'altro. Viviamo in un bicameralismo che attribuisce a Senato e Camera le stesse funzioni. Tagliare i parlamentari senza passare per una riforma delle competenze è inutile".

Bisognerebbe quindi ragionare su un sistema monocamerale?

"Non credo sia questo il momento di un dibattito di tale portata. Ma sicuramente gli italiani e l'Italia avrebbero bisogno di una riforma che preveda un bicameralismo differenziato".

Ha parlato di una riforma dannosa, oltre che inutile. Per quale motivo?

"Se vincessero i Sì avremmo una riduzione dei parlamentari pari a un terzo dell'attuale numero dei componenti. Come è noto, il nostro Parlamento funziona attraverso lo strumento delle commissioni. Il taglio di senatori e deputati comporterebbe una serie di difficoltà, soprattuto per i piccoli e medi partiti. Uno stesso parlamentare sarebbe costretto a seguire più commissioni, con il rischio che non partecipi a molte sedute. Sarebbe il caos. L'alternativa sarebbe arrivare ad un accorpamento delle commissioni. Ma perchè? Per soddisfare un capriccio dei 5Stelle?".

Molti sostenitori del No parlano anche di un problema di rappresentatività dei territori. Che ne pensa?

"Il rischio è altissimo. Le Regioni più piccole porterebbero a Palazzo Madama un minor numero di senatori e ci sarebbero territori non rappresentati a sufficienza rispetto ad altre Regioni. Inoltre, l'eventuale taglio dei parlamentari precluderebbe la possibilità di adottare un sistema elettorale con collegi uninominali, perché i collegi avrebbero un estensione troppo elevata".

Se dovesse fare un appello agli aventi diritto al voto, perché dovrebbero andare alle urne per il referendum?

"Questa riforma è in realtà uno sberleffo, un cedimento all'anti-politica e al populismo. Mi rendo conto che quella dei comitati per il No è una battaglia in salita, ne sono consapevole. Ma penso sia una battaglia giusta, per la dignità e la difesa della politica".

https://www.repubblica.it/politica/2020/08/18/news/referendum_il_costituzionalista_plutino_il_taglio_dei_parlamentari_inutile_senza_riforma_delle_competenze_-264854622/?ref=RHPPLF-VZ-I257386543-C8-P1-S5.4-T1

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