Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Quei musulmani che condannano la violenza dell’Is, di Gerolamo Fazzini

Quei musulmani che condannano la violenza dell’Is, di Gerolamo Fazzini

creato da webmaster ultima modifica 14/09/2015 13:42
Il mondo inorridisce davanti alle stragi compiute dai jihadisti. Ma le prese di posizione dell’islam non violento contro gli estremisti non ricevono adeguata eco dai media. La denuncia di tre riviste cattoliche

 

I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) seminano violenza e morte. Ancora non s’è placato l’orrore suscitato nel mondo intero dopo l’uccisione dei due reporter statunitensi James Foley e Steven Sotloff, la cui decapitazione è documentata in macabri video. La politica internazionale tenta di reagire, ma ancora si attendono iniziative precise da parte dei Paesi islamici.

Tuttavia, almeno nella società civile «molte voci nell’islam sunnita si sono levate contro l’Is, anche se non sempre messe in risalto dai media, non solo in Occidente, ma anche in Paesi musulmani più conservatori»: lo scrive il sito del mensile “Popoli”, magazine internazionale dei gesuiti italiani.

Tra quanti si sono alzati a condannare la strategia di ferocia dell’Isis – sottolinea “Popoli” – c’è «il Gran muftì dell’Arabia Saudita , lo sceicco Abdulaziz Al ash-Sheikh, che il 19 agosto ha definito sia l’Is sia al Qaeda “nemici numero uno dell’Islam” e non appartenenti in alcun modo alla fede comune. La corrente wahabita che sostiene il regime saudita condivide alcune posizioni dottrinali dei terroristi, ma respinge i metodi violenti e il pericolo di destabilizzazione che rappresentano».

Anche importanti autorità dei principali Paesi dell’area hanno condannato le stragi, continua “Popoli”, a partire dal Gran muftì di al-Azhar, Egitto, Shawqi Allam, che ha denunciato l’Isis come una minaccia per l’islam. La rivista dei gesuiti cita anche il responsabile degli Affari religiosi in Turchia, Mehmet Görmez, che ha affermato: «La dichiarazione fatta contro i cristiani è veramente terribile. Gli studiosi islamici hanno bisogno di concentrarsi su questo perché l’incapacità di sostenere pacificamente altre fedi e culture annuncia il collasso di una civiltà».

Sulla medesima lunghezza d’onda “Missione Oggi”, dei missionari saveriani di Brescia, che scrive: «In Iraq non ci sono solo gli estremisti dell’Isis (Stato Islamico dell'Iraq e del Levante), ma anche molti musulmani che vogliono la pace. C’è perfino chi si è fatto uccidere in difesa dei cristiani, a Mosul. Si chiamava Mahmoud al ‘Asali ed era un professore del dipartimento di pedagogia dell’Università di Mosul. Si è fatto uccidere perché ha avuto il coraggio di dire agli uomini dell’Isis che non era quello l’islam in cui credeva, pur conoscendo il rischio al quale andava incontro come educatore, si è esposto pubblicamente. Non ha voluto farsi complice della violenza ed ha pagato  questa scelta con la vita». Vatican Insider ha raccontato qui la sua storia.

Anche la rubrica “East east east”, sul numero di settembre di “Jesus”, è dedicata allo stesso tema. “Jesus” parla di «peccato di omissione» a proposito della scarsa eco mediatica dell’uccisione del professor Al ‘Asali. «La sua vicenda, infatti, - spiega il mensile della San Paolo - è emblematica di come esistano musulmani che si schierano dalla parte dei cristiani perseguitati. Spesso vengono chiamati “moderati”, ma l’aggettivo sfiora la banalità, visto che, non di rado, il prezzo che pagano è molto alto».

“Jesus” ricorda che non quello del professore iracheno non è un caso isolato e allarga la riflessione ad altre situazioni, in cui esponenti islamici hanno preso posizione contro l’estremismo violento: «Ha pagato a caro prezzo, anch’egli col sangue, un altro musulmano, il giudice Arif Iqbal Bhatti, assassinato nel 1997 a Lahore, in Pakistan, perché reo di aver assolto tre anni prima due cristiani, Rehmat Masih e Salamat Masih, accusati di blasfemia». Ancora «Nel 2011 – ricorda “Jesus” - un altro musulmano pachistano, Salman Taseer, governatore della regione del Punjab, è stato eliminato perché colpevole di lottare contro l’estremismo islamico e di simpatia, giudicata eccessiva, per le ragioni dei cristiani perseguitati. Salman Taseer si era schierato in difesa di Asia Bibi, la donna 45enne cristiana condannata a morte per blasfemia e tuttora in attesa di appello. Con lui era impegnato nella battaglia Shahbaz Bhatti, ministro (cristiano) per le Minoranze religiose: sono stati uccisi a tre mesi di distanza l’uno dall’altro».

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/09/06/esteri/vatican-insider/it/quei-musulmani-che-condannano-la-violenza-dellis-OeqMq0r7pIw0cIenYJDGHP/pagina.html

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

Vico II Spineto,2 (c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)

76013 Minervino Murge (BT)

per info:

mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it

cell: 349 6534286

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  è in preparazione. 

 listing Il n. 126 è su "Il rispetto dell'identità sessuale"  (cosa intendiamo per identità sessuale? Come rispettarla nella vita quotidiana? Quali tutele politiche e giuridiche introdurre?). Tc

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). Testi da inviare entro il 28 febbraio 2022.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.