Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Quanto è efficiente la reputazione all’epoca dell’e-commerce (come nel Medioevo), di Vittorio Pelligra

Quanto è efficiente la reputazione all’epoca dell’e-commerce (come nel Medioevo), di Vittorio Pelligra

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 04/01/2022 10:30
“Tutte le nostre interazioni sono informazioni che si accumulano su di noi”. L’importanza dell’opinione altrui all’epoca dei social e delle asimmetrie informative…

“La reputazione, la reputazione. Ho perso la mia reputazione, ho perso la parte immortale di me”, fa dire il Bardo ad un disperato Cassio nel II atto dell'Otello. Ciò che io penso che gli altri pensino di me, ecco cos'è la reputazione. Ma la reputazione non è solo un'opinione sulle opinioni degli altri, è un'opinione ripetuta e pubblica, che circola e si diffonde, che ci definisce nell'ambito della nostra storia sociale, della nostra rete di relazioni. “La vita sociale – infatti, sostiene la filosofa Gloria Origgi – è la traccia informazionale di chi siamo: tutte le nostre interazioni sono informazioni che si accumulano su di noi”.

È facile capire, dunque, quanto questa storia di interazioni che chiamiamo “reputazione” possa essere preziosa in tutte quelle situazioni caratterizzate da asimmetria informativa, dove una parte ha più informazioni dell'altra ma entrambe godrebbero di maggiori vantaggi se fossero in grado di porre rimedio a questo sbilanciamento. E infatti la reputazione è uno dei principali antidoti ai problemi di selezione avversa ma, soprattutto, a quelli legati all'azzardo morale che dall’asimmetria informativa possono derivare. E non da oggi.

La radice storica della fiducia in economia

Nell'XI secolo inizia a diffondersi il commercio di lunga distanza in tutto il bacino del Mediterraneo. Un flusso crescente di merci attraversa le rotte che uniscono le sponde dell'Europa meridionale con quelle del Nord Africa e del Medio Oriente. Crescono gli scambi, circola la ricchezza, ma anche la cultura tra società che si incontrano e si mescolano pacificamente. L'ostacolo principale a questo genere di commerci era stato fino ad allora la necessità, da parte dei mercanti, di delegare ad altri i loro affari nei porti lontani: caricare e scaricare, misurare e pesare, conservare e vendere le merci, tra le altre cose. Naturalmente questi agenti avevano interessi solo parzialmente coincidenti con quelli dei commercianti e, in più, a loro vantaggio andava la distanza che implicava l'impossibilità di un controllo costante e puntuale sul loro operato.

In altre parole, il mercante era costretto ad affidare le sue merci e la tutela dei suoi interessi a soggetti il cui operato non era in grado di controllare. La classica situazione di asimmetria informativa post-contrattuale, proprio quella che crea l'occasione per l'azzardo morale. E niente avrebbero potuto risolvere contratti formali e istituzioni capaci di farli rispettare. A certe distanze, con le difficoltà e la lentezza delle comunicazioni era, di fatto, impossibile trovare una protezione giuridica dalla violazione degli accordi commerciali. Per prevenire il rischio di opportunismo, dunque, il mercante avrebbe dovuto rinunciare a delegare gli agenti i quali, a causa dell'impossibilità di impegnarsi in modo credibile ad un comportamento onesto, avrebbero perso, a loro volta, occasioni di lavoro e profitti.

Asimmetria informativa e inefficienza del mercato

Come ci ricorda il premio Nobel Kenneth Arrow, infatti: “Le imprese collettive di qualsiasi tipo esse siano [...] diventano difficili o impossibili, non solo perché A può tradire B, ma anche perché seppure B voglia fidarsi di A, egli sa quanto improbabile sarà che A si fidi di lui. Ed è chiaro che questa mancanza di coscienza sociale rappresenta, di fatto, una perdita economica, intesa in senso molto concreto”. Ed ecco perché, continua sempre Arrow: “la fiducia possiede un alto valore pragmatico. La fiducia è il lubrificante del sistema sociale [...] Il fatto di potersi fidare risparmia un'enorme quantità di problemi [...] gran parte dell'arretratezza economica può essere spiegata come una mancanza di fiducia reciproca”. L'abbiamo visto tante volte negli ultimi “Mind the Economy”: l'asimmetria informativa produce inefficienza non solo per chi ha meno informazioni, ma per tutte le parti coinvolte.

Ad un certo punto, però, i commerci di lunga distanza iniziarono comunque a svilupparsi. Si era trovato un modo per ridurre l'effetto deterrente dell'azzardo morale. L'idea di reputazione giocò a riguardo un ruolo chiave. Nel caso dei commerci di lunga distanza il problema principale riguardava la creazione di un meccanismo capace di rendere stabili le “relazioni di agenzia”, una configurazione istituzionale, cioè, capace di consentire agli agenti di impegnarsi (ex-ante) in modo credibile a promuovere (ex-post) gli interessi del principale, del mercante.

I Maghribi Traders e l’allineamento degli interessi

Abbiamo già rilevato che il sistema legale non era sufficiente a risolvere questo problema di “agenzia” a causa della mancanza di informazioni e della natura lunga e costosa di eventuali contenziosi gestiti in giurisdizioni differenti caratterizzate da codici legali non sempre compatibili o neanche, a volte, intellegibili. Lo storico economico di Stanford Avner Grief ha ricostruito e studiato diversi episodi in cui questo problema venne affrontato e risolto con successo. Uno di questi riguarda la cosiddetta “coalizione dei mercanti magrebini” (“Contract Enforceability and Economic Institutions in Early Trade: The Maghribi Traders' Coalition”. American Economic Review 83(3), 1993, pp. 525-48). Mercanti ebrei che operarono tra il X e il XII secolo lungo la costa mediterranea e che si diffusero specialmente in Nord Africa, Sicilia, Siria e Egitto.

Come assicurarsi agenti affidabili della cui lealtà e correttezza poter essere sicuri anche senza avere la possibilità di controllarli in alcun modo? I Maghribi Traders risolsero questo problema creando un sistema di incentivi capace di allineare i loro interessi con gli interessi degli agenti, capace, cioè, di far “incapsulare” agli agenti gli interessi dei mercanti.

I due elementi chiave di questo schema erano un “premio salariale”, un compenso per ogni agente superiore al compenso medio ottenuto dagli agenti che lavoravano con altri mercanti e un “contratto implicito”, la promessa, cioè, che nessun mercante della coalizione avrebbe fatto affari con un agente qualora questi fosse stato scoperto a truffare: “Non assumere mai un agente che ha imbrogliato qualcuno dei tuoi e non licenziare mai un agente che si è comportato onestamente”. In questo modo i mercanti riuscivano ad elevare il costo atteso che gli agenti avrebbero dovuto sostenere a seguito di una eventuale truffa.

La convenienza della reputazione

Se anche la probabilità di essere scoperto a truffare è per un agente molto bassa data la distanza con la quale si svolgevano normalmente le operazioni di scambio, il costo legato alla punizione è, al contrario, molto alto; il loro prodotto, dunque, probabilità di essere scoperti moltiplicata il valore della sanzione, il “costo atteso” appunto, può essere sufficientemente elevato da scoraggiare comportamenti opportunistici. In questo gioca un ruolo cruciale il “premio salariale”, il beneficio, cioè, al quale l'agente avrebbe dovuto rinunciare una volta licenziato; il tutto aggravato dal fatto che l'agente infedele non avrebbe potuto contare sulla possibilità di trovare un lavoro alternativo con un altro dei mercanti della coalizione.

Da una parte, dunque, tutti questi costi, dall'altra il beneficio derivante da una eventuale truffa ben riuscita. La scelta dell'agente tra onestà e opportunismo si riduce alla scelta tra un elevato guadagno truffaldino di breve periodo e un guadagno più basso ma ripetuto nel lungo periodo connesso al premio salariale e alla continuazione di una relazione stabile con i mercanti della coalizione. È possibile dimostrare che sotto condizioni non troppo stringenti anche un agente del tutto autointeressato troverebbe conveniente rispettare gli accordi. In questo contesto, allora, la rinuncia al guadagno disonesto nient'altro è se non un investimento nella creazione di una reputazione di affidabilità e correttezza. Un segnale credibile, perché costoso per l'agente, di impegno e fedeltà al mercante.

Teoria dei giochi ante litteram

Questo risultato, la convenienza ad investire in reputazione, è spiegato dal cosiddetto “folk theorem”, un risultato della teoria dei giochi dinamici che dimostra che se le interazioni sono ripetute un numero indefinito di volte tutte le sequenze di azioni che producono un risultato medio superiore al risultato che giocatori razionali otterrebbero come equilibrio in una interazione singola, allora queste sequenze, o strategie, sono esse stesse razionali. Una strategia cooperativa nella quale il mercante paga l'agente un po' più di quanto dovrebbe e dove quest'ultimo resiste alla tentazione dell'opportunismo comportandosi onestamente, rappresenta una di queste strategie. Si spiega così l'emergere della cooperazione anche tra soggetti puramente autointeressati. Nel caso dei mercanti magrebini la situazione era un po' più complessa perché il contratto implicito poteva funzionare solo se tutti i mercanti erano informati della reputazione di tutti gli agenti; questo richiedeva un dispendioso scambio di informazioni all'interno della coalizione. Un ostacolo che però non compromise mai l'efficacia del sistema.

Reputazione contro azzardo morale

Avner Grief calcola un tasso di frode del 5 per cento che, per il periodo storico e le condizioni estreme in cui gli scambi erano condotti, si può considerare un ottimo risultato. Se pensiamo quanto più velocemente oggi simili informazioni possono essere scambiate e a costi prossimi allo zero, ci rendiamo conto di quanto i meccanismi reputazionali possano essere potenti alleati di chi debba gestire situazioni a rischio di azzardo morale. Tutto il commercio elettronico, per esempio, si fonda oggi su meccanismi reputazionali che raccolgono, organizzano e diffondono informazioni sulla storia passata delle parti, siano essi clienti che produttori o fornitori di servizi. Può apparire bizzarro che colossi hi-tech come Amazon, Uber, Ebay, AirBnB, Tripadvisor e molti altri abbiano costruito il loro successo su meccanismi molto simili a quelli utilizzati nell'XI secolo dalla coalizione dei mercanti magrebini.

L'investimento per la creazione di una reputazione di affidabilità quando efficacemente promosso, può aiutarci, dunque, a superare molti dei problemi legati all'asimmetria informativa e all'azzardo morale e in alcuni casi anche alla selezione avversa. Grazie a questi meccanismi noi diventiamo più prevedibili per gli altri e gli altri diventano più prevedibili per noi e in questo modo, anche tra estranei puramente autointeressati, possono nascere civili rapporti di fiducia capaci di generare scambi mutuamente vantaggiosi. Perché, come ci ricorda Antonio Genovesi nelle sue “Lezioni di Economia Civile”, “dove non è fede [fiducia N.d.A.], ivi non è né certezza di contratti, né forza nessuna di leggi, né confidenza d'uomo a uomo”.

https://www.ilsole24ore.com/art/quanto-e-efficiente-reputazione-all-epoca-dell-e-commerce-come-medioevo-AELzKr5

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.