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Porgere il vassoio, di Angela Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 08/11/2021 12:41
Ogni cosa che noi facciamo, ogni decisione che noi prendiamo ci fa schierare…

In maniera molto acuta ed interessante, Matteo Losapio ha rivisitato il senso del quadro del Caravaggio che raffigura il martirio di Giovanni il Battista. (Invito i lettori a consultare l’articolo https://www.cercasiunfine.it/meditando/articoli-cuf/la-meccanica-della-violenza-la-decollazione-del-battista-di-caravaggio-di-matteo-losapio#.YYfCjC1aZmB) ed a tenere il quadro presente. Si faccia ora scorrere lo sguardo su tutti i personaggi colti dal Caravaggio in un’espressione ed in un fare quasi d’ufficio, rassegnati allo strapotere di chi ha comandato, durante una festa a Corte, la decapitazione ed anche la presentazione su un vassoio della testa del profeta.  

Ora volgiamo lo sguardo a noi ed intorno a noi, mentre apprendiamo notizie che dovrebbero lacerarci ed a cui ormai siamo abituati o ci siamo rassegnati, convinti di non poterci fare niente. In quale circostanza restiamo spettatori sollevati dal fatto che non sia toccato a noi? In quale circostanza restiamo impietriti ed impotenti? In quale collaboriamo con il potere indicando il vassoio, in quale aspettiamo proprio noi col vassoio in mano? Ed in quale situazione, infine, siamo noi stessi gli esecutori materiali di un atto criminoso? Noi ci vediamo, con una buona dose di querulomania, sempre piuttosto nei panni del condannato a morte, ma ovviamente non è così, perché siamo qui, vivi, e dobbiamo scegliere da che parte stare. 

Non ci vuole molto a scorrere la cronaca degli ultimi anni ed a vedere quanta disperazione, quanta morte, quanta violenza è passata sotto i nostri occhi. Ed ecco che compare negli ultimi giorni l’episodio della cittadinanza onoraria a Bolsonaro concessa da Anguillara Veneta. 

Dove collochiamo nel quadro di Caravaggio gli amministratori di quel Comune che hanno ideato una tale bravata? Può questa società essere a tal punto anestetizzata, assente e con uno sguardo vitreo di fronte ad ogni evento? Insomma può tutto essere considerato possibile?

Se dovessimo rappresentare dentro il nostro animo una scala in cui gli eventi fanno salire o scendere la considerazione che abbiamo di determinate persone o aree politiche, qualcosa dovrebbe ricominciare a muoversi. Dobbiamo sentire salire o scendere su quella scala chi agisce nel sociale comunicando messaggi pubblici. Non possiamo rassegnarci e neanche restare acritici verso chi fa parte di un’area che sentiamo difendere i nostri interessi ma che può dire o fare cose che non condividiamo o che dovrebbero stridere con la nostra coscienza. 

Di quanti scalini facciamo scendere la Lega dopo un tale exploit, e di quanto sarà scesa già nel tempo precedente? Dobbiamo farla scendere affinché possa raddrizzare la rotta. Oppure ci rassegniamo pensando che “tutto sommato Bolsonaro cosa avrà fatto”? O, peggio, ci aggiungiamo alla schiera dei negazionisti secondo i quali ogni cronaca atroce, come in questo caso quanto avvenuto in Amazzonia e per il Covid in Brasile, è una semplice invenzione del web o delle cronache o, paradossalmente, della Storia? Fenomeno che è stato studiato in campo psicanalitico come rimozione ed oggi assurge alla ribalta col termine di negazionismo, quasi che gli si voglia dare una dignità di “verità alternativa”.

Bisogna svegliarsi. Ogni cosa che noi facciamo, ogni decisione che noi prendiamo ci fa schierare. Le schiere sono due, i vessilli dietro cui schierarsi sono due (come insegna sant’Ignazio di Loyola) stare in mezzo si può ma solo temporaneamente per riflettere, poi scegliamo, volenti o nolenti, ed anche restare neutrali ci farà schierare da una parte o dall’altra. 

Può sembrare un’affermazione manichea, forse lo è. Ma sarebbe anche ora di interrogarsi dentro, rispetto agli avvenimenti del nostro tempo e prendere decisioni, muoversi, responsabilizzarsi, non restare sempre spettatori inerti, almeno formare dentro di sé un’opinione che faccia scendere, su quella scala interiore, chi si comporta male di fronte a ciò che detta la nostra coscienza. Basterebbe anche solo questo a farci riacquistare la dignità di protagonisti della nostra vita e non restare semplici spettatori o addirittura collaboratori di chi perpetra ingiustizie avvalendosi del suo potere. 

Angela Donatella Rega [redazione Cercasi un Fine]

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