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Perché l’Europa è in debito con Antonio Megalizzi, di Davide Giacalone

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 20/12/2018 09:46
Possono ucciderci, i terroristi islamici, ma non ci cambieranno. Siamo più forti, se solo non dimentichiamo quanto vale quel che viviamo…

Lui lo aveva visto, noi non abbiamo visto lui. Lui si era accorto che l’Europa nella quale viviamo è la migliore che sia mai esistita, noi non ci siamo accorti dei giovani come lui, finendo con il parlare solo di brutti sentimenti, latrati di rabbia, persone che sputano nel piatto in cui mangiano. Abbiamo un debito, con Antonio.

I nostri genitori hanno visto l’Europa peggiore. La guerra, l’odio razziale, la fame. Noi siamo nati in un’Europa divisa, un posto dove Jan Palach poteva morire inascoltato, dove si portavano all’est le calze di nylon per accedere a ragazze che non le avevano, dove il delirio ideologico ancora seminava morte e miseria. Tutto questo è finito, nel 1989. L’Unione europea realizzata successivamente non è la migliore Europa possibile e pensabile, ma è certamente la migliore mai esistita. Per migliorarla ancora occorre difenderla, non offenderla per alimentare propagande nazionaliste dementi e demolenti.

Antonio Megalizzi lo aveva visto, anche costruendo Europhonica, web radio, assieme ad altri come lui. Noi non abbiamo visto lui, continuando ad occuparci della piagnucolosa rivendicazione di adulti rimasti minori. Tanta attenzione per chiunque abbia qualche cosa da pretendere, nessuna per questi giovani europei, che hanno vite da costruire. Grande afflato per chi vuole ritirarsi, trascuratezza per chi vuole avanzare. E non si dica che così funzionano le democrazie, ove conta il mercato del consenso, perché così avvizziscono società senza classe dirigente, perché senza collettivo senso di responsabilità.

Abbiamo un debito, enorme, con Antonio e i suoi amici e colleghi. Con i giovani europei che vogliono essere tali. Ad Antonio e, purtroppo, a tanti altri, quasi sempre bersagli giovani, dobbiamo anche un’altra cosa: questa strategia stracciona di investire o sparare a chi non pensa neppure di doversi difendere miete vite, ma non otterrà nulla. Possono ucciderci, i terroristi islamici, ma non ci cambieranno. Siamo più forti, se solo non dimentichiamo quanto vale quel che viviamo.

https://formiche.net/2018/12/antonio-megalizzi-debito-europa/

 

La lezione di Antonio Megalizzi e la fiammella dell’ideale unitario europeo, di Fulvio Giuliani

Da un microfono, Antonio e i suoi colleghi hanno fatto molto di più, di tanti e inascoltati soloni e lo ha fatto e lo fanno nella sostanziale indifferenza dell’informazione mainstream…

Non conoscevo Antonio Megalizzi. Essere seguito in Twitter o Instagram non equivale a una conoscenza, neppure superficiale. Però, io e Antonio siamo uniti dalla stessa passione: la Radio.

C’è una foto che continua a tornarmi in mente: lui sorridente, dietro un microfono esattamente uguale a quello a cui parlo ogni giorno. Una similitudine, una vicinanza che mi ha colpito, perché in anni diversi, seguendo strade diverse, tanti di noi si sono lasciati attrarre dal fascino di questo incredibile mezzo di comunicazione. Potente e senza tempo.

Antonio Megalizzi, però, lo ha fatto unendo questa passione ad una ancora più alta: l’ideale dell’unione fra i popoli europei. Un ideale innanzitutto da vivere, nel suo quotidiano. Poi, da provare a illustrare a un Paese sempre più distratto da parole d’ordine e luoghi comuni lontani anni luce da quella prospettiva comune. Da un microfono, Antonio e i suoi colleghi hanno fatto molto di più, di tanti e inascoltati soloni, per mantenere viva la fiammella dell’ideale unitario europeo. Lo ha fatto e lo fanno nella sostanziale indifferenza dell’informazione mainstream, tutta presa dall’ultimo, inutile dibattito sullo “zero virgola”, dall’ultima previsione catastrofista, dall’ultimo pianto di coccodrillo, sui ragazzi senza futuro.

Antonio il futuro se l’era andato a cercare, senza lamentarsi, senza pretendere nulla, senza aspettare nulla. Puntando tutto su quell’Europa, che un esercito di retori senza passato, presente e futuro ha scelto irresponsabilmente come facile capro espiatorio di ogni problema e ogni difficoltà. Antonio e il suo sogno inseguito con determinazione e fiducia nell’ideale europeo, hanno dato a tutti noi un’enorme lezione.

Se non sapremo coglierla, se continueremo ad andar dietro all’ultima polemica acchiappa-click o buona per l’ennesimo, stanco talkshow televisivo, saremo indegni dell’eredità di questo giovane e appassionato europeo. Finiremmo anche per dovercene vergognare.

https://formiche.net/2018/12/antonio-megalizzi-fiammella-europa/

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