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Paura e bugie, di Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 11/11/2020 16:42
Il male è molto abile, ci inganna affascinandoci con una luce sinistra che adesso però viene da destra…

Come se non bastasse il fatto che gli esseri umani post moderni possano ormai essere identificati con l’Homo Consumens di cui parla Bauman, in una società in cui essi stessi sono già merce ed in cui i poveri non hanno alcun diritto di parola se non desse loro voce quest’ultimo Papa. Come se non bastasse che tocchiamo con mano quanto le multinazionali dettino legge anche all’interno degli Stati Sovrani, e gli esempi sono tanti da decenni, ne parlò Allende in un discorso all’ONU nel 1972 (fu ucciso nel 1973) e con tanta chiarezza Sankara nella conferenza panafricana del 1987 (fu ucciso nello stesso 1987). 

Come se non bastasse che la Sanità Pubblica ed il Welfare siano stati da  decenni depauperati di risorse per far spazio agli interessi privati, ora ci si mettono anche un certo tipo di “profeti di sciagure” a sostenere che la pandemia sarebbe tutta un’operazione per renderci schiavi di una dittatura globale che si instaurerebbe a breve.

Bene! Tanto di cappello a queste previsioni. Purché non entrino nel merito di quello che fanno i governi degli Stati Sovrani per difenderci in extremis, viste le condizioni deprecabili in cui versa la sanità pubblica, forse ultimo atto a difesa dei fragili, di chi, facente parte di quel circa 5% di persone colpite gravemente dal Sars-Cov2 e quindi dal ceppo di Sars Cov 2 che provoca la polmonite, con una diffusione molto allargata del contagio, e quindi all’aumentare del numero assoluto rappresentato da quel 5%, non troverebbe posto in ospedale. Il 5% di 60 milioni di italiani è 3 milioni. Per questo bisogna rallentare il contagio. 

Falso che si ricoverano gli asintomatici, falso che si ricoverano i sintomatici lievi (forse lo si è fatto solo nei primi giorni della fase 2, temendo il fatidico aggravamento improvviso di cui c’è stata evidenza clinica in fase 1). Adesso restano a casa già tutti i paucisintomatici e fra poco ci sarebbe stato il rischio di morire a casa con il Covid19, come a Bergamo in fase 1.

Falso che la mortalità dei soggetti con Covid, cioè di soggetti affetti contemporaneamente da pluripatologie (e non per Covid cioè di soggetti che non avevano altre cause di morte e che sono stati una minor parte) non sia stata influente sulla mortalità generale. E’ stato verificato in fase 1 che la mortalità generale nello stesso periodo dell’anno precedente sia stata molto inferiore a quella del 2020, in specie nei luoghi della Lombardia maggiormente colpiti dal contagio da Sars Cov 2. 

Falso che il siero iperimmune non sia utilizzato deliberatamente dagli ospedali; il siero iperimmune viene usato, ma non tutti i guariti possono donare un siero idoneo da questo punto di vista. A Mantova in prima fase dicevano che solo un 20% dei guariti possono donare un siero effettivamente iperimmune.

Falso quindi che il nostro governo abbia preso decisioni esagerate, anzi, forse avrebbe dovuto prenderle prima. 

Mi sarei aspettata invece da questi complottisti bel altro.

Che avessero per esempio criticato aspramente lo stato in cui è stata ridotta la sanità pubblica da decenni di malgoverno. Cioè da decenni in cui la politica non è stata più a servizio dei cittadini, ma prevalentemente al servizio di alcuni interessi privati.

La pandemia, in questo caso, lungi dall’aver creato maggior danno, ha svelato in maniera incontrovertibile questa ingiusta gestione della cosa pubblica, offrendoci l’occasione di poter chiedere a gran voce di ricominciare.

Ma non si ricomincia dicendo che la pandemia non esiste, altrimenti si offendono i poveri ed i fragili che ci hanno rimesso la pelle. Chi non ha avuto tra i conoscenti o tra i parenti un decesso per Covid, o chi non ha tra conoscenti e parenti un infermiere o un medico che hanno vissuto il dramma dei reparti stracolmi di persone che si aggravavano a vista d’occhio?   

Ma noncuranti di tutto questo, i complottisti sostengono che la gente è stata deliberatamente uccisa in ospedale, perché i medici farebbero parte di un complotto organizzato da Big Pharma. I medici, cioè coloro che in molti ospedali non sono stati neanche sottoposti al test, i medici che hanno perso la vita in questa ondata di SarsCov2.

Ma questo è il punto dirimente. Chi sono questi complottisti? L’albero si riconosce dai frutti. E vediamoli.

Sostengono che il virus venga diffuso dagli immigrati. Sostengono che si debba lasciare tutto aperto e che non c’è pericolo, esattamente quello che sostengono alcuni governi che hanno messo in primo piano i destini dell’economia piuttosto che i destini dei “nostri cari” che dovevamo prepararci a lasciare. In questo pot pourry di affermazioni li ho sentiti lodare Viganò che è un avversario del Papa,  Trump e Bannon che sono “forze del bene e luce” infatti schiaccerebbero i poveri e gli stranieri. Strano vero? Come mai questi saccenti rivoluzionari che deprecano il fatto di non poter manifestare per strada, non parlano di invertire le logiche che fanno morire di fame i poveri dell’Africa e dell’Asia e che li costringono ad emigrare in mezzo a stenti ed a guerre?

Perché vogliono farci paura dicendoci che in ospedale ci ammazzano?

Perché la paura è uno strumento grande. Non solo quella della pandemia, ma qualsiasi paura apocalittica, anche quella di una imminente dittatura mondiale. E la paura fa regredire all’infanzia, quando bastava che un genitore ci raccontasse una bella bugia a farci stare tranquilli. 

E la bugia attuale é: “la pandemia non esiste e se c’è la portano i poveri del mondo, quindi basta con questo Papa e con questi governi insipienti, mettetevi fra le nostre braccia, quelle dei sovranisti populisti”. Il male è molto abile, ci inganna affascinandoci con una luce sinistra che adesso però viene da destra.

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Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

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Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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