Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Papa Francesco svela la sua rivoluzione cattolica a La Vanguardia, di Matteo Matzuzzi

Papa Francesco svela la sua rivoluzione cattolica a La Vanguardia, di Matteo Matzuzzi

creato da D. — ultima modifica 15/09/2015 09:45
Riguardo uno dei temi portanti nell’agenda del Papa, il richiamo a guardare ai poveri e l’invito a rendere la Chiesa sempre più umile. Nulla di nuovo né di sconvolgente, chiarisce Francesco: “La povertà e l’umiltà sono al centro del Vangelo, e lo dico in un senso teologico, non sociologico. Non si può comprendere il Vangelo senza la povertà, che però deve essere distinta dal pauperismo. Io credo – dice Bergoglio – che Gesù voglia che i vescovi non siano principi, ma servitori”.

Lunga e assai interessante è l’intervista che Papa Francesco ha concesso lunedì scorso al quotidiano catalano La Vanguardia. Il Pontefice ha parlato di tutto, dall’economia ai progetti per il futuro, da Iva Zanicchi (erroneamente scambiata con Mina) a Pio XII, che il Papa difende, spiegando che la questione circa il suo comportamento nella Seconda guerra mondiale è ancora aperta.

Bergoglio, alla domanda su come gli piacerebbe essere ricordato, risponde di non averci mai pensato, anche se “mi piace quando uno ricorda qualcun altro e dice che era un buon uomo, ha fatto quello che ha potuto e che non era così male”.

“LA RIVOLUZIONE E’ ANDARE ALLE RADICI”

L’intervistatore gli chiede subito se l’identikit di rivoluzionario che gli è stato cucito addosso corrisponda al vero, o se non sia un’esagerazione: “Per me, la grande rivoluzione è andare alle radici, riconoscerle e vedere cosa hanno da dire al giorno d’oggi”, risponde Francesco, sicuro che “il modo per fare cambiamenti reali sia partire dall’identità. Non si può fare un passo nella vita se non partendo da quello precedente, senza sapere da dove si viene, qual è il proprio nome, qual è il proprio nome culturale o religioso”.

“POVERTA’ E UMILTA’ SONO AL CENTRO DEL VANGELO”

Riguardo uno dei temi portanti nell’agenda del Papa, il richiamo a guardare ai poveri e l’invito a rendere la Chiesa sempre più umile. Nulla di nuovo né di sconvolgente, chiarisce Francesco: “La povertà e l’umiltà sono al centro del Vangelo, e lo dico in un senso teologico, non sociologico. Non si può comprendere il Vangelo senza la povertà, che però deve essere distinta dal pauperismo. Io credo – dice Bergoglio – che Gesù voglia che i vescovi non siano principi, ma servitori”.

“LA MIA DIMENSIONE E’ QUELLA DEL PARROCO, MA MI SENTO ANCHE PAPA”

Il Papa ha poi spiegato di sentirsi come un parroco, “la cui dimensione è quella che più mostra la mia vocazione. Servire la gente mi viene da dentro. Spengo la luce per non spendere troppi soldi, ad esempio. uste sono cose da parroco. Ma – precisa – mi sento anche Papa. Mi aiuta a fare le cose con serietà. i miei collaboratori sono molto seri e professionali. Ho gli aiuti necessari per compiere il mio dovere. Non si deve giocare al Papa parroco, sarebbe da immaturi. Quando arriva un capo di Stato, devo riceverlo con la dignità e il protocollo che merita. E’ vero che con il protocollo ho i miei problemi, però devo rispettarlo”.

“NON HO PROGETTI, NON MI ASPETTAVO DI RIMANERE IN VATICANO”

Quanto al futuro, Francesco rivela di “non aver alcun progetto personale”, e questo perché “semplicemente non ho mai pensato che sarei rimasto qui, in Vaticano. Sono arrivato con una valigia piccola per tornare subito a Buenos Aires. Sto facendo quanto i cardinali hanno riflettuto nelle congregazioni generali pre-Conclave. Da lì arrivano riflessioni e raccomandazioni. Una molto concreta riguardava il fatto che il nuovo Papa doveva poter contare su un consiglio esterno, un gruppo di consiglieri che non abitasse in Vaticano”. Bergoglio spiega inoltre che tutto era già pronto per la pensione, avendo egli già superato da arcivescovo di Buenos Aires il limite dei 75 anni d’età: “Avevo una stanza riservata in una casa di riposo per sacerdoti anziani, a Buenos Aires. Avrei lasciato l’arcivescovado alla fine del 2013 e avevo già presentato la rinuncia a Papa Benedetto. Ho scelto una stanza e ho detto: voglio venire ad abitare qui. Lavorerò come prete, aiutando nelle parrocchie”.

LA POSSIBILITA’ DELLA RINUNCIA AL PONTIFICATO

Riguardo la possibilità di rinunciare, un giorno, al Pontificato, Francesco conferma la volontà di fare “lo stesso che ha fatto lui (Benedetto XVI, ndr): chiederò al Signore di illuminarmi quando arriva il momento e mi dica ciò che devo fare. Me lo dirà di sicuro”. Circa il gesto del predecessore, che Bergoglio definisce “molto grande”, il Papa osserva che è come aver “creato una istituzione, quella degli eventuali papi emeriti”. Poiché la vita s’è allungata, “arriviamo a un’età nella quale non possiamo andare avanti con le cose”, è dunque opportuno riflettere sul da farsi.

LA PREOCCUPAZIONE PER I CRISTIANI PERSEGUITATI

Tra le maggiori preoccupazioni che assillano il Papa c’è quella dei cristiani perseguitati, “una preoccupazione che mi tocca da vicino come pastore. So molte cose – afferma il vescovo di Roma – di queste persecuzioni, che non mi pare prudente raccontare qui. Però ci sono luoghi nei quali è proibito avere una Bibbia o insegnare il catechismo, o portare una croce. Sono convinto che la persecuzione contro i cristiani oggi è più forte che nei primi secoli della chiesa. Oggi ci sono più cristiani martiri che in quell’epoca”.

fonte:http://www.formiche.net/2014/06/13/il-papa-campo-sulla-rivoluzione-progetti-il-futuro/, 13.06.2014


Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.