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Papa Francesco: in America Latina serve una nuova presenza di cattolici in politica, di Iacopo Scaramuzzi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/03/2019 08:26
Francesco incontra 26 giovani leader del suo continente a Roma per un seminario di Dottrina Sociale della Chiesa: concentratevi su donne, giovani e poveri, insieme al popolo per «sanare le nostre fragili democrazie»…

«Una nuova presenza di cattolici in politica è necessaria in America Latina»: lo ha detto il Papa a 26 giovani leader provenienti dal suo subcontinente che hanno preso parte in questi giorni ad un seminario sulla Dottrina Sociale della Chiesa in Vaticano. Donne, giovani e poveri sono i tre settori in cui investire per il futuro, ha detto il Pontefice latinoamericano, che ha sottolineato che non è un «partito cattolico» l’obiettivo ma «fare politica ispirata al Vangelo a partire dal popolo in movimento può diventare un potente mezzo per sanare le nostre fragili democrazie e aprire uno spazio per reinventare nuove istanze rappresentative di origine popolare».

«In America Latina è necessaria una nuova presenza di cattolici in politica», ha detto Jorge Mario Bergoglio nel suo discorso tutto in spagnolo. «Una “nuova presenza” significa non solo facce nuove nelle campagne elettorali, ma soprattutto nuovi metodi per costruire alternative che siano allo stesso tempo critiche e costruttive. Alternative che cercano sempre il bene possibile, anche se modesto. Alternative flessibili ma con una chiara identità sociale cristiana. Per fare questo, dobbiamo valutare in modo nuovo il nostro popolo e i movimenti popolari che esprimono la sua vitalità, la sua storia e le sue lotte più autentiche. Fare politica ispirata al Vangelo a partire dal popolo in movimento può diventare un potente mezzo per sanare le nostre fragili democrazie e aprire uno spazio per reinventare nuove istanze rappresentative di origine popolare. Noi cattolici sappiamo bene che “nelle situazioni concrete e tenendo conto delle solidarietà vissute da ciascuno, bisogna riconoscere una legittima varietà di opzioni possibili. Una medesima fede cristiana può condurre a impegni diversi” (Paolo VIOctogesima Adveniens). Pertanto vi invito a vivere la vostra fede con grande libertà. Senza mai credere che esista una sola forma di impegno politico per i cattolici, un partito cattolico. Meglio avere una polifonia in politica ispirata dalla stessa fede e costruita con suoni e strumenti diversi che una sorda melodia monotona apparentemente corretta ma omogeneizzante e neutralizzante».

Il seminario intensivo di formazione si è svolto in Vaticano dal 24 febbraio ad oggi sul tema “Dottrina Sociale della Chiesa e Impegno Politico in America Latina – Per una nuova generazione di cattolici latinoamericani in politica”, ed è parte di un programma post diploma in Dottrina Sociale della Chiesa organizzato dalla Pontificia Commissione per l’America latina, dall’Accademia Latinoamericana di leader cattolici, in collaborazione con l’Episcopato latino-americano (Celam) e con la Fondazione Konrad Adenauer.

«Mi compiaccio che l’Accademia dei leader cattolici sia nata e cresciuta in vari Paesi dell'America Latina e mi compiaccio che voi cerchiate di essere allo stesso tempo fedeli al Vangelo, plurali in termini partitici e sempre in comunione con i vostri pastori», ha detto il Papa, che ha poi ricordato due appuntamenti dei prossimi anni in America latina, il V centenario delle apparizioni di Guadalupe nel 2031 e il secondo millennio della Redenciòn nel 2033: «Voglia Dio che da ora in poi si possa tutti lavorare alla diffusione della dottrina sociale della Chiesa per arrivare a celebrare queste date con veri frutti laicali di discepolato missionario» ha detto Francesco, sottolineando la necessità di «difendersi dalle colonizzazioni culturali, economiche, ideologiche» e ribadendo che «l’America Latina è meticcia e crescerà solo meticcia, questo è il suo destino».

Tre i settori «più emblematici e significativi nel cambio di epoca» che sta vivendo il continente latino-americano, ha detto Francesco, sui quali «è possibile riattivare le energie sociali della nostra regione perché sia fedele alla sua identità e, al contempo, perché costruisce un progetto di futuro»: le donne, «pilastro di edificazione della Chiesa e della società» come ha detto la Pontificia Commissione per l’America latina, i giovaniGesù Cristo, eternamente giovane, è presente nella loro sensibilità, nei loro volti, nelle loro inquietudini») e i più poveri, «perché nella opzione preferenziale per essi la Chiesa manifesta la sua fedeltà come sposa di Cristo non meno che nell’ambito dell’ortodossia», poiché «sono i protagonisti del cambio di epoca e soggetti di vera speranza: la loro presenza, la loro allegria e, in particolare, le loro sofferenze sono un forte appello di attenzione a coloro che sono responsabili della vita pubblica» e la risposta alle loro domande è «luogo di verifica dell’autenticità dell’impegno cattolico in politica». Il Papa ha chiosato: «Se non vogliamo perderci in un mare di parole vuote, guardiamo sempre il volto delle donne, dei giovani e dei poveri. Guardiamoli come soggetti di cambiamento e non come meri oggetti di assistenza».

Jorge Mario Bergoglio ha citato un brano di san Oscar Arnulfo Romero, il vescovo del Salvador trucidato dagli squadroni della morte: «Non si può esigere dalla Chiesa o dai suoi simboli di trasformarsi in meccanismi di attività politica. Per essere un buon politico non è necessario essere cristiano, ma il cristiano impegnato in attività politica ha l’obbligo di professare la sua fede in Cristo e di usare metodi conformi alla sua fede. E se in questo campo sorgesse un conflitto tra la lealtà alla propria fede e quella alla organizzazione, il cristiano autentico deve preferire la sua fede e dimostrare che la sua lotta per la giustizia è per la giustizia del Regno di Dio e non per un’altra giustizia».

La politica, ha chiosato il Papa, «è una vocazione di servizio, è una diaconia laicale che promuove l’amicizia sociale per la generazione del bene comune. Solo concependo così la politica si collabora affinché il popolo torni protagonista della sua storia e eviti che le cosiddette “classi dirigenti” credano di essere coloro che possono tutto decidere, secondo il famoso adagio liberale “tutto per il popolo ma niente con il popolo”».

Nel corso delle giornate vaticane, culminate con l’udienza papale di oggi, i 26 giovani leader latino-americani hanno avuto incontri con alti rappresentanti vaticani, a partire dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, dal professor Guzman Carriquiry Lecour, segretario incaricato della Vicepresidenza della Pontificia commissione per l’America latina, e dall'avvocato argentino Juan Grabois. Tra i partecipanti selezionati figurano giovani politici di varie professioni e culture: il governatore di Arequipa, Perú, Yamila Osorio Delgado; il ministro del consiglio nazionale anticorruzione dell'Honduras, Gabriela Castellanos; i deputati cileni di differenti orientamenti politici Miguel Calisto Águila e Guillermo Ramírez Diez. Hanno partecipato inoltre Alberto Mendoza, membro titolare del consiglio provinciale di ordinamento territoriale di Mendoza, in Argentina; Armando Tavarez, vicepresidente dell'Organizzazione universitaria iberoamericana; il deputato brasiliano Carlos Matos e la fondatrice della Rete Latinoamericana di giovani per la democrazia, Micaela Hierro Dori.

 

https://www.lastampa.it/2019/03/04/vaticaninsider/papa-francesco-in-america-latina-serve-una-nuova-presenza-di-cattolici-in-politica-pJuNMuUoFEGeRc6pqT0I6M/pagina.html

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