Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Oscurità disorientata, di Emanuele Carrieri

Oscurità disorientata, di Emanuele Carrieri

creato da webmaster ultima modifica 24/09/2015 13:29
Per i politicamente corretti, non è priva di fondamento la tesi che i parlamentari eletti con questo sistema siano poco legittimi, pur considerando che la sentenza della Corte Costituzionale potrà essere valutata solo quando saranno rese note le motivazioni.

 

Il disorientamento è lo stesso.
Ricordate l’inizio del film “Non ci resta che piangere”? Roberto Benigni e Massimo Troisi, rimasti di sera con l’auto in panne, si rifugiano in una locanda e la mattina dopo si ritrovano nel “1492, quasi 1500!”. È lo stesso sapore amaro, dopo la sentenza di incostituzionalità di alcune parti della attuale legge elettorale, perché, se le istituzioni repubblicane sono “illegittime”, lo è anche lo Stato e, considerato che lo Stato siamo noi, potremmo essere tutti “illegittimi”.

Si è manifestata la realtà che, insistendo Beppe Grillo a evocarli, zombie siano diventati non solo tutti i parlamentari, aderenti al Movimento Cinque Stelle compresi, ma anche noi comuni mortali che li abbiamo votati.

Per i politicamente corretti, non è priva di fondamento la tesi che i parlamentari eletti con questo sistema siano poco legittimi, pur considerando che la sentenza della Corte Costituzionale potrà essere valutata solo quando saranno rese note le motivazioni.
La Consulta, pur dichiarando incostituzionali alcune parti dell’attuale legge elettorale, non ha lasciato, né poteva lasciare, il Paese privo di un impianto legislativo che consentisse le elezioni e l’attività parlamentare.

Che dire poi di un Governo e di un Presidente della Repubblica che, secondo la tesi di “siamo tutti illegittimi”, in quanto eletto da quel Parlamento, sarebbe abusivo al Quirinale? D’altronde, della intenzione non distruttiva c’è un segno preciso nella nota della stessa Corte Costituzionale, in cui si legge che “il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”.
Dal punto di vista giuridico, questo Parlamento, così come i precedenti eletti con la stessa legge elettorale, è legittimo e, di conseguenza, legittimato a promulgare leggi, anche se, per molte leggi approvate in passato, il desiderio di sfogarsi liberamente sarebbe comprensibile.

Ci sono, con tutto ciò, due questioni che andrebbero valutate. La prima è che l’attuale Parlamento è politicamente indebolito e che dovrebbe mettere al primissimo posto la nuova legge elettorale e realizzarla in tempi da guinness dei primati. Questo è un imperativo categorico, a costo di vedere il Presidente della Repubblica murare porte e finestre di Palazzo Madama e di Palazzo Montecitorio e interrompere la erogazione idrica e di calore fino ad avvenuta approvazione, così come avvenne nel 1270 quando gli abitanti di Viterbo, allora residenza papale, spazientiti da anni di tentennamento dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo pontificio e ne scoperchiarono parte del tetto, in modo da metterli nelle condizioni di decidere al più presto chi eleggere come nuovo capo della Chiesa, che fu papa Gregorio X.
La seconda è che bisogna rendere operante la memoria: l’attuale legge elettorale fu partorita con il preciso intento di bloccare quella che appariva una vittoriosa cavalcata di Romano Prodi nelle elezioni politiche del 2006. Per di più, il tiro mancino voluto allora dal cavaliere e dalla sua coalizione – Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e UDC – neppure riuscì nell’intento, dato che soltanto per ventiquattromila voti Romano Prodi ebbe comunque la maggioranza e, con questa, i benefici della legge elettorale, compreso il premio dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

Ma per lo stesso criterio di giustizia storica, bisognerebbe ricordare, uno a uno, anche tutti i rappresentanti della maggioranza del centrosinistra, che, fino al giorno prima delle elezioni, avevano gridato alla legge truffa, ma, successivamente, una volta vinte le elezioni, rimasero inerti, senza preoccuparsi minimamente di modificare la legge elettorale.

Si potrebbe proseguire e dire che bisognerebbe ricordare, uno a uno, quanti, fino a questo momento, hanno professato l’avversione alla attuale legge elettorale senza poi fare davvero nulla per abrogarla o chi, per camaleontismo a senso unico alternato, avantieri era contrario, ieri si è detto favorevole e oggi ne cavalca la fine come una propria vittoria.

Se in passato la riforma era un’opzione indispensabile, al momento è diventata un dovere improcrastinabile perché la delegittimazione politica porta sempre verso l’oscurità, ma questa volta, per fortuna, anche l’oscurità è rimasta disorientata dalla classe politica del Paese.

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine-119.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 119
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Dialogo Interreligioso

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  è in preparazione.

listing Il n. 121 è su RESISTERE RESISTERE RESISTERE: come abbiamo vissuto il periodo di crisi sanitaria; testi da inviare entro il 15 settembre 2020.

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? Come i social stanno trasformando nostro modo di pensare, giudicare, informarci e razionarci? Riusciamo ad essere ironici su questa influenza diffusa? Testi da inviare entro 31 ottobre 2020.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.