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Non IO, ma NOI, di Marino Trizio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 07/09/2021 08:17
Riflessioni sul par. 178 dell’Enciclica di Papa Francesco Laudato Sì…

Il dramma di una politica focalizzata sui risultati immediati, sostenuta anche da popolazioni consumiste, rende necessario produrre crescita a breve termine. Rispondendo a interessi elettorali, i governi non si azzardano facilmente a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo o mettere a rischio investimenti esteri. La miope costruzione del potere frena l’inserimento dell’agenda ambientale lungimirante all’interno dell’agenda pubblica dei governi. Si dimentica così che “il tempo è superiore allo spazio”, che siamo sempre più fecondi quando ci preoccupiamo di generare processi, piuttosto che di dominare spazi di potere. La grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base dei grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine. Il potere politico fa molta fatica ad accogliere questo dovere in un progetto di Nazione.

Gli scenari che abbiamo di fronte sono quelli della frammentazione sociale e della insicurezza del lavoro, su cui i forti poteri globalizzati hanno buon gioco. Papa Francesco ricorda: ‘’Con la fretta di tornare a una maggiore attività economica, al termine della minaccia del Covid-19, evitiamo le passate fissazioni sul profitto, l’isolamento e il nazionalismo, il consumismo cieco“, prosegue: “un nuovo futuro del lavoro fondato su condizioni lavorative decenti e dignitose, che provenga da una negoziazione collettiva, e che promuova il bene comune”(tweet del 12/8/2021).

In riferimento al bene comune, tornando all’attualità della pandemia, dobbiamo chiederci, il vaccino è fondamentale? Sì, perché il vaccino ci permetterà di tornare ad una certa normalità e ad una ripresa in sicurezza delle attività scolastiche, sanitarie, produttive e sociali. E’ importante, inoltre, costringere le grandi industrie farmaceutiche affinché tutti i popoli del pianeta vi possano accedere senza che questo generi ingenti profitti per le stesse.

Si rivendica la libertà individuale di non vaccinarsi, cosa possibile, ma assolutamente non condivisibile, perché l’idea che siamo individui fuori da un’interdipendenza con tutti gli altri e con la natura è un delirio di egoismo, e si mette a repentaglio la salute della collettività. La libertà che tanto viene decantata è quella di ammalarsi e far ammalare gli altri? Chi pensa di essere libero e autonomo perché non si vaccina scambia l’ego con il mondo e non può pretendere di chiamarsi nostro fratello/sorella, compagno/a, amico/a di strada, tantomeno può dirsi alfiere dei beni comuni o guardiano del Pianeta.

Che i poteri finanziari stiano cercando di utilizzare la pandemia per accelerare processi autoritari è fuor di dubbio. Inoltre ci sono coloro, anche tra noi cristiani, che si disinteressano totalmente della crisi climatica, perché pensano che siano i profitti delle imprese a decidere il benessere della società. Su questo argomento non scherziamo! Bisogna stare in prima linea sapendo che i due pilastri dell’alternativa di società sono la cura di sé e degli altri e la lotta contro quelle politiche neoliberiste e quella economia che crea scarti e ingiustizie, che attraverso lo sfruttamento, mentre generano povertà, generano lauti profitti solo per pochi.

E la politica? Quale potere esercita? Siamo di fronte ad una politica lungimirante, che coinvolge nelle scelte, nelle vie da percorrere o una politica che si focalizza solo su risultati immediati? Sono domande fondamentali a cui ognuno di noi deve dare una risposta e fare delle scelte. L’Enciclica “Fratelli Tutti”, che fortemente si integra con l’Enciclica “Laudato Sì”, ci pone di fronte a profonde riflessioni.

Scrive Don Rocco D’Ambrosio nel suo libroSiamo tutti della stessa carne”, dialogo su Fratelli Tutti tra un cattolico e un agnostico: “E poi più avanti aggiunge altre negatività: la “perdita del senso della storia” (n.13), la “colonizzazione culturale” (n.14), un dominio della comunicazione e della politica fatto di “esasperare, esacerbare, polarizzare” (n.15), il maltrattamento dei poveri e dei disabili (n.18), la schiavitù (n.24), il dramma delle migrazioni (nn.37-41), la comunicazione malsana (n.42), i movimenti di odio (n. 43), i fanatismi distruttivi (n.46)… Solo se si considera questa lista di mali si può iniziare a costruire e ricostruire la fraternità universale”.   

Papa Francesco ci chiama anche a riflettere sulle risposte a questi mali e ci chiede di dare ad esse soluzioni concrete, affinché tutta l’umanità abbia il diritto di usufruire dei beni del creato, che questa ricchezza non sia appannaggio di pochi. Questo concetto è ben chiarito nel capitolo terzo di Fratelli Tutti, quando affronta il tema “Riproporre la funzione sociale della proprietà” (dal n.118 al n. 127):  “La proprietà privata non è un diritto intoccabile”, “Costruiamo la giustizia sociale sulla base del fatto che la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto e intoccabile il diritto alla proprietà privata”, afferma il Pontefice, “e ha sottolineato sempre la funzione sociale di qualsiasi sua forma”. “Il diritto alla proprietà è un diritto naturale secondario derivato dai diritti di cui tutti sono titolari, scaturito dai beni creati”, prosegue il messaggio, “non vi è giustizia sociale in grado di affrontare l’iniquità che presupponga la concentrazione della ricchezza”, concetto questo, sancito nella nostra Costituzione agli articoli 41 e 42.

Nell’Enciclica Fratelli Tutti, Papa Francesco fa una analisi storica puntuale ed estremamente chiara e ci conduce con grande lucidità a risposte impegnative. Dobbiamo impegnarci con azioni vere per scongiurare lo sfruttamento estremo del nostro Pianeta e promuovere il bene comune. A chiusura di queste considerazioni, vorrei porre all’attenzione di tutti noi il parag. 176: “Per molti la politica oggi è una brutta parola, e non si può ignorare che dietro quest’affermazione ci sono spesso gli errori, la corruzione, l’inefficienza di alcuni politici. A ciò si aggiungono le strategie che mirano a indebolirla, a sostituirla con l’economia o a dominarla con qualche ideologia. E tuttavia, può funzionare il mondo senza politica? Può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica?”.  A questo compito siamo tutti chiamati; non a caso Papa Paolo VI amava ricordare che “la politica è la più alta forma di carità”, dove per carità intendeva amore per l’altro, prescindendo dalla religione professata, dalla propria cultura, dal colore della pelle, dalla lingua parlata.

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