Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Migranti. Il Consiglio d'Europa: "Le politiche dei Paesi Ue provocano morti”, di Nello Scavo

Migranti. Il Consiglio d'Europa: "Le politiche dei Paesi Ue provocano morti”, di Nello Scavo

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 10/03/2021 17:46
La Commissaria per i Diritti umani del Consiglio d'Europa accusa gli accordi con la Libia: "In contrasto con il diritto internazionale”…

"I paesi europei non riescono a proteggere i rifugiati e i migranti che cercano di raggiungere l'Europa attraverso il Mediterraneo”. L’accusa, nero su bianco, arriva dalla Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa. Nel suo ultimo rapporto Dunja Mijatović sostiene che “l'arretramento nella protezione delle vite e dei diritti dei rifugiati e dei migranti sta peggiorando e causa migliaia di morti evitabili ogni anno".

Non è una denuncia da poco. Fin dal titolo il report chiarisce a cosa il vecchio Continente sta andando incontro: "Una richiesta di soccorso per i diritti umani. Il crescente divario nella protezione dei migranti nel Mediterraneo". Come a dire che le “radici” europee vengono tradite da scelte politiche che in economia potrebbero essere definite “protezionismo”, ma che sugli esseri umani ha ricadute tragiche.

In 36 pagine il rapporto fa il punto sull'attuazione da parte degli Stati membri della raccomandazione del Commissario del 2019, quando veniva invocato un meccanismo per il salvataggio in mare improntato al rispetto del Diritto internazionale. Al contrario secondo Mijatović le violazioni sono continuate. Soprattutto da parte di Paesi come Italia e Malta, spalleggiati dalle scelte dell’Unione europea.

In esame sono stati presi tutti i principali episodi avvenuti da luglio 2019 a dicembre 2020 secondo cinque parametri chiave: efficacia delle operazioni di ricerca e salvataggi; sbarco tempestivo e sicuro delle persone salvate; cooperazione con le organizzazioni non governative; cooperazione con i Paesi terzi; aperture di rotte sicure e legali. Per quanto il dossier si concentri sugli sviluppi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, “molte delle azioni richieste in questo documento - si legge - sono applicabili a tutte le altre principali rotte migratorie nella regione del Mediterraneo e sulla rotta atlantica dall'Africa occidentale alla Spagna”.

Ad oggi sono stati osservati solo “alcuni limitati progressi” che non cambiano lo stato delle cose. “La situazione dei diritti umani nel Mediterraneo rimane deplorevole”. Le ragioni sono molte. “I naufragi continuano ad essere preoccupantemente ricorrenti, con più di 2.400 morti registrati nel periodo in esame, un numero che potrebbe sottorappresentare il reale numero di incidenti mortali”. 

Una delle cause è “il crescente disimpegno della capacità navale degli Stati dal Mediterraneo e l'ostacolo alle attività di salvataggio delle Ong, così come - insiste la Commissaria alludendo in particolare a Italia e Malta - le decisioni di ritardare lo sbarco e la mancata assegnazione di un porto sicuro”. Decisioni politiche che “hanno minato l'integrità del sistema di ricerca e salvataggio”. Al contrario “le attività di cooperazione con i Paesi terzi sono state rafforzate”, e questo “nonostante l'innegabile evidenza di gravi violazioni dei diritti umani, e senza l'attuazione delle garanzie dei diritti umani, compresi i principi di trasparenza e responsabilità”. 

Il riferimento è in particolare agli accordi tra Italia e Libia, supportati dall’ambiguo dell’agenzia Ue per il controllo dei confini. “Il passaggio alla sorveglianza aerea è evidente anche nelle operazioni di Frontex - osserva il rapporto -. Le informazioni raccolte dagli Stati membri e dalle agenzie dell'Ue aerei attraverso droni e satelliti degli Stati membri e delle agenzie dell'Unione europea vengono condivise con tutte le autorità competenti, comprese quelle in Libia”.

Una cessione di informazioni che viene definita illegale. E che avrà ripercussioni anche nelle decisioni della Corte europea dei diritti dell’Uomo, istituita presso il Consiglio d’Europa. “Con la limitata presenza degli Stati membri in mare, queste informazioni sembrano essere favorire ulteriori intercettazioni e ritorni da parte della guardia costiera libica in porti non sicuri”. E perché sia chiaro a cosa vanno incontro gli Stati, il report riassume in una frase il giudizio sui Paesi che stanno agendo “in contrasto con il diritto internazionale marittimo e con i diritti umani”.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/il-consiglio-d-europa-politiche-migratorie-dei-paesi-ue-provocano-morte-e-violazioni-dei-diritti-umani

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.