Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Migranti e bugie, di Ugo Tramballi

Migranti e bugie, di Ugo Tramballi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 01/09/2018 11:53
"La migrazione forzata può essere ridotta (ha scritto ridotta, non eliminata, n.d.r.) attraverso lo sviluppo economico, la buona governance nei paesi poveri e la pace", spiega il vicepresidente di CSIS che è un think tank moderato...

I numeri dell’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, sono un dato statistico e matematico, non l’opinione di un circolo culturale liberal. I profughi solo 68,5 milioni, cioè l’1% della popolazione mondiale. Nella storia, da che si conta il problema con approssimazione scientifica, non ce ne sono mai stati così tanti.

Di questi, 40 milioni sono sfollati all’interno del loro stesso paese; 25,4 sono profughi e 3,1 milioni richiedenti asilo. Circa la metà dei profughi vengono solo da tre paesi: Siria (6,3 milioni), Afghanistan (2,6), Sud Sudan (2,4).

L’Italia, compresi i buoni cattolici di Rocca di Papa, si è divisa per 130 eritrei. Ma la Giordania e l’Uganda ospitano più di un milione di profughi ciascuno. Facendo un calcolo sulla demografia nazionale però, il record è del Libano: i profughi sono il 25% della popolazione. E questo, secondo gli esperti, è il "punto di rottura" per la stabilità di un paese. Nel 2010, prima della guerra civile siriana, l’economia libanese cresceva dell’8%, ora del due.

Capendo che un paio di slogan elettorali non bastano per affrontare il problema, il CSIS, il Centro di studi strategici di Washington, ha cercato di fare qualcosa di più. Dan Runde, uno dei suoi vicepresidenti, ha messo insieme una squadra di 30 esperti – settore privato e pubblico, accademici, amministratori locali e ong – per studiare un anno intero il problema. Hanno visitato Bangladesh, Giordania, Senegal, Svezia, Turchia, Uganda, Dallas, Detroit, Los Angeles e San Diego.

Il risultato è "Confronting the Global Forced Migration", un rapporto di 109 pagine. Runde ne ha sintetizzato il contenuto in un articolo per The Hill, il giornale web più letto da deputati e senatori sulla collina del Campidoglio, a Washington. "La migrazione forzata può essere ridotta (ha scritto ridotta, non eliminata, n.d.r.) attraverso lo sviluppo economico, la buona governance nei paesi poveri e la pace", spiega il vicepresidente di CSIS che è un think tank moderato più vicino ai repubblicani che ai democratici: anche se ai repubblicani più simili a John McCain che a Donald Trump.

Noi italiani siamo convinti che i profughi ci costino più che in qualsiasi altro paese. Invece già nel 2016 la comunità internazionale stava investendo oltre 28 miliardi di dollari. Più o meno la stessa cifra che viene destinata per la lotta all’Aids o alla tubercolosi. Ma, dice Runde, quei 28 miliardi sono solo una risposta alle emergenze, non sono stati investiti per rispondere alle cause profonde delle migrazioni. L’84% di quella cifra è spesa nei paesi "shock absorbers": Pakistan, Uganda, Turchia, Libano, Giordania, dove il primo impatto migratorio è uno tsunami.

Questa è la realtà dei fatti.

Poi c’è quella di Matteo Salvini. Anche se Runde non fa riferimento al caso italiano, il nostro vice-premier risponde a una definizione del rapporto del CSIS: "analysis paralysis". La questione è così enorme e senza soluzioni chiare per un tempo determinabile, da provocare una paralisi ideativa nella valutazione del problema. Così Salvini, come molti altri ne approfitta, enfatizzando cifre ed effetti; dando per facili soluzioni inesistenti; trasformando gli sbarchi dal problema che è, in emergenza che non c’è: perché il suo obiettivo è ottenere il consenso di un elettorato già spaventato da una propaganda martellante e un razzismo strisciante.

Come il Washington Post con Donald Trump, anche un giornale italiano dovrebbe incominciare a tenere il conto delle bugie e delle verità distorte raccontate da Salvini. Per esempio i 45mila euro che costerebbero a ogni italiano i profughi che ospitiamo: a naso fanno 2mila e 700 miliardi di euro. O i 20 miliardi che minacciamo di non dare al bilancio UE, che non sono proprio 20 e che se sottraiamo quello che l’Europa da a noi, diventano meno di tre.

Martedì al talk show "Radio Anch’io" della Rai, un autorevole rappresentante della Lega spiegava al conduttore Giorgio Zanchini che è falso pensare che il fenomeno migratorio non abbia una soluzione: tanto è vero che i flussi in Italia sono notevolmente diminuiti. Lo sono, in effetti, e più per merito del precedente governo. Ma sono palliativi, iniziative contingenti per un fenomeno che nel 2018 è sempre lontano da una soluzione. Elevare muri è emergenziale quanto accogliere: l’unica differenza importante è che la seconda scelta testimonia un grado di civiltà e umanità che in Occidente ancora resiste.

La visita a Salvini di Viktor Orbán a Milano ricorda quando Mahmud Ahmadinejad, l’ex presidente estremista iraniano, andava a Beirut a incontrare il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah, ignorando il primo ministro del paese. È la lenta libanesizzazione dell’Italia.  A Beirut il premier Sa'ad Hariri conta quanto Giuseppe Conte a Roma: molto poco. Quando Salvini sostiene che "60 milioni d’italiani vogliono il cambiamento", già trasformando in plebiscito i sondaggi a lui favorevoli, forse è già peggio del Libano.

 

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/migranti-e-bugie-21167

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Presentazione del libro "Il Potere. Uno spazio Inquieto" di Rocco D'Ambrosio

Giovedì 12 agosto 2021 alle ore 19:00 - Piazza Adua, Cassano delle Murge (BA)

Giovedì 12 AGOSTO 2021 dalle ore 19:00
Piazza Adua, Cassano delle Murge (BA)

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.