Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Metodo Regeni, di Ugo Tramballi

Metodo Regeni, di Ugo Tramballi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 30/09/2019 08:48
Chiunque manifesti contro il dittatore e i suoi generali violenti e corrotti, è automaticamente un terrorista. Per chiarirci, quello applicato con gli oppositori è il Metodo Regeni che scomparve, fu torturato per una settimana, ammazzato e abbandonato sul ciglio di una strada...

Notizie più importanti richiedono l’attenzione internazionale. Una di queste è la richiesta d’impeachment contro Donald Trump che anche i democratici giustamente più riluttanti hanno deciso di sostenere: giustamente riluttanti perché negli unici due precedenti (Andrew Johnson 1868, Bill Clinton 1998) l’incriminazione ha portato politicamente fortuna a chi l’ha subita.

Ma se verrà dimostrato, ciò che Trump avrebbe commesso è imperdonabile: avere preteso dal presidente ucraino l’apertura di un’inchiesta per frode contro il figlio del candidato democratico Joe Biden, bloccando gli aiuti militari a Kiev già stabiliti dal Congresso. Riuscendo così a colpire l’avversario presidenziale americano, facendo contemporaneamente un favore al principale promotore della vittoria di Trump nel 2016: Vladimir Putin.

Tuttavia questo blog è dedicato al coraggio delle poche migliaia di egiziani che la settimana scorsa sono scesi in strada in diverse città del paese, per protestare contro la corruzione e la repressione del regime di Abdel Fattah al-Sisi. Al Cairo, piazza Tahrir è diventata un fortilizio dominato da una gigantesca bandiera egiziana, percorso dal traffico incredibilmente più ordinato della città e presidiato dai militari. Eppure anche lì alcune centinaia di giovani – studenti e giornalisti, dicono le scarne cronache – sono riusciti a organizzare una protesta, prima che le cosiddette forze dell’ordine arrivassero a fermare tutto.

Solo al Cairo si parla di 350 arresti, 1472 contando anche il resto del paese. In Egitto quando si dice fermo o arresto, s’intende molto spesso sparizione, tortura, detenzione illimitata, condanna a vita o a morte per terrorismo. Chiunque manifesti contro il dittatore e i suoi generali violenti e corrotti, è automaticamente un terrorista. Per chiarirci, quello applicato con gli oppositori è il Metodo Regeni che scomparve, fu torturato per una settimana, ammazzato e abbandonato sul ciglio di una strada. Giulio non era un dissidente ed era straniero: immaginatevi cosa il regime fa ai suoi cittadini.

Per trovare il coraggio di tornare a manifestare ci devono essere motivazioni forti. Non credo che l’Egitto voglia tornare ai convulsi giorni di piazza Tahrir. L’ambiziosa, velleitaria e pericolosa incapacità dei Fratelli musulmani di governare; l’instabilità, la violenza, l’improvvisa mancanza di benzina e di altri beni essenziali, organizzate dagli stessi militari che poi avrebbero riportato l’ordine con un golpe sanguinoso, sono ancora chiari nella memoria della gente. Però, come diceva lo scrittore Ala al-Aswani, gli egiziani sono come il cammello: sopportano tutto ma quando si arrabbiano, mordono.

Colpisce che nei giorni passati il ministero degli Esteri egiziano abbia annunciato un accordo di collaborazione con un’università inglese. In un primo tempo era stata diffusa la notizia che l’accademia interessata fosse addirittura l’LSE, la London School of Economics and Political Science. Ho sentito una fitta al cuore, anche perché è l’Università dove ha studiato uno dei miei figli che ha la barba come l’aveva Giulio, quando parla gesticola come lui e ha la sua stessa insana passione per il Medio Oriente.

La notizia è stata subito smentita dagli interessati: “LSE is not opening a branch in Egypt”.  Punto. Ma un altro ateneo ha firmato un accordo con il governo egiziano: è la meno autorevole University of London. La fitta al cuore mi è venuta ugualmente. Per cominciare perché Giulio era un ricercatore di Cambridge: un’incauta docente gli aveva affidato una ricerca politicamente sensibile. L’assassino di Giulio non è lei ma il regime di al-Sisi. Tuttavia mi sarei aspettato che l’Accademia inglese nel suo insieme mantenesse in qualche modo la memoria di Giulio.

Non sono mai stato un sostenitore del boicottaggio contro l’Egitto. L’Eni e le tante aziende italiane che operano in quel paese danno lavoro a molti egiziani e molti italiani, contribuendo al nostro Pil. Se l’Eni rinunciasse al gigantesco campo petrolifero di Zohr – che ha scoperto – tutte le imprese energetiche del mondo sarebbero felici di prenderne il posto: anche quelle degli amici inglesi.

Ma l’Università è un’altra cosa. In un paese dove è vietato pensare se non come vuole il regime, a cosa serve insegnare il libero arbitrio che è alla base di ogni materia? Credo che nemmeno la University of London desideri produrre giovani carcerati. L’accordo fatto con questo ateneo rientra in un progetto egiziano più ambizioso. Nella Nuova Capitale Amministrativa che il faraone sta costruendo vicino al Cairo, la European University egiziana vuole aprire facoltà francesi, ungheresi, svedesi perché l’Egitto “ha la potenzialità per attrarre i grandi centri del sapere”. Nel progetto ne è prevista anche una italiana. Chissà se la chiameranno Università Giulio Regeni.

 

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/metodo-regeni-24044

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.