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Mediterraneo: il mare che siamo, di Matteo Losapio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 20/12/2021 08:49
Parlare di Mediterraneo significa fondamentalmente narrare di incontri e di pluralismo…

Parlare di Mediterraneo significa sempre, in qualche maniera, narrare il Mediterraneo. Non si tratta solo di affermare che il Mediterraneo sia un mare fra due terre, come non possiamo ridurre il Mediterraneo ad una semplice distesa d’acqua. Come ci ha fatto notare Predrag Matvejević e con lui molti altri autori, da Erri de Luca a François Laplantine fino ad arrivare anche a papa Francesco, parlare di Mediterraneo significa fondamentalmente narrare di incontri e di pluralismo. 

Nessun altro mare racchiude in sé questa simbologia come quella di un incontro che alle volte si trasforma anche in scontro e quella del pluralismo. La simbolica del Mediterraneo è quella di essere, appunto, medi-terraneo, fra le terre. Ed è proprio questo essere in mezzo, questo essere fra due terre, che spinge all’incontro e ad un incontro plurale. Per comprendere l’importanza e la simbolica del Mediterraneo, in questo termini, potremmo prendere, come raffronto, gli oceani. 

La grande distanza fra il continente europeo e il continente americano, più che favorire il pluralismo, ha ingenerato processi di uniformità e di conformismo. Ovviamente, questo non riguarda tutte le culture che si trovano da una e dall’altra sponda dei mari, quanto una percezione dell’alterità, più o meno vicina a noi. In altre parole, se negli oceani abbiamo distanze più ampie, questo non spinge all’incontro e alla pluralità come ha fatto il Mediterraneo nel corso dei secoli. 

Ed anche le città costruite sulle sponde del Mediterraneo riflettono questa cultura dell’incontro e della pluralità. Non solo una pluralità fatta di incontri o scontri, ma anche di commistioni, di intrecci, di con-fusione e di meticciato. La possibilità di spazi distanti ma colmabili attraverso la navigazione, da una parte ha promosso la cultura locale, dall’altra ha fatto sì che le culture potessero incontrarsi. E quando parliamo di culture, intendiamo sia i saperi, sia le idee, sia il commercio, sia la religione. Per questo, vivere all’interno del Mediterraneo e riconoscersi all’interno di un grande mare, non significa solo promuovere la propria cultura ma favorire l’intreccio delle culture, perché è la nostra stessa cultura, il nostro stesso modo di vivere che è formato da complesse stratigrafie accumulate nel corso dei secoli. 

La manifestazione peculiare di questa stratigrafia culturale, tipicamente mediterranea, è la lingua. Tutte le culture locali hanno un proprio dialetto, ovvero una lingua che rispecchia non solo una cultura ma le differenti culture che sono nate, germogliate o solamente transitate in un territorio. Le inflessioni, gli accenti, la terminologia, ci permette di respirare quest’area mediterranea: dai greci agli arabi, passando per i latini, i bizantini e popolazioni autoctone. 

Tutto questo è Mediterraneo e la simbologia legata ad esso: una cultura, un modo di vedere le cose, un modo di pensare, un modo di agire che racchiude incontri plurali, differenze ed anche conflitti. Mediterraneo non è un mare, ma uno stile di vita, un sapere che si tramanda, un orizzonte in cui si mischiano popoli e fantasie, in cui le sorprese non cessano, in cui il fascino del paesaggio e la durezza e il rischio di terre comunicano in linguaggi locali ed evocativi. Mediterraneo è il contrario del conformismo, dell’appiattimento, della mediocrità e degli standard. Se il nostro corpo, in media, è composto dal 60% d’acqua, ci auguriamo che, almeno un po’, quell’acqua sia Mediterraneo.

 

https://www.makovec.it/mediterraneo-il-mare-che-siamo/

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

Vico II Spineto,2 (c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)

76013 Minervino Murge (BT)

per info:

mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it

cell: 349 6534286

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Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


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Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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