Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Medici senza Frontiere dice basta ai fondi UE, di Ottavia Spaggiari

Medici senza Frontiere dice basta ai fondi UE, di Ottavia Spaggiari

creato da webmaster ultima modifica 17/06/2016 22:21
“Europa vergogna” sembra gridare la dichiarazione di Medici senza Frontiere che venerdì ha annunciato di non voler più accettare fondi da parte dell'Unione Europea e dei suoi stati membri, per sottolineare il dissenso con le politiche migratorie dell’UE.
Medici senza Frontiere dice basta ai fondi UE, di Ottavia Spaggiari

Foto: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

 

Medici Senza Frontiere non prenderà più fondi da parte dell'Unione Europea e dei suoi stati membri. Una decisione, annunciata venerdì a Bruxelles, che suona come una denuncia delle politiche migratorie Europee e dell’accordo UE/Turchia.

Più di 8.000 persone, tra cui centinaia di minori non accompagnati, sono bloccate sulle sole isole greche come diretta conseguenza dell’accordo.

Tra le 49mila e le 50mila persone sono invece bloccate sulla terraferma in attesa del procedimento per la richiesta d’asilo, ricollocamento o ricongiungimento famigliare. Si tratta di persone che, come si legge nel comunicato stampa di MSF, “hanno vissuto in condizioni disastrose, in campi sovraffollati, a volte per mesi. Temono un ritorno forzato in Turchia e sono ancora prive di assistenza legale, la loro unica difesa contro un’espulsione collettiva.” La maggior parte di esse è fuggita dai conflitti in Siria, Iraq e Afghanistan.

Il pacchetto finanziario dell’accordo UE-Turchia prevede un miliardo di euro in aiuti umanitari ma, secondo MSF, nonostante vi siano dei bisogni reali in Turchia, un paese che ospita attualmente quasitre milioni di rifugiati siriani, questi aiuti sono stati negoziati come una ricompensa per l’impegno nelcontrollo delle frontiere, piuttosto che sulle reali esigenze delle persone. “Questa strumentalizzazionedegli aiuti umanitari è inaccettabile,” secondo MSF.

L’annuncio arriva tre settimane dopo lo smantellamento di Idomeni, al confine tra Grecia e Fyrom, ilcampo informale più grande d’Europa dove, come avevamo raccontato, proprio MSF costituiva la presenza umanitaria più ingente, con uno staff di circa 200 persone due cliniche da campo, di cui una interamente dedicata alle donne, le vittime più frequenti di violenze e abusi durante il viaggio per arrivare in Europa.

In Italia, MSF non riceve fondi istituzionali e tutti i fondi raccolti provengono da donazioni private. A livello internazionale, i fondi raccolti da MSF derivano per il 92% da donazioni private, mentre una parte minoritaria di risorse, che vengono utilizzate in programmi specifici, proviene anche da fondi istituzionali.

“Per mesi MSF ha denunciato la vergognosa risposta europea, concentrata sulla deterrenza invece che sulla necessità di fornire alle persone l’assistenza e la protezione di cui hanno bisogno”, dichiara Jerome Oberreit, segretario generale internazionale di Medici Senza Frontiere. “L'accordo UE-Turchiaha messo in pericolo il concetto stesso di ‘rifugiato’ e la protezione che offre”.

Secondo MSF, “l'accordo UE-Turchia costituisce un pericoloso precedente per altri Paesi che ospitano rifugiati, perché lascia intendere che prendersi cura di chi è costretto ad abbandonare la propria casa è facoltativo e che ci si può comprare un’alternativa per non fornire asilo. Il mese scorso, il governo keniota ha citato la politica europea sulla migrazione per giustificare la decisione di chiudere il più grande campo profughi del mondo, Dadaab, rimandando in Somalia chi ci vive. Allo stesso modo, l’accordo UE-Turchia non fa nulla per incoraggiare i paesi che confinano con la Siria, che già ospitano milioni di rifugiati, ad aprire le frontiere a chi ne ha bisogno.”

L’organizzazione è inoltre estremamente critica rispetto alla nuova proposta presentata la scorsa settimana dalla Commissione europea, per tenere sotto controllo i flussi migratori: “Gli accordi imporrebbero infatti tagli commerciali e agli aiuti allo sviluppo per quei paesi che non arginano la migrazione verso l'Europa o che non facilitano i rimpatri forzati, premiando quelli che lo fanno. Tra questi potenziali partner ci sono la Somalia, l'Eritrea, il Sudan e l'Afghanistan - quattro dei primi dieci paesi di origine dei rifugiati.”

“Il tentativo dell'Europa di esternalizzare il controllo della migrazione sta avendo un effetto domino, con frontiere chiuse lungo tutto il tragitto fino in Siria. Le persone non hanno più alcun posto dove andare e questa situazione peggiora sempre di più”, ha aggiunto Jerome Oberreit. "La situazione di oggi ad Azaz, dove 100.000 persone sono bloccate tra il confine chiuso e la linea del fronte, diventerà la regola invece che una pericolosa eccezione?”

Fonte: Vita del 17giugno 2016 (http://www.vita.it/it/article/2016/06/17/medici-senza-frontiere-dice-basta-ai-fondi-ue/139834/)

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.