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"Mattarella: da cattolico sarà campione di laicità", Nina Fabrizio intervista Rocco D'Ambrosio,

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 14/09/2015 17:10
Intervista di Nina Fabrizio, Ansa, al nostro direttore, Rocco D'Ambrosio, sul nuovo Presidente e la sua laicità e coerenza cristiana.

 

ANSA-BOX/ Mattarella: da cattolico sarà campione laicità
Don D'Ambrosio, nell'era Bergoglio finite ingerenze Chiesa
ROMA

 

(di Nina Fabrizio) (ANSA) - ROMA, 3 FEB - "Sergio Mattarella faceva parte di quella sinistra Dc che ha come padri di riferimento Moro, Dossetti La Pira. La più grande influenza che eserciterà sarà quella della persona, e parliamo di una persona di grandi capacità intellettuali e politiche, e quella di una grande probità morale. C'è qualcuno che ha timore di un'influenza cattolica nel senso di confessionale, ideologica. Si guardi all'ultimo presidente cattolico, Scalfaro, è stato un campione di rispetto della laicità dello stato e di equilibrio personale e istituzionale. Mattarella non sarà da meno". Lo afferma all'ANSA, don Rocco D'Ambrosio, docente alla Pontificia Universita' Gregoriana e creatore delle Scuole di formazione all'impegno sociale e politico.
"C'è modo e modo di parlare di laicità - spiega D'Ambrosio, autore di "Non come Pilato. Cattolici e politica nell'era di Francesco", in uscita in questi giorni con le edizioni La Meridiana - ma le idee del nuovo presidente della Repubblica sono ben chiare, sono quelle del Vaticano II. L'interpretazione della laicità nei cattolici è di fatto divisa in due grandi correnti: una, quella più conciliare, ha grande rispetto della laicità e vede il rapporto stato e chiesa come collaborazione stretta, finalizzata a realizzare il bene comune. Dall'altra parte, invece, c'è un'interpretazione della laicità non troppo onesta, proclamata a parole mentre poi da parte di alcuni si tenta di dettare l'agenda al Parlamento o al governo dove gli argomenti sono i soliti: le leggi di grande rilievo etico e poi i finanziamenti alle varie strutture cattoliche". "La Dc è finita, nel bene e nel male - assicura D'Ambrosio - e questo è un dato che dobbiamo accettare, accogliere e studiare. Con il nuovo Pontefice il problema dei cattolici oggi in politica non è quello dell'appartenenza ma quello della coerenza, non è più il tempo di un unico grande contenitore".
Su quale prospettiva possa comunque aprire l'elezione di Mattarella per i cattolici in politica, D'Ambrosio osserva: "Una prospettiva di testimonianza: si può servire il Paese ma con competenza e con grande rettitudine morale. Dobbiamo dire che molti si sono dichiarati credenti ma nei fatti non sono stati né competenti, né retti. Piuttosto, spesso ignoranti o corrotti o tutt'e due".
D'Ambrosio vede anche affinità tra la figura di Mattarella e quella di Jorge Bergoglio, "nel rigore morale" che li accomuna "nel combattere la corruzione". "Sappiamo bene - afferma - quanto il Papa sia impegnato nella lotta alla corruzione interna ed esterna alla Chiesa. In Mattarella c'è sempre stato grande rigore nel combattere la corruzione e le mafie di ogni tipo mentre il sacrificio di suo fratello ha determinato il suo impegno politico. Ma certo, non si deve solo parlare contro la corruzione ma anche sradicarla. Il Papa lo sta facendo con la sua opera di riforma, il capo dello stato lo farà secondo le sue possibilità". D'Ambrosio scorge quindi un atteggiamento nuovo della Chiesa verso la politica italiana emerso con la partita del Quirinale. "Più che di disimpegno - spiega - direi di rispetto per la laicità e l'autonomia di uno stato. Per la prima volta non è mai stato detto che questo candidato o un altro piacevano di più Oltretevere. Con questo Papa stiamo realizzando finalmente il Concilio, con Chiesa e Stato che collaborano sul bene comune senza nessuna ingerenza fosse anche solo quella di esprimere un gradimento".

fonte: ANSA.

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