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Mark O’Connell e Paolo Giordano: «La mascolinità individualista ha fallito. Noi quarantenni siamo il cambiamento», di Alessia Rastelli

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 11/09/2020 08:31
Così lo scrittore Paolo Giordano, nato nel 1982, partecipando alle «Intervista in un interno», la prima serie di appuntamenti in streaming del Tempo delle Donne 2020…

«C’è una parte della popolazione, i giovanissimi, che ha subito il peso dell’esclusione totale. Ora ci preoccupiamo tanto della riapertura delle scuole, ma certo siamo arrivati un po’ tardi. Agli anziani invece è toccato il peso di paura e di perdite più grave. In mezzo c’è la mia generazione, quella dei quarantenni, che in questo contesto può avere un suo compito specifico: fare da raccordo tra un prima e un dopo, avere la forza e la tenacia di mantenere la continuità con il prima e insieme inaugurare delle discontinuità». 

Il ruolo trainante della generazione “anfibia”

In realtà una doppia «Intervista», nella quale Paolo Giordano dialoga con un altro autore della sua stessa generazione: Mark O’Connell, irlandese nato nel 1979. Entrambi hanno scritto un libro all’inizio dell’emergenza coronavirus. Paolo Giordano ha pubblicato il 26 marzo «Nel contagio» (Einaudi), che ha immediatamente posto, in presa diretta rispetto alla pandemia, alcuni temi chiave su cui ancora adesso ci stiamo interrogando (tra questi, l’idea che quello che stiamo attraversando abbia un carattere sovraidentitario e sovranazionale e come tale andrebbe affrontato).

O’Connell il 16 aprile è uscito con «Notes from an Apocalypse. A Personal Journey to the End of the World and Back» («Note da un’Apocalisse. Un viaggio personale alla fine del mondo e ritorno», che in italiano sarà pubblicato a febbraio da il Saggiatore). Reportage narrativo di un viaggio reale tra chi è convinto che la fine del mondo arriverà e cerca di mettersi in salvo (non ultimi i miliardari della Silicon Valley). 

Una riflessione scritta poco prima del Covid, in cui la catastrofe a cui ci si riferisce è quella ambientale, ma utile come il saggio di Giordano a interrogarci, ora che il rischio per la nostra stessa vita lo abbiamo toccato con mano, sulla necessità di un cambiamento. Dei modelli di vita, dell’economia, della società. 

Un processo non facile in cui proprio la generazioneanfibia”, metà analogica, metà digitale, potrebbe giocare un ruolo di stimolo e di traino. Seppure non senza ostacoli. «Secondo alcuni studi – nota Giordano - potrebbe essere la più colpita dalle conseguenze economiche della crisi, che arriva in un momento in cui dovremmo stabilizzare processi lavorativi e familiari già accidentati e rallentati, come se ci fossimo slogati una caviglia ai blocchi di partenza». 

In ogni caso, aggiunge O’Connell, chi è anziano «non sa se vedrà la fine di questa crisi” mentre chi oggi ha intorno ai quarant’anni ha la speranza di potere tornare a una vita piena. E può dunque provare a ridisegnare il futuro. Il cambiamento climatico, concordano entrambi gli scrittori, è l’emergenza su cui è assolutamente necessario tornare a confrontarsi, per la quale «non esistono né vaccini né lockdown, solo prevenzione».

«Il virus è stato gestito da maschi»

Tra gli asset del cambiamento, citano entrambi un maggiore coinvolgimento femminile. «Nel mio libro c’è quella che possiamo chiamare un’esplorazione della “psicologia di genere nei tempi di crisi», spiega O’Connell. Alcuni degli individui di cui scrive incarnano «una modalità soprattutto maschile di affrontare l’emergenza, che investe nell’uomo potente, duro, individualista, che pensa di risolvere tutto da solo mostrandosi forte». Ma questa, prosegue, «è una fantasia. I Paesi che meglio stanno rispondendo all’emergenza Covid sono guidati da donne. Con questo non voglio dire che tutti gli Stati dovrebbero essere governati da una donna ma che l’approccio maschilista dell’uomo forte, che sia Donald Trump in America o Boris Johnson nel Regno Unito, sta mostrando il colossale fallimento di queste idee di mascolinità individualista». 

«Le donne sono state più esposte al contagio eppure, a parte pochissime eccezioni – aggiunge Giordano - il Covid sembra di nuovo una faccenda di maschi. 

Nella politica ma anche nella scienza. È un riflesso del modo in cui sono occupati i posti apicali e mostra chiaramente che qualcosa ancora non funziona. Tanto più che, come diceva Mark, i Paesi che fanno eccezione si sono mostrati più efficaci». 

Cita la premier neozelandese Jacinda Ardern e il discorso di Angela Merkel «che avrebbe dovuto fare arrossire gli autori di certi altri interventi alla nazione». «Tuttavia il legame tra parità di genere e risposta all’emergenza, così come quello tra parità di genere e cambiamento climatico, non sono ancora noti a tutti. È dunque importante - conclude Giordano -, ora che c’è ancora una minima finestra di ascolto, far arrivare a quante più persone possibile questo tipo di messaggio».

https://27esimaora.corriere.it/il-tempo-delle-donne/20_settembre_09/mark-o-connell-paolo-giordano-la-mascolinita-individualista-ha-fallito-noi-quarantenni-siamo-cambiamento-1208b092-f296-11ea-86fc-7fbaee355822.shtml

Tempo delle Donne, l’augurio di Sergio Mattarella: «L’importanza delle scelte»

Invio volentieri gli auguri di buon lavoro a tutte e a tutti coloro che si sono impegnati per dar vita, anche in quest’anno segnato dall’emergenza sanitaria, alla settima edizione de «Il Tempo delle Donne».
Una manifestazione che si è subito imposta nel dibattito sul ruolo delle donne, per originalità, vivacità e capacità propositiva.
Il tema di quest’anno, 
quello delle RiGenerazioni, è molto appropriato. Si tratta infatti di discutere e stabilire come fare tesoro del tempo dell’emergenza, trasferendo sul nostro futuro esperienze, competenze, conoscenze acquisite. E soprattutto di avviare una riflessione ampia e libera da preconcetti su questo snodo cruciale: se sia necessario, alla luce del dramma appena vissuto, modificare paradigmi, reimpostare le priorità, anche di spesa e di investimenti, adottare nuovi e più persuasivi modelli e stili, più attenti alla salvaguardia delle persone e alla qualità complessiva della vita. Sapendo che le scelte che prenderemo in questa stagione segneranno profondamente non solo il nostro domani, ma anche quello delle prossime generazioni.
È il tempo della responsabilità: un compito difficile ma per molti versi anche esaltante.
Invio un saluto cordiale a 
tutti i relatori e ai partecipanti, sicuro che dalle vostre intense giornate di confronto e di studio giungeranno idee, proposte e indicazioni suggestive e fruttuose.

Sergio Mattarella 

https://27esimaora.corriere.it/il-tempo-delle-donne/20_settembre_10/tempo-donne-l-augurio-sergio-mattarella-l-importanza-scelte-fa9c7478-f3a0-11ea-88b9-39ac85c19851.shtml

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