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Manifesto per l’accoglienza e contro il razzismo delle Chiese Evangeliche in Italia

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 08/08/2018 18:13
Parole chiare nel Manifesto per l’accoglienza, della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, sul tema del razzismo: un'autentica testimonianza evangelica

 

Manifesto per l’accoglienza

della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia

Questa è una chiesa che accoglie

  • «In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me» (Matteo 25,40) Dio si avvicina a noi come straniero: respingendo chi chiede il nostro aiuto chiudiamo la porta a Gesù che ci cerca e tende la sua mano.

  • «Fui straniero e mi accoglieste» (Matteo 25,35)
    Annunciamo che la fede in Cristo c
    i impegna all’accoglienza nei confronti del prossimo che bussa alla nostra porta in cerca di aiuto, protezione e cure.

  • «Nel giorno che Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio» (Genesi 5,1)
    Affermiamo che ogni uomo, ogni donna, ogni bambino e ogni bambina sono creature di Dio, a sua immagine e somiglianza, e che pertanto non si possa discriminare nessuno a causa della sua pelle, della sua religione, della sua identità di genere. Ogni forma di razzismo
    è per noi un’eresia teologica.

  • «Maledetto chi calpesta il diritto dello straniero» (Deuteronomio 27,19)
    Siamo chiamati a difendere la vita, la dignità e i diritti di migranti, richiedenti asilo, rom, minoranze etniche e religiose e di quanti sono perseguitati ed emarginati.

  • «Non c'è qui né Giudeo né Greco... perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù» (Galati 3,28)L’Evangelo di Cristo abbatte le differenze etniche e ci chiama a essere una Chiesa aperta all’incontro eallo scambio, in cui italiani e immigrati vivono insieme la fede cristiana.

  • «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono, loferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto... un Samaritano... vedendolo, ne ebbe pietà;avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui» (Luca 10,30.33-34)
    Apprezziamo e sosteniamo chi salva le vite dei migranti vittime dei traffici illegali e garantisce il soccorso umanitario nel Mediterraneo come sui passi alpini.

e per questo:

  • Respingiamo la falsa contrapposizione tra accoglienza degli immigrati e bisogni degli italiani, perché unpaese tra i più ricchi al mondo ha le risorse per garantire l’una e gli altri e perché sappiamo che, col tempo, anche i nuovi immigrati costituiscono una risorsa per un paese come l’Italia ad alto declinodemografico.

  • Siamo impegnati a garantire corridoi umanitari a favore dei richiedenti asilo in modo che possano arrivare in Europa in sicurezza e legalmente. Lo facciamo ecumenicamente e nel rispetto delle normative europee.

  • Crediamo nella necessità dell’integrazione degli immigrati in una società accogliente, capace dipromuovere l’incontro e lo scambio interculturale nel quadro dei principi della Costituzione.

  • Ci opponiamo alle politiche italiane ed europee di chiusura delle frontiere, di respingimento e di riduzione delle garanzie di protezione internazionale dei richiedenti asilo, tanto più quando fonti istituzionali delle Nazioni Unite attestano sistematiche violazioni dei diritti umani nei paesi di partenza e di transito.

  • A tutti - ma ancor di più a chi ha responsabilità istituzionali - chiediamo di adottare un linguaggio rispettoso della dignità dei migranti e di contrastare con gesti e azioni concrete atteggiamenti xenofobi e razzisti.

  • Denunciamo e critichiamo la campagna politica contro gli immigrati e i richiedenti asilo che, a fronte di arrivi in diminuzione e perfettamente sostenibili in un quadro di solidarietà europea, esaspera e drammatizza il dibattito pubblico.

  • Ci appelliamo alle chiese sorelle dell’Europa perché accolgano quote di richiedenti asilo e spingano i loro governi a promuovere politiche di condivisione dei flussi migratori in un quadro di solidarietà e responsabilità condivise.

  • Ricordando la Parola dell’apostolo «Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo» (I Corinzi 13,1), affermiamo che l’amore diDio per l’umanità è più forte dei nostri egoismi di individui e di nazioni e che noi siamo chiamati a testimoniarlo ogni giorno con gioia, speranza e fiducia.

    Questo «Manifesto per l’accoglienza» è stato approvato l8 agosto 2018 dal Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI)

    Per ulteriori informazioni: Mediterranean Hope Programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), via Firenze 38, 00184 Roma, Italia.
    E-mail:
    fcei@fcei.it. Internet: www.fcei.it - www.mediterraneanhope.com - www.nev.it

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direttore
direttore :
08/08/2018 21:25
Sono sicuro che alcuni pastori e laici cattolici diranno, anche degli evangelici, che sono "comunisti, inopportuni, poco amanti della Chiesa, fuori luogo, poco diplomatici... ecc". Ciò che hanno detto a noi, riguardo alla nostra lettera ai vescovi sul razzismo dilagante. Sinceramente mi fa piacere di essere in loro compagnia. Almeno c'è qualcuno che mette il vangelo prima di tutto ed è un po' più coraggioso e autentico, con tutti i limiti umani che si possono avere. Che il Signore ci aiuti e salvi la Chiesa cattolica italiana, che nonostante Papa Francesco, ha cambiato ben poco delle sue idee e prassi (fatte salve le nobili eccezioni). God bless you all
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Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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