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Ma a noi “Ch’è successo?” , di Angela Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 10/01/2022 09:54
Esperienza di lavoro e di recupero in seno alla Cooperativa Sociale Insieme di Vicenza iniziata nel 1979 e tuttora operante…

Eduardo lo fa dire ad Amalia in Napoli Milionaria, a qualche giorno dal  ritorno del marito dal fronte. Durante l’assenza di Gennaro tutta la famiglia era passata da qualche espediente per sopravvivere, ad una vita francamente disonesta, lasciandosi tentare da guadagni sempre più allettanti anche a discapito dei valori e dei rapporti umani.

La battuta “ch’è successo?” l’ho pensata leggendo il materiale sulla Cooperativa Sociale Insieme che ho ottenuto dal prezioso Marco Vincenzi, socio ora in pensione dalla cooperativa, attualmente consigliere nazionale CNCA, autore del libro Un decalogo per l’operatore sociale, (Gli Asini” – 25 mag 2019).  La cooperativa, fondata a Vicenza tra il 1979 ed il 1980 è tuttora attiva non solo nel contesto vicentino ma ormai in un contesto assai più ampio per i legami ed i progetti realizzati in ambito europeo ed anche oltre i confini del continente. Leggendo della cooperativa e delle sue finalità, non ho potuto fare a meno di pensare agli ideali di fratellanza e di pace che hanno attraversato gli anni dal 1968 in poi e che hanno fortemente caratterizzato una generazione di giovani poi impegnatisi nel sociale con molto fervore.

L’ iniziativa della Cooperativa sociale è nata subito dopo gli anni di piombo, anni che dovevano servire a tenere a bada il consistente consenso elettorale nei confronti del Partito Comunista Italiano, ma che fondamentalmente hanno rafforzato quegli ideali di solidarietà e di speranza in tanti giovani di sinistra spesso, se non addirittura soprattutto, cattolici o di ispirazione cristiana. Insomma, cosa hanno fatto questi fondatori della cooperativa Insieme, per farmi fare questo balzo indietro nel tempo?

Partendo dal creare un’occasione di lavoro legata a concetti ambientalisti e quindi fondata sul recupero e riciclo di oggetti usati, non hanno ritenuto di cimentarsi da soli in questa esperienza, ma hanno da subito aperto le braccia a persone emarginate a vario titolo: disoccupati, disabili, tossicodipendenti, carcerati, che hanno da subito lavorato con loro, diventando in seguito  destinatari di progetti formativi. L’idea iniziale è stata quella del recupero di mobilia vecchia, il classico sgombero, con restauro e vendita del restaurato a prezzo di usato , quindi a prezzo accessibile ad una fetta di popolazione meno abbiente. Dai mobili alle biciclette, da queste al vestiario, negli anni la cooperativa si è specializzata ed ha coinvolto competenze le più varie, dai meccanici e ai falegnami alle sarte, fino a diventare una realtà indispensabile all’interno del comune e della provincia di Vicenza. 

Si trattava e si tratta di una cooperativa che offriva ed offre ancora sostegno ai disperati attraverso un Soccorso Giuridico e che ha fatto varie esperienze di formazione, dall’Università della Strada del Gruppo Abele agli incontri per fondare il Coordinamento Nazionale dei Centri di Accoglienza (CNCA), alla costituzione di un consorzio di cooperative sociali (il consorzio Prisma) che ha allargato molto più il campo di azione sia per le possibilità di impiego, sia per la cultura del recupero degli scarti promossa nel territorio. Tanto che ha ricevuto finanziamenti ed infine anche stipulato convenzioni, non solo riguardanti il riciclo dei rifiuti urbani ingombranti, ma anche e soprattutto per la formazione ed il reinserimento nel mondo del lavoro di tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, carcerati. 

Una cooperativa laica ed aperta a credenti e non credenti cui hanno collaborato anche in un certo periodo gli obiettori di coscienza. Una cooperativa che ha tratto anche forza da principi evangelici e si è interrogata sulla fede e sulle fedi, aderendo all’iniziativa Mondialità e Pace con Pax Christi. Il tutto fatto con umiltà ed intelligenza, con l’uso di tecniche di approfondimento critico ed analitico per far sì che lo stare, per appunto, insieme potesse avvenire anche attraverso il superamento e la rielaborazione dei conflitti, con l’aiuto di figure professionali.

Ecco un sogno realizzato. Un’impresa che dà lavoro ma ha una gestione collettiva, plurale e pluralistica.

Mi hanno colpito le braccia aperte, la volontà di cimentarsi e di andare oltre, dai rifiuti, oggetti e persone rifiutate, a tutto ciò che può salvare la Terra, l’ Ambiente e il Clima, passando attraverso la lotta al consumismo inconsapevole. Perché coerentemente anche su questo versante si sono impegnati e si impegnano ancora. 

L’apertura mentale di cui sono stati protagonisti e che hanno in qualche modo promosso nel loro territorio, proprio questa caratteristica mi ha fatto trasalire. Ho pensato: ma a noi, a noi dell’Italia che adesso resta indifferente alla morte dei migranti in mare, dell’Italia che considera Francesco un eretico, ditemi, cosa è successo? A noi che dobbiamo quasi nasconderci se tendiamo la mano ai nostri fratelli stranieri, svantaggiati e poveri, proprio a noi, cosa sta succedendo? A quei sindaci di comuni che abbracciano politiche di una destra retriva, escludente, arraffona, corrotta, sempre dietro ad interessi di parte, cosa è successo? 

A tutti noi che abbiamo creduto che sono tutti uguali perché quegli uguali si sono lasciati corrompere, comprare, o semplicemente infiltrare, cosa è successo?

Lasciamoci travolgere dai sentimenti di una volta, forza, cittadini e rappresentanti dei cittadini sul versante della politica, allarghiamo le braccia a tutti coloro che sono svantaggiati rispetto a noi! Onoriamo la Costituzione e le Dichiarazioni Universali dei diritti Umani. Nelle nostre città che stanno morendo pensiamo a proporre iniziative simili a quelle sperimentate a Vicenza oppure quella sperimentata a Riace dove il sud anche ha proposto cose nuove, percorsi  nuovi (lo dice anche la Bibbia: farò una cosa nuova, aprirò una strada nel deserto…).   

Direi che possiamo ormai dire basta a questo eterno scivolamento culturale in basso cominciato col e nel berlusconismo e continuato oggi dai seguaci di movimenti facenti parte dell’area destrorsa e conservatrice o fondamentalista della Chiesa, area pretestuosamente autodefinitasi cattolica ma di ben altra origine, area che di universale non ha nulla. Basta con la dissacrazione di ogni atto umanitario e di ogni speranza. Smascheriamo chi sventola un rosario e usa immagini sacre per far passare messaggi di chiusura e odio smentibili da qualsiasi pagina del Vangelo. Torniamo a credere che insieme e con amore per il prossimo si possa costruire il futuro. 

*Redazione di Cercasiunfine

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

Vico II Spineto,2 (c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)

76013 Minervino Murge (BT)

per info:

mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it

cell: 349 6534286

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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