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Lettera al Presidente della Repubblica, di Agazio Tedesco

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 03/05/2020 13:32
L’Italia è un Paese meraviglioso, reso unico dalla propria posizione Geografica, ma ancor più unico e bello lo hanno reso agli occhi del mondo l’arte e la musica...

Alla c.a. del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 

                                                                                            1° Maggio 2020

Buongiorno Presidente

Mi chiamo Agazio Tedesco, sono un cittadino italiano, un lavoratore come tanti, un musicista. 

Le scrivo oggi, in questa data storica, importante ed emblematica, per chiederle parole di speranza. 

In questo momento così particolare - da cui sono convinto ne usciremo vincitori - la pandemia ha messo a dura prova non soltanto il sistema ma anche e soprattutto la persona. Molti hanno perso il lavoro, altri guardano con preoccupazione al futuro, e altri ancora si aggrappano solo alla speranza, tra questi i musicisti, gli artisti. 

L’Italia è un Paese meraviglioso, reso unico dalla propria posizione Geografica, ma ancor più unico e bello lo hanno reso agli occhi del mondo l’arte e la musica. 

Anche nel più remoto paesino l’arte è viva e presente. Abbiamo regalato all’umanità opere meravigliose di inestimabile valore, quadri, sculture, opere architettoniche e non per ultima, la musica. I musei internazionali sono pieni d’arte italiana, abbiamo inventato l’Opera Lirica  e tutt’oggi nel mondo, autori come Vivaldi, Verdi, Puccini (solo per citarne alcuni) sono tra i più eseguiti. Cosa sarebbero questi musei e questi teatri senza la nostra arte? 

Tutto questo immenso patrimonio, inoltre, ha reso anche possibile che l’italiano - benché in uso solo nel nostro Paese – sia la quarta lingua più studiata al mondo. 

Ma nonostante ciò, spesso, troppo spesso, gli artisti in questo nostro bel Paese non sono considerati lavoratori. Nell’immaginario collettivo un artista è un persona che coltiva una passione per diletto ma per vivere sicuramente si dedica ad altro. Quanti sono coscienti che un musicista prima di salire sul palcoscenico ha passato ore ed ore in solitaria a studiare con il proprio strumento? Quanti conoscono le problematiche quotidiane che un artista deve affrontare?  

Ogni qualvolta mi trovo a viaggiare e a varcare i nostri confini, sento che la mia passione, la mia professione è riconosciuta e vista al pari di molte altre e non posso fare a meno di chiedermi perché spesso in Patria non sia così.

Nessuno più di Lei, Presidente, conosce a fondo il senso di queste mie parole e proprio per questo mi permetto di chiederle parole di speranza, affinché nessun artista si senta solo e abbandonato al proprio destino. Le chiedo inoltre, parole illuminanti da rivolgere a tutte le forze politiche, affinché non dimentichino, e che al contrario tengano in considerazione l’arte e gli artisti come forza viva e necessaria per la rinascita economica e umanistica  di questa nostra cara Italia. 

Sono certo che Lei è al nostro fianco e come sempre saprà trovare le giuste parole per indicare la strada da percorrere. 

Con profonda stima e gratitudine,

Agazio Tedesco

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