Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Le quattro lezioni su Regioni e Stato, di Sabino Cassese

Le quattro lezioni su Regioni e Stato, di Sabino Cassese

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 24/03/2021 10:17
Abbiamo una costante incapacità di imparare dalle buone pratiche.Perché Lombardia e Calabria non hanno rapidamente seguito l’insegnamento delle «best practices» del Lazio?…

Alcune regioni hanno vaccinato quasi tutta la popolazione compresa nelle fasce più deboli, altre solo un terzo. In alcune regioni si è proceduto con la puntualità di un orologio svizzero, in altre sono state commesse clamorose violazioni delle priorità fissate in sede nazionale e si sono verificati gravi disservizi. Insomma, non siamo solo indietro ad altri Paesi, ma registriamo anche variazioni territoriali inspiegabili.

La popolazione vaccinabile è di quasi 51 milioni. I colli di bottiglia sono l’approvvigionamento e la somministrazione dei vaccini. Sull’uno e sull’altro fronte, il governo s’è dato da fare. Ha puntato i piedi con l’Unione europea e ha avviato contatti per la produzione di vaccini in sede nazionale. La legge di bilancio 2021 prevede la preparazione di un piano nazionale di vaccinazione e l’obbligo delle regioni di definire i loro piani vaccinali seguendo le indicazioni e con i tempi stabiliti a livello nazionale; in caso di mancata attuazione regionale, deve intervenire il commissario straordinario. 

Il ministro della Salute ha presentato il 2 dicembre 2020 il piano al Parlamento. Questo è poi stato adottato con decreto del 2 gennaio. La Conferenza Stato-regioni è stata informata del piano il 9 febbraio e il 21 febbraio ha sottoscritto anche con i sindacati una intesa per mobilitare i medici di medicina generale. Il commissario Figliuolo ha reso pubblico il 13 marzo il suo piano.

Ma qualcosa non ha funzionato. Il presidente del Consiglio dei ministri aveva dichiarato: «Lo Stato c’è e ci sarà». La Corte costituzionale aveva depositato il 13 marzo scorso una sentenza nella quale è scritto che spetta in via esclusiva allo Stato la profilassi internazionale, «comprensiva di ogni misura atta a contrastare una pandemia sanitaria in corso, ovvero a prevenirla».

La disparità di funzionamento delle regioni ha però fatto emergere i punti deboli dello Stato. La mancata individuazione di una piattaforma unica. Gli obiettivi elencati senza standard, tempi e indicatori di «performance» da rispettare. L’assenza di quel «coordinamento costante» che era previsto nel decreto ministeriale del 2 gennaio. Il mancato monitoraggio continuo delle somministrazioni (qui è apparsa debole o assente l’azione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - Agenas, tra i cui scopi c’è proprio l’analisi e il monitoraggio della «performance» dei servizi regionali). 

L’assenza di procedure che consentano ai cittadini di segnalare le disfunzioni del sistema, per farle correggere. Le carenze di interventi sanzionatori (la legge di bilancio prevede un finanziamento statale alle regioni di 110 milioni, che potrebbero essere ridotti) o sostitutivi dello Stato (previsti non solo in generale dalla Costituzione, ma specificamente per il piano di vaccinazione dalla legge di bilancio 2021).

Dal fallimento di alcune regioni e dalle carenze dell’amministrazione centrale, dinanzi a un compito tanto importante per la società italiana, possono trarsi quattro insegnamenti.

Primo: non è dalla struttura accentrata o decentrata dello Stato che dipende il buon funzionamento delle istituzioni. Un Paese con secoli di esperienze di «self government» (il Regno Unito) e un altro a struttura federale (gli Stati Uniti), messi alla prova di una pianificazione nazionale, hanno fatto meglio dell’Italia (e di altri Paesi europei). Lì ci sono gli «anelli di congiunzione» tra centro e periferie, da noi no.

Secondo: regionalismo, riconoscimento delle autonomie, decentramento, non vogliono dire costituzione di repubbliche indipendenti. Quando l’obiettivo è nazionale e così drammatico, bisogna sapere cooperare, invece di alimentare orgogli regionali. L’esempio del Regno Unito e degli Stati Uniti lo dimostra. C’è una evidente sproporzione tra la decisione di affidare all’Unione Europea l’approvvigionamento dei vaccini e quella di far dipendere la loro somministrazione dai piani regionali.

Terzo: abbiamo una costante incapacità di imparare dalle buone pratiche. Perché Lombardia e Calabria non hanno rapidamente seguito l’insegnamento delle «best practices» del Lazio?

Quarto: nel corso della storia repubblicana, ogni volta che un’amministrazione non funzionava, si sono istituiti organismi satelliti, per supplire alle carenze rilevate, preferendo aggirare così l’ostacolo della riforma dell’amministrazione disfunzionale. Si è venuta a costituire una amministrazione disaggregata, ad arcipelago. Di questo fanno parte l’Azienda regionale per l’innovazione e per gli acquisti (Aria) lombarda e la Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che non sono la soluzione del problema, sono esse stesse un problema.

Il rivoluzionario secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione dispone che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Per rimuovere uno di quegli ostacoli, e cercare di assicurare quindi l’eguaglianza sostanziale dei cittadini, si stabilì che «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo», e più tardi, nel 1978, fu istituito il Servizio sanitario nazionale. Dunque, questo deve assicurare l’eguaglianza di fatto dei cittadini, i «ricchi» e gli «indigenti». Se il vestito ad Arlecchino del servizio sanitario produce, però, nuove diseguaglianze, quella lungimirante idea dei Costituenti sarà tradita.

 

https://www.corriere.it/opinioni/21_marzo_23/quattro-lezioni-regioni-stato-3adfb8f2-8c0c-11eb-9bf5-145cd1352910.shtml

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.