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Le mani delle lobby: un caso pugliese

creato da D. — ultima modifica 14/09/2015 17:06
Secondo le dichiarazioni del sindaco Magrone: "C’è altro dietro questa crisi, cose impegnative e pericolose: un appalto di 100 milioni per i rifiuti. Un appalto che ha il fascino per gli interessi peggiori". Il sindaco non ha voluto cedere sulla guerra al clientelismo, alle lobby, ai padroni del paese. E poi c’è l’urbanistica...

 

E’ davvero preoccupante quanto raccontato dall’ormai ex sindaco di Modugno, Nicola Magrone, in un’intervista rilasciata a La Repubblica-Bari domenica 24 agosto. Vogliamo solo riferirci allo scioglimento del Consiglio comunale ad opera delle dimissioni di una buona parte dei consiglieri, se non  sbagliamo la maggioranza dei quali appartenenti al Pd.  Per il vero e per le ragioni riferite dall’ex magistrato, quel Comune è nell’occhio del ciclone non  da oggi. Rammentiamo che, nel recente passato, atri amministratori sono stati inquisiti. Ma leggiamo le dichiarazioni di Magrone: <<C’è altro dietro questa crisi, cose impegnative e pericolose: un appalto di 100 milioni per i rifiuti. Un appalto che ha il fascino per gli interessi peggiori>>. A suo dire è <<un fondamentalista democratico>> per cui non ha voluto cedere sulla guerra al clientelismo, alle lobby, ai padroni del paese. E poi c’è l’urbanistica. <<E’ iniziato tutto quando il dirigente dell’Urbanistica si è accorto che le 13 norme di modifica al Piano regolatore generale del 1995, approvate nel 1999 e che di fatto triplicavano spazi e aree, erano di fatto illegittime e dunque annullabili. Perché? Queste norme, costituendo modifica al Piano regolatore, dovevano essere mandate alla Regione per essere approvate. Cosa che non è mai avvenuta. E se manca l’autorizzazione della Giunta regionale quella modifica non esiste. Intanto Modugno è diventato un ammasso di casermoni, non c’è più un filo d’erba. Parliamo di speculazione edilizia: un utilizzo intensivo di spazi aree che ha reso il paese invivibile>>. Ma tornando alla ricostruzione dei fatti al centro della crisi l’ex sindaco racconta: <<Facemmo cinque richieste di parere e la regione confermò che quelle norme sono illegittime. Quindi a questo punto quale funzionario avrebbe potuto continuare a dare permessi? Abbiamo posto il problema con una chiarificazione urbi et orbi, assemblee, la gente che veniva a lamentarsi, terrorismo, speculazione, costruttori che dicevano che io avrei espropriato, abbattuto case. Si è scatenato l’inferno perché significava dimezzare quella speculazione fatta 15 anni prima. Si poteva mettere mano al Piano regolatore, ma quel piano, fisicamente, come mappe, nel comune di Modugno non c’era: c’era un foglio qui e lì, con correzioni, senza firma. Una cosa spaventosa, è come se facessi un processo senza codice. L’urgenza ad aprile fu dunque quella di rifare il Prg. Nel frattempo i cittadini si arrabbiavano. Come Giunta abbiamo incaricato il tecnico di rimettere in ordine il Prg, dopo aver recuperato in Regione il testo originale. Intanto è stata sospesa per 90 giorni la valutazione delle nuove domande. Da allora, la battaglia è stata quella di non farci arrivare alla conclusione del codice ricostruito con il Prg da applicare. Si sono scatenato costruttori, ingegneri e rappresentanti politici in consiglio, una bagarre. Volevano che io facessi finta di non aver visto né saputo, lasciando andare come è andata, in 15 anni nessun sindaco si è mai posto il problema. Ho fatto, infine, l’ultima proposta: facciamo completare alla Regione quelle norme, spetterà a loro valutare se sono valide. Su questo avrebbe discusso il consiglio lunedì prossimo… La battaglia è avvenuta perché io non potevo fare compromessi con le lobby, che non sono astratte, ma individuate e individuabili, visibili. Questi personaggi padroni del paese, rappresentati dai consiglieri, volevano evitare che passasse in consiglio lunedì. Per impedire che subissero il danno si sono dimessi. Non c’erano regole né norme, bastava conoscere il funzionario di turno, senza un Prg valido funzionano i favoritismi. Clientelismo, è questo che coltivano, si è andata avanti così.>>.

Come avete letto una denuncia drammatica e fortemente motivata. Ora qui noi vogliamo rivolgere ai cittadini di Modugno un appello perché la parte sana della cittadina si schieri con il Sindaco, almeno fino a quando tutto quello che ha raccontato non sarà motivatamente smentito. Ora quello però che è sotto gli occhi di tutto e che quella città ha subito un violento impatto a causa del disordine amministrativo e della grande e grossa speculazione. Ci aggiungiamo poi, oggi, l’appalto di 100 milioni per i rifiuti che pare finito anch’esso, a detta di Magrone, nel mirino dei soliti approfittatori. Quello che impressione in questa vicenda è il colpevole silenzio dei leader regionali e provinciali delle varie forze politiche, presenti in Consiglio. In particolare il Pd che spesso a vanvera si dice paladino del buon costume e della legalità. Se ha il coraggio, faccia sentire la sua voce, la sua opinione circa le cause che hanno creato la crisi comunale e messo in mora la democrazia. Alle ultime elezioni i cittadini si erano espressi e avevano scelto Magrone. Bene, allora facciano sentire la loro voce, la loro protesta verso chi, infischiandosene della democrazia e delle leggi, ha provocato lo scioglimento di quel Consiglio comunale.

fonte: Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza - Centro e Documentazione: http://osserbari.wordpress.com/page/2/, 25.08.2014

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