Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Le chiese orientali si sono avvicinate al potere e al lusso, per questo Francesco…, di Riccardo Cristiano

Le chiese orientali si sono avvicinate al potere e al lusso, per questo Francesco…, di Riccardo Cristiano

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 10/08/2020 10:07
Il Papa ha parlato del Libano e dietro al suo messaggio c'è la volontà di superare le diffidenze tra cristiani e musulmani…

“In questi giorni il mio pensiero ritorna spesso al Libano – lì vedo una bandiera del Libano, un gruppo di libanesi. La catastrofe di martedì scorso chiama tutti, a partire dai Libanesi, a collaborare per il bene comune di questo amato Paese. Il Libano ha un’identità peculiare, frutto dell’incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello del vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, lo sappiamo, ma prego perché, con l’aiuto di Dio e la leale partecipazione di tutti, essa possa rinascere libera e forte. Invito la Chiesa in Libano ad essere vicina al popolo nel suo Calvario, come sta facendo in questi giorni, con solidarietà e compassione, con il cuore e le mani aperte alla condivisione. Rinnovo inoltre l’appello per un generoso aiuto da parte della comunità internazionale. E, per favore, chiedo ai vescovi, ai sacerdoti e ai religiosi del Libano che stiano vicini al popolo e che vivano con uno stile di vita improntato alla povertà evangelica, senza lusso, perché il vostro popolo soffre, e soffre tanto.”

Le parole pronunciate da Francesco all’Angelus hanno un senso profondo, che va trovato andando al di là delle apparenze. E per riuscirci bisogna individuare il bivio culturale che sottostà a queste parole.

Francesco infatti è l’uomo che ha firmato il documento sulla fratellanza umana con il grande imam di al-Azhar, finalizzato a chiarire che le nostre differenze sono parte di un disegno divino, che vanno accettate, apprezzate e quindi che devono portare alla pari cittadinanza.

Alla base di questa visione, condivisa dal papa e dalla massima autorità dell’Islam sunnita, c’è una teologia, quella del buon vicinato. Detto così sembra che saranno i buoni a convenire e i cattivi a dissentire. Ma non è così. Chi dissente è chi non ha fiducia nell’altro. Chi non ha fiducia nell’altro ritiene che con questi sia impossibile vivere insieme. E’ quello che pensano certi ambienti islamici, che ritengono i cristiani quinte colonne dell’Occidente, e certi ambienti cristiani, che ritengono i musulmani portatori per scelta eterna e inappellabile di una visione suprematista.

La reciproca sfiducia nasce di qui.

Questa reciproca sfiducia si è impossessata, per tante cause storiche e tante azioni politiche, compreso l’uso e la distorsione del pensiero religioso, di ambienti ampi, diffusi, compresa ampia parte dell’episcopato, sia cattolico sia ortodosso. E’ questo il motivo per cui nessuna Chiesa cristiana ha avuto il coraggio di misurarsi pubblicamente con il testo del documento sulla fratellanza, ad eccezione di quella caldea guidata dal patriarca Sako.

E proprio Sako e la sua visione hanno consentito ai cristiani di tornare protagonisti delle vicende irachene, con la piazza e nella piazza contro la violenza settaria sostenuta dagli estremisti come Soleimani.

In Siria e in Libano invece ha prevalso la sfiducia e ha portato all’elaborazione in questi anni segnati dalla piaga siriana di una teoria politica: nell’Islam c’è una minoranza, lo sciismo. Alleiamoci con la loro rappresentanza politica, questo impedirà la dittatura della maggioranza sunnita.

E’ così che settori delle chiese orientali si sono avvicinati alle elités al potere, trovando anche stili di vita lussuosi, per ostentare un ruolo che vuol dire connessione con il potere, quindi garanzia di autorevolezza e potenza.

In Libano questa impostazione è stata rappresentata politicamente dal presidente della Repubblica, il maronita Aoun. La sua alleanza con Hezbollah indica proprio l’alleanza delle minoranza di cui qui si parla. Ma di recente la rottura del presidente con il patriarca maronita, Beshara Rahi, è divenuta evidente, quando il patriarca ha detto che il Libano deve tornare neutrale.

Cosa vuol dire? Che il Libano non prende parte, e quindi detto dal patriarca vuol dire che anche i cristiani non prendono parte in questa fratricida tra gli opposti imperialismi arabo-islamici. Questa scelta certamente rischiosa è l’unica che garantisce un futuro. Infatti in Siria dove non è stata fatta i cristiani sono il 2% della popolazione, seguitano a fuggire e nessuno a tornare.

La piazza cristiana di Beirut, ieri, ha chiaramente delegittimato Aoun, la sua alleanza con chi usa i libanesi come uno scudo umano distruggendone anche l’economia. Dunque il patriarca Beshara Rahi emerge come il vincitore cristiano e oggi può invitare tutto il ceto politico a uscire di scena e lasciare la parola alle urne. La gente cristiana ieri si è schierata con la linea che lui ha espresso, e ha maledetto Aoun, calpestandone le fotografie. 

Dunque oggi Francesco è intervenuto con chiarezza chiedendo ai cristiani di non cedere alla sfiducia, con la quale non si può costruire nulla. Solo la fiducia nell’altro può consentire all’altro di avere fiducia in noi. E viceversa. Francesco così offre il suo documento sulla fratellanza come base per la ricostruzione del Libano, che è davvero un messaggio, come disse Giovanni Paolo II.

Ma questo messaggio va capito, non è una romanticheria: il messaggio-Libano è semplice semplice e sta nel fatto che, come disse Martin Luther King, o si impara a vivere insieme  o si muore come dei folli. Milizie, falangi, brigate, intellettuali identitaristi hanno fatto di tutto per distruggere l’altro, per convincere i propri che solo distruggendo l’altro sarebbero stati sicuri.  Nessuno può dire “io non c’entro”, ma oggi nessuno può dire “io non so che il totalitarismo miliziano oggi è Hezbollah”, non gli sciiti, ma chi li ha ridotti sottomessi a un obbligo miliziano nel nome del proprio giusto riscatto.

In un Paese come in Libano si tratta di capire finalmente non a parole ma con i fatti una verità così evidente che anche gli sfiduciati farebbero bene a convincersene, finché c’é tempo. E i cristiani che sono scesi numerosi in piazza a Beirut hanno detto: “lo abbiamo capito.” Per questo l’Angelus odierno è tra i più importanti.

 

https://www.globalist.it/world/2020/08/09/le-chiese-orientali-si-sono-avvicinate-al-potere-e-al-lusso-per-questo-francesco-2062957.html

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.