Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Lasciate in pace Martini, di Ignazio Marino

Lasciate in pace Martini, di Ignazio Marino

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 18:54
Ignazio Marino, chirurgo e interlocutore privilegiato del cardinale, ricorda Carlo Maria Martini.
Lasciate in pace Martini, di Ignazio Marino

Ignazio Marino (foto ANSA)


Sui temi eticamente sensibili, dalla fecondazione assistita all'aborto, dall'uso delle cellule staminali all'eutanasia fino ai confini della ricerca scientifica, il cardinale Carlo Maria Martini aveva trovato un interlocutore in Ignazio Marino, scienziato, chirurgo e senatore del Pd. Nel marzo scorso per Einaudi è uscito Credere e conoscere, un dialogo su fede e morale che tanto ha fatto discutere. Nel 2006, il Dialogo sulla vita tra il cardinale e Marino provocò numerose reazioni della stampa internazionale tanto che il quotidiano britannico The Times si spinse a invocare, dopo le parole di Martini, l'indizione di un Concilio Vaticano III per equilibrare le spinte conservatrici e progressiste che, secondo gli osservatori, spaccherebbero in due la Chiesa. 

- Partiamo dalle polemiche sull'accanimento terapeutico. «Oso pensare che sia stato un momento sereno quello di Martini quando ha deciso di essere staccato dalle macchine che ancora lo tenevano in vita», ha scritto su Repubblica Eugenio Scalfari. È andata così, professore?

«Il cardinale aveva certamente riflettuto a lungo sul suo percorso terreno e attendeva fiducioso il ritorno alla casa del Padre. Quel che è certo è che lui non si è mai sottratto a nessuna terapia che potesse alleviare la malattia ma ha seguito con grande scrupolo tutte le cure dei medici che lo seguivano. Aveva pensato anche all'opportunità di usare, all'ultimo, mezzi come la nutrizione artificiale o la ventilazione meccanica ma ha preferito non farlo perché la sua esistenza era giunta alla naturale conclusione. Quindi, non è stato staccato da nessuna macchina per il semplice fatto che non vi era mai stato collegato». 

- Eppure c'è chi l'ha definito il “Welby cattolico”.

«Non credo che il modo più saggio per ricordare una figura così complessa e profonda come quella di Martini sia quello di cercare di tirarne la tonaca, per di più post mortem, da un lato o dall'altro a seconda delle convinzioni personali. Sui temi della bioetica aveva condotto una lunga riflessione e in Credere e conoscere (Einaudi, ndr) dove esprime posizioni perfettamente in linea con il Magistero e il Catechismo della Chiesa cattolica. Le sue analisi, semmai, aprivano al confronto e non cercavano mai lo scontro».

 

Le polemiche dei giorni scorsi sono nate anche dalla confusione che si fa tra eutanasia e accanimento terapeutico?

«Credo proprio di sì. La prima è un atto che provoca la morte e, come tale, è condannato dalla Chiesa. Il secondo, invece, è la “rinuncia all'utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo”, come recita il Catechismo. È esattamente quello che è successo nel caso del cardinale». 

Come definirebbe Martini: un progressista o un conservatore dubbioso?

«Le definizioni non mi piacciono molto, in realtà. Era un uomo del dialogo che studiava e approfondiva non solo i testi sacri ma anche gli interlocutori che aveva di fronte. Viveva l'approfondimento della Parola anche attraverso, se così posso dire, il cammino degli altri». 

Sulla dottrina è stato spesso accusato di fare il controcanto a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. È così?

«Non c'è una Chiesa di destra e una di sinistra. La Chiesa è una sola all'interno della quale c'è, necessariamente, diversità di vedute. Anche alle origini era così. Pensiamo a Pietro e Paolo, ad esempio. In realtà, quello che ho sempre percepito dialogando con lui è l'affetto profondo e straordinario che nutriva nei confronti del Papa, al quale scrisse più volte per esortarlo a costruire insieme una Chiesa che annunci il Vangelo di Cristo. Su questo ricordo volentieri un aneddoto significativo che mi raccontò una volta». 

Quale?

«Nel 1978 Paolo VI ricevette in Vaticano Daniel Wildenstein, il più noto collezionista d'arte del mondo, perché voleva valutasse il valore economico dei tesori artistici della Chiesa, compresa addirittura la Pietà di Michelangelo, al fine di venderli per far fronte alle esigenze dei poveri del mondo. Martini affermò, di essere d’accordo nel principio ma sottolineò che alcuni beni come la Pietà hanno un altissimo valore simbolico per credenti e non credenti e sono soltanto custoditi dalla Chiesa. Invece, ci sono molte altre ricchezze di cui forse la Chiesa potrebbe liberarsi per adempiere meglio la sua missione».

fonte: Famiglia Cristiana

 

 

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
beatrice genchi
beatrice genchi :
07/09/2012 18:07
"...piu' volte anche la Chiesa cattolica si e' dichiarata contraria alle cure non appropriate o sproporzionate. Giovanni Paolo II riteneva lecito : <<...rinunciare ad interventi medici non piu' adeguati alla reale situazione del malato, perche' ormai sproporzionati ai risultati che si potrebbero sperare o anche perche' troppo gravosi per lui e per la sua famiglia. In queste situazioni, quando la morte si preannuncia imminente ed inevitabile, si puo' in coscienza rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all'ammalato in simili casi [.....] La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all'eutanasia; esprime piuttosto l'accettazione della condizione umana di fornte alla morte>> (Evangelium Vitae, 25 marzo 1995)[....]...non puo' essere trascurata la volonta' del malato, dal punto di vista giuridico, salvo eccezioni ben definite, di valutare se le cure che gli vengono proposte sono effettivamente proporzionate..." [C.M.MARTINI - Credere e conoscere - Einaudi]
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

e ancora...

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Copertina114

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 114
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: L'Europa

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) testi già inviati; in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa di fa diventare razzisti? C' il razzismo nella Chiesa?)  testi da inviare entro il 30 agosto 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? Pro e contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 31 ottobre 2019.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.